ISA 2019, dal MEF un nuovo no alla disapplicazione

Anna Maria D’Andrea - Studi di settore

ISA 2019, secco no del MEF alla richiesta di disapplicazione. Nelle risposte inviate ai Garanti del Contribuente il Ministero ribadisce quanto già affermato dal Ministro Tria: un rinvio degli indici al 2020 avrebbe ricadute sul gettito fiscale atteso e penalizzerebbe i contribuenti con punteggi elevati.

ISA 2019, dal MEF un nuovo no alla disapplicazione

ISA 2019, sfuma l’ipotesi di disapplicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Il MEF, in risposta alle richieste inviate dai Garanti del Contribuente, ribadisce la propria posizione. Il modello ISA dovrà essere allegato alla dichiarazione dei redditi 2019 da parte dei soggetti obbligati alla compilazione.

L’affair ISA continua ad alimentarsi di notizie quotidiane e, mentre imprese e professionisti sono alle prese con continue modifiche ai calcoli già effettuati, il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiude ad ogni ipotesi di rinvio al 2020.

La novità è stata pubblicata dal quotidiano Italia Oggi ed ha come protagonista l’attesa risposta alle lettere inviate dai Garanti del Contribuente al MEF per chiedere che, a fronte delle notevoli criticità riscontrate, gli ISA siano disapplicati per il 2019.

Il rinvio al 2020 è tuttavia impossibile per il MEF, per due ragioni: la prima è legata al maggior gettito atteso; la seconda invece è relativa ad una possibile penalizzazione per i contribuenti con punteggio elevato che si vedrebbero privati dalla possibilità di accedere ai benefici premiali.

Due motivazioni che, però, non aiutano di certo rendere la situazione più chiara.

ISA 2019, dal MEF un nuovo no alla disapplicazione

Alla base delle richieste di rinvio degli ISA e di disapplicazione totale per il 2019 c’è il rispetto dello Statuto del Contribuente, il quale prevede che non possono essere apportate modifiche ad adempimenti e software nei 60 giorni che precedono una scadenza.

Un principio ampiamente violato, con le novità introdotte prima dal Decreto del MEF del 9 agosto 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 agosto, e successivamente dalle ormai periodiche modifiche dell’Agenzia delle Entrate al software di calcolo.

Sollecitati dalle associazioni di categoria dei commercialisti, ANC ed ADC, sono stati diversi i Garanti del Contribuente che hanno interpellato il MEF per richiedere l’urgente proroga dell’applicazione degli ISA al 2020.

Le porte del MEF sono però totalmente sbarrate, e la lettera di risposta riprende quanto già ribadito mesi fa dal Ministro Giovanni Tria.

Una disapplicazione degli ISA per il periodo d’imposta 2018 penalizzerebbe i contribuenti virtuosi, che resterebbero esclusi dalla possibilità di fruire dei benefici premiali. Parimenti, all’Agenzia delle Entrate verrebbe sottratto un importante strumento per l’analisi del rischio evasione e per la predisposizione di specifiche strategie di controllo.

Porte chiuse anche alla richiesta di rendere facoltativa la compilazione ed il calcolo degli ISA per il 2019. In tal caso, consentendone l’utilizzo soltanto ai contribuenti virtuosi ai fini di garantire l’accesso ai benefici premiali, si verificherebbe in un depotenziamento delle attività di controllo e contrasto all’evasione con evidenti ricadute sul gettito atteso.

ISA 2019: le continue violazioni allo Statuto del Contribuente

La modalità di introduzione degli ISA da parte del MEF e dell’Agenzia delle Entrate è stata, come ormai noto, tutt’altro che ottimale.

Per evitare di dilungarci sulle diverse modifiche operative (e normative) introdotte da maggio in poi, basti pensare che venerdì 30 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate, con una sorta di ammissione di colpa, ha informato gli intermediari sugli errori da essa stessa commessi nella predisposizione dei dati precompilati.

Una notizia accolta con rabbia e malcontento, ma che dovrebbe far ricordare che alla base dei rapporti tra contribuenti e Fisco ci sono dei principi legislativi volti a tutelare la parte debole di questa complicata relazione.

Sarebbe necessario ricordare che il 27 luglio del 2000 è stata approvata la legge n. 212, lo Statuto del Contribuente, che come riportato sul sito del MEF “dà attuazione ai principi di democraticità e trasparenza del sistema impositivo, contribuendo a migliorare il rapporto tra Fisco e cittadini.

Bisognerebbe ricordare quanto previsto dall’articolo 3, che al comma 2 prevede che:

le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.

L’avvio zoppo degli ISA 2019 potrebbe trasformarsi in una buona occasione per i contribuenti, almeno per ricordare che se è vero che con il Fisco si gioca una partita ad armi impari, esistono norme appositamente introdotte per tutelare situazioni di abuso ed incertezza.

Ben venga quindi la proposta dell’Associazione Nazionale e dell’Associazione dei Dottori Commercialisti, che hanno chiamato a raccolta sia gli intermediari che le imprese loro clienti per un’azione di mobilitazione contro gli ISA, goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo.

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