Ricarica auto elettriche, rientra nel welfare aziendale o è tassata come reddito di lavoro dipendente?

Tommaso Gavi - Imposte

Ricarica auto elettriche gratuita, se rientra in un piano di welfare aziendale per tutti i dipendenti è esclusa dalla tassazione sui redditi di lavoro dipendente. Lo spiega l'Agenzia delle Entrate con la risposta all'interpello numero 329 del 10 giugno 2022, che riepiloga i requisiti che devono essere rispettati.

Ricarica auto elettriche, rientra nel welfare aziendale o è tassata come reddito di lavoro dipendente?

La ricarica delle auto elettriche, se inserita all’interno di un piano di welfare aziendale, a quali condizioni non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente?

Le regole sulla corretta tassazione sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 329 del 10 giugno 2022.

Nel in cui l’azienda offra ai propri dipendenti che hanno acquistato auto elettriche la possibilità di ricaricarle gratuitamente, per un determinato periodo di tempo e con specifici limiti di importo o di KW totali di ricariche, viene riconosciuta una finalità di educazione ambientale perseguita dall’azienda.

Il benefit può quindi beneficiare del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente, nel rispetto delle regole vigenti.

Ricarica auto elettriche, rientra nel welfare aziendale o è tassata come reddito di lavoro dipendente?

L’offerta di ricarica gratuita da parte di un’azienda ai propri dipendenti che hanno acquistato auto elettrica, se rientra in un piano di welfare aziendale, è esclusa dalla tassazione del reddito di lavoro dipendente?

A riepilogare quali sono le regole per la determinazione della corretta imposizione fiscale è l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 329 del 10 giugno 2022.

Il documento di prassi fornisce delucidazioni partendo dallo spunto offerto dall’istante, una società al vertice di un gruppo che svolge attività nel settore della produzione e della trasformazione della carta tissue in prodotti finiti confezionati.

L’istante intende offrire sei mesi di ricarica gratuita per i dipendenti che acquisteranno auto elettriche entro un determinato periodo di tempo.

Nell’accordo verranno inserite delle limitazioni, ad esempio un numero massimo di ricariche, per evitare abusi.

L’energia elettrica che sarà utilizzata sarà quella prodotta dai propri impianti fotovoltaici o idroelettrici o, in alternativa, quella fornita da soggetti terzi attraverso convenzioni.

Il soggetto chiede qual è la corretta tassazione da applicare e l’Agenzia delle Entrate richiama il quadro normativo di riferimento e le regole che danno diritto all’esclusione dal reddito di lavoro dipendente.

In linea generale, a stabilire quali sono le somme che concorrono al reddito di lavoro dipendente è l’articolo 51 comma 1 del TUIR.

Per i lavoratori dipendenti vale il principio di onnicomprensività, tuttavia alcuni redditi sono esclusi.

È il caso di quelli indicati nel comma 2, lettera f), dell’articolo 51 del TUIR che prevede l’esclusione dai redditi di lavori dipendente per:

“«l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità adisposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti» per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto.”

Il servizio offerto dall’azienda in questione rientra in tale esclusione? L’Amministrazione finanziaria fornisce parere positivo e indica quali sono le condizioni da rispettare.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 329 del 10 giugno 2022
Servizio di ricarica per auto elettriche private dei dipendenti - welfare aziendale - articolo 51, comma 2, lettera f), del TUIR.

Ricarica auto elettriche, le condizioni per l’esclusione dalla tassazione

L’offerta di ricarica gratuita per dipendenti con auto elettriche non rientra nella tassazione del reddito di lavoro dipendente a patto che vengano rispettate determinate condizioni.

Come già chiarito in precedenti documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate, e ribadito nel più recente, devono essere rispettati congiuntamente i seguenti requisiti:

  • le opere e i servizi devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;
  • le opere e i servizi devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro;
  • le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto di cui all’articolo 100, comma 1, del TUIR.

Nel caso in cui siano previste convenzioni con terzi per la fornitura di energia elettrica, l’Amministrazione finanziaria chiarisce che:

“il dipendente resti estraneo al rapporto economico che intercorre tra l’azienda e il terzo erogatore del servizio.”

A parere dell’Agenzia delle Entrate, nel rispetto delle condizioni indicate, la misura di favore prevista dal comma 2, lettera f), dell’articolo 51 del TUIR si applica anche nei casi in cui sia promosso un utilizzo consapevole delle risorse e atteggiamenti responsabili dei dipendenti verso l’ambiente, attraverso il ricorso alla mobilità elettrica.

Nel caso in esame, infatti, può essere individuata una finalità di educazione ambientale perseguita dall’azienda.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea, inoltre, che tale finalità è anche uno specifico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR.

Se, quindi, l’accordo aziendale rispetta le condizioni indicate, il benefit può beneficiare del regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente.

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