Le Professioni nell'era dell'Intelligenza Artificiale: motore della competitività del Sistema Paese. Il secondo appuntamento dello Scenario delle Professioni 2026, organzzato da TeamSystem, The European House of Ambrosetti ed Euroconference, accreditato per la formazione obbligatoria di commercialisti e avvocati, amplia la prospettiva aperta nella sessione di maggio, dedicata all'AI Act e ai modelli organizzativi degli studi professionali
Il 24 settembre segna il secondo appuntamento dello Scenario delle Professioni 2026, organizzato da TeamSystem, The European House of Ambrosetti ed Euroconference, amplia la prospettiva aperta nella sessione di maggio, dedicata all’AI Act e ai modelli organizzativi degli studi professionali.
Se il primo incontro ha posto le basi normative e operative dell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nell’attività professionale, questo secondo appuntamento sposta il focus su una domanda più ampia e strategica:
quale contributo possono offrire oggi le professioni, potenziate dall’AI e dalle tecnologie emergenti, alla competitività delle imprese, alla tenuta del tessuto produttivo e alla crescita del Paese?
L’Intelligenza Artificiale e le tecnologie emergenti sono già dentro i processi, le decisioni, i modelli di business.
Sono il fattore abilitante che consente a tutte le professioni di essere protagoniste attive di una transizione digitale che riguarda l’intero sistema economico.
L’iniziativa che si è tenuta questa mattina ha rappresentato momento di confronto istituzionale e tecnico di alto profilo, con l’obiettivo di costruire un quadro condiviso su tre assi:
- gli aspetti normativi di riferimento a livello europeo e italiano per inquadrare il nostro Paese nell’ecosistema dell’innovazione tecnologica europeo e globale, tra AI, cybersicurezza e governance digitale;
- il ruolo delle professioni come infrastruttura di competenza a sostegno delle imprese, in particolare di quelle di media e piccola dimensione che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo italiano;
- le leve concrete (normative, tecnologiche, formative e organizzative) attraverso cui professioni e imprese possono crescere insieme, generando valore per il Sistema Paese.
Un vero e proprio laboratorio di visione strategica: uno spazio in cui istituzioni, ordini professionali, mondo dell’impresa e dell’accademia si confrontano su ciò che serve fare oggi per non arrivare in ritardo domani.
A moderare l’evento, a cui ha partecipato in presenza anche la redazione di Informazione Fiscale, è stata la giornalista RAI Barbara Carfagna.
Il dibattito ha visto relatori d’eccezione, tra i quali:
- Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia;
- Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions TeamSystem; Amministratore Delegato Euroconference;
- Brando Benifei, membro del Parlamento europeo; rapporteur dell’AI Act;
- Tiziana Catarci, Presidente della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale;
- Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense e Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense;
- Mario Nobile, Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Ecco il programma completo dello Scenario delle Professioni 2026, in programma il 24 settembre:
| Sessione | Contenuti e punti chiave |
|---|---|
| Dalle regole europee alle riforme italiane: come governare il cambiamento | • Il ruolo delle istituzioni nel creare un quadro regolatorio chiaro, abilitante e coerente con l’AI Act europeo • L’impatto dell’AI su giustizia, fiscalità, servizi professionali e rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione • Le condizioni per fare dell’AI un motore di produttività, legalità, semplificazione e competitività per il Sistema Paese |
| Lo Scenario dell’Innovazione e dell’Intelligenza Artificiale | • Le principali traiettorie evolutive dell’AI e il loro impatto sui modelli organizzativi, decisionali e professionali • Etica, trasparenza e responsabilità come condizioni essenziali per un’adozione affidabile dell’Intelligenza Artificiale • Il bisogno di nuove competenze e alfabetizzazione digitale per usare l’AI come strumento di supporto e non di sostituzione |
| L’Italia alla prova dell’AI: l’impegno delle istituzioni | • Le politiche pubbliche e le infrastrutture digitali necessarie per sostenere l’adozione dell’AI nel Paese • Cybersicurezza, protezione dei dati e fiducia digitale come prerequisiti della trasformazione • Il coordinamento tra istituzioni, imprese, ordini professionali e sistema formativo per accelerare l’innovazione |
| Le Professioni come leva di crescita per il Sistema Paese | • Il contributo delle Professioni alla competitività delle imprese, alla qualità dei servizi e alla tenuta del tessuto produttivo • L’evoluzione dei modelli professionali tra digitalizzazione, automazione, consulenza ad alto valore aggiunto e nuove competenze • Il ruolo di ordini, associazioni e provider di servizi tecnologici nel supportare professioni più innovative e integrate |
| Verso un nuovo patto tra istituzioni, Professioni e imprese | • Un’alleanza stabile tra istituzioni, Professioni e imprese per la crescita del Paese • Fisco, semplificazione e innovazione come leve di competitività e produttività • Competenze professionali come leva di modernizzazione e fiducia |
L’adozione dell’AI negli studi non è più soltanto una fase sperimentale
Il sistema delle professioni italiane sta attraversando una trasformazione strutturale, guidata dalla rapida adozione dell’intelligenza artificiale. I professionisti si trovano ormai a dover integrare la nuova tecnologia nel lavoro di tutti i giorni senza dimenticare la centralità che deve essere ricoperta dalla figura umana. Un principio espresso anche dall’AI Act e dalla legge italiana, la b, che tra le prime in Europa ha portato avanti questa posizione, come ricordato anche dal Viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il quale ai microfoni di Informazione Fiscale ha precisato:
“L’Intelligenza artificiale esige il controllo dell’umano. Se così non fosse noi andremmo ad azzerare il mercato delle professioni, in cui il migliore sarebbe quello che ha la migliore IA e non il soggetto che è capace di intuizioni, scelte tecniche, diagnostiche, terapeutiche.”
L’adozione dell’AI negli studi non è più soltanto una fase sperimentale: i dati mostrano che è già parte dei processi professionali. La domanda oggi riguarda come accompagnare questa integrazione e trasformare l’efficienza ottenuta in nuovo valore per l’ecosistema di professionisti e imprese.
Su questo fronte c’è ancora spazio di crescita: come segnalato da TeamSystem, meno del 3% dei professionisti dichiara una conoscenza normativa avanzata sull’AI, meno del 5% degli studi ha definito policy formali sul suo utilizzo e circa un quarto ha introdotto soluzioni di Intelligenza Artificiale prima di dotarsi di linee guida strutturate. Sono segnali di una tecnologia adottata rapidamente, con pratiche di gestione che si stanno consolidando progressivamente.
“I dati ci dicono che la professione ha risposto con una velocità che pochi si aspettavano”, ha detto Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem e AD di Euroconference, “E la prossima evoluzione è già alle porte: con l’arrivo dell’AI agentica -sistemi capaci di gestire in autonomia interi flussi operativi- chi ha già integrato l’Intelligenza Artificiale nei propri processi di studio sarà il primo a trasformare l’efficienza di oggi in vantaggio competitivo strutturale”.
Secondo la citata ricerca condotta dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti insieme alle Università di Bergamo, Politecnica delle Marche e LUM, l’80% dei commercialisti italiani ha già utilizzato l’Intelligenza Artificiale; i dati raccolti nell’ambito del Convegno Nazionale UNGDCEC di Napoli 2026 confermano che oltre un professionista su due ha adottato soluzioni di AI integrate nei processi di studio o è in fase di consolidamento e sperimentazione, e il 71% segnala una riduzione concreta dei tempi operativi, con un risparmio stimato fino a oltre il 50% del monte ore dedicato ad attività ripetitive.
Come precisato da Vincenzo Moretta, Vicepresidente del CNDCEC, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili raggiunto da Informazione Fiscale:
“Il commercialista deve cambiare pelle. Non può più immaginare di svolgere la professione come fatto fino ad oggi. L’IA sicuramente ha dato una velocità incredibile. Io credo che tutte le attività ripetitive debbano essere affidate alle macchine, non possiamo più pensare di fare la professione pensando solo alle scadenze e agli adempimenti. La nostra professione si deve orientare verso un cambiamento radicale, quindi guardare avanti, diventare consulenti strategici, interessarci di istituti che recentemente hanno dato alla professione un vestito diverso, mi riferisco ad esempio all’adempimento collaborativo o alla nuova crisi di impresa.”
Oltre all’efficienza interna degli studi l’automazione derivante dall’AI consente quindi di liberare capacità professionale da destinare alla consulenza, proprio mentre cresce la domanda delle imprese: la ricerca Kantar-TeamSystem “PMI e Professionisti: le tendenze del presente e del futuro” (settembre 2025) conferma che due aziende su tre richiedono oggi consulenza strategica al proprio professionista di fiducia, sempre più punto di riferimento per le scelte di innovazione e trasformazione digitale delle PMI italiane.
Un approccio sposato anche dal Consiglio Nazionale Forense, con Presidente, Francesco Greco, che ai microfoni di Informazione Fiscale ha precisato.
“la responsabilità del Consiglio è anche quella di iniziare un percorso di trasformazione di quella che è la cultura giuridica dei professionisti e in particolare avvicinarli sempre più al mondo dell’attività produttiva, delle imprese, alle esigenze dei cittadini. Per farlo dobbiamo essere noi capaci di dotarci di una competenza informatica adeguata allo sviluppo tecnologico.”
Emerge quindi che la rilevanza dell’AI ha carattere sistemico, sia sul mondo delle imprese che su quello delle professioni ed è quindi importante che ci sia una convergenza e un contributo da parte di tutti i soggetti interessati affinché l’AI venga adottata in modo virtuoso e diffuso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Lo Scenario delle Professioni 2026: un professionista su due ha adottato soluzioni AI nei processi di studio