Commercialisti in sciopero per la disapplicazione degli ISA 2019

Anna Maria D’Andrea - Commercialisti ed esperti contabili

Sciopero dei commercialisti contro gli ISA 2019: a rischio stop l'invio degli F24 per il versamento delle imposte e le udienze presso le Commissioni Tributarie dal 30 settembre al 7 ottobre.

Commercialisti in sciopero per la disapplicazione degli ISA 2019

Sciopero dei commercialisti tra il 30 settembre ed il 7 ottobre 2019 per richiedere la disapplicazione degli ISA 2019.

Le associazioni di categoria avevano annunciato un’azione concreta nel caso di mancato ascolto della richiesta di sospensione degli ISA per il 2019 e, a fronte dell’indifferenza di MEF ed Agenzia delle Entrate, hanno mantenuto la promessa.

Lo sciopero dei commercialisti proclamato dalle associazioni nazionali ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO coinciderà con la prima importante scadenza legata agli ISA, il versamento delle imposte dei redditi per i titolari di partita IVA.

Dal 30 settembre al 1° ottobre gli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si asterranno dalla trasmissione telematica dei modelli di pagamento F24.

Inoltre, dal 30 settembre al 7 ottobre 2019 sarà sospesa la partecipazione dei commercialisti alle udienze presso le Commissioni Tributarie provinciali e regionali.

Un’azione necessaria, per portare all’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica il caos e gli effetti negativi legati all’avvio degli ISA, caratterizzati da ritardi, errori e problematiche operative.

La sospensione o la compilazione facoltativa dei modelli per il calcolo dell’indice di affidabilità fiscale per il 2019 sono le richieste dei commercialisti per evitare lo sciopero della categoria.

Sciopero dei commercialisti contro gli ISA dal 30 settembre 2019 al 7 ottobre: a rischio il versamento delle imposte

È il comunicato stampa diffuso nel pomeriggio del 16 settembre 2019 ad annunciare lo sciopero dei commercialisti che, rievocando quanto successe per spesometro e Lipe, si schierano compatti contro Agenzia delle Entrate e MEF.

A proclamare l’astensione sono le principali associazioni di categoria, ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO dopo una lunga protesta che ha visto partecipe anche il Consiglio Nazionale per la disapplicazione degli ISA nel 2019 o la loro compilazione facoltativa.

Una richiesta rimasta inascoltata perché, secondo il MEF, sospendere l’effetto dell’avvio degli ISA minerebbe all’attività di controllo sul rischio evasione dell’Agenzia delle Entrate e penalizzerebbe i contribuenti con voto in termini di affidabilità fiscale elevato.

Motivazioni che non convincono, e che di certo non risolvono il problema del caos dovuto all’avvio degli ISA.

“Il disagio dei professionisti, determinato dal proliferare degli adempimenti fiscali, perdura da troppo tempo ed il caos ISA, per il quale le Associazioni nazionali hanno chiesto invano la disapplicazione per l’anno d’imposta 2018 del nuovo sistema, ha senza dubbio aggravato ulteriormente la situazione.

​Le scriventi Associazioni nazionali, nel ribadire la necessità della disapplicazione ISA per il 2018 o, in subordine, la loro applicazione in via facoltativa, rivendicano il rispetto dello Statuto del Contribuente, le cui disposizioni continuano ad essere violate in spregio ai diritti dei cittadini; rivendicano altresì una sistematica e formale consultazione della categoria e delle associazioni che la rappresentano nella formulazione di norme e procedure riguardanti le materie di competenza dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.”

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Comunicato stampa 16 settembre 2019 - Proclamazione astensione commercialisti
ADC - AIDC - ANC - ANDOC - FIDDOC - SIC - UNAGRACO - UNGDCEC - UNICO. Emergenza Fisco - la categoria dei commercialisti si prepara allo sciopero

Commercialisti in sciopero: disapplicazione degli ISA o applicazione facoltativa per il 2019

La richiesta dei commercialisti è chiara: disapplicare totalmente gli ISA o renderli facoltativi per il 2019.

Gli indici di affidabilità fiscale sono però soltanto l’ultima goccia. Lo sciopero, secondo le Associazioni dei commercialisti,

“si rende ormai indispensabile per dare un segnale estremo e tangibile di un malessere che incide, ormai da troppo tempo, non solo sui professionisti che li assistono, ma soprattutto sugli operatori economici.”

Una protesta che le Associazioni nazionali dei commercialisti sono convinti sarà condivisa da tutti i contribuenti. Lo sciopero vede negli ISA 2019 soltanto la causa scatenante, ma alla base c’è innanzitutto

“la richiesta del rispetto dei diritti di ciascun cittadino dello Stato, rispetto da attuare e garantire mediante interventi concreti e attraverso una effettiva semplificazione fiscale, che si traduca anche in una vera riduzione degli adempimenti tributari.”

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