Partite IVA verso il tax day del 20 luglio 2026, appuntamento con saldo e primo acconto delle imposte. Il Fisco smentisce il boom di controlli prima delle ferie, ma resta il gran pienone di scadenze. Rottamazione quinquies verso la resa dei conti, anche per i Comuni
Titolari di partita IVA alla cassa entro il 20 luglio 2026: lunedì è in programma il tax day per il versamento del saldo e del primo acconto delle imposte sui redditi.
La settimana che si avvia a conclusione è partita con un parziale blocco del portale della dichiarazione precompilata, effetto dello stop alla consultazione delle dichiarazioni dei redditi 2025 e che ha inciso sulle attività di chiusura dei dichiarativi per l’anno in corso.
Il periodo che precede lo stop feriale è quindi preceduto da una serie di adempimenti e intoppi tecnici, ma anche chiarimenti operativi.
L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia della Riscossione smentiscono il boom di controlli e cartelle inviate nel mese di luglio, ma la “mano tesa” del Fisco in vista delle vacanze di agosto non cambia lo scenario complessivo: si va verso un gran pienone di scadenze nelle prossime settimane.
Tra le più rilevanti quella della rottamazione quinquies fissata al 31 luglio, data che segna anche il termine per Comuni e Regioni per aderire alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Partite IVA, il 20 luglio il tax day. Saldo e primo acconto delle imposte 2026 più cari per chi rinvia
Il mese di luglio vede concentrarsi tre importanti scadenze per il versamento delle imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi 2026.
IRPEF, IRES, IRAP, le imposte sostitutive sugli affitti e la flat tax per i forfettari, unitamente ai contributi INPS eccedenti il minimale e le ulteriori somme collegate ai dichiarativi, chiamano alla cassa tutte le categorie di contribuenti, secondo un calendario articolato per fasi.
Il 16 luglio dipendenti, pensionati e più in generale tutti coloro che hanno avviato i pagamenti di saldo e primo acconto 2026 dal 30 giugno e hanno optato per la rateazione, hanno dovuto versare la seconda quota dovuta.
Lunedì 20 luglio è invece in programma la scadenza più rilevante del mese sul fronte delle imposte: i titolari di partita IVA che applicano gli ISA e i forfettari, beneficiari della proroga dei versamenti, dovranno far fronte al primo tax day legato alla dichiarazione dei redditi 2026.
La data del 20 luglio segna anche la ripartenza a pieno regime del portale della precompilata, dopo l’intervento di manutenzione straordinaria che ha comportato lo stop alla consultazione delle dichiarazioni 2025.
L’interruzione dei servizi ha portato a un’inevitabile complicazione dei lavori da parte degli intermediari: pur restando possibile procedere con la lavorazione e l’invio delle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, è stata di fatto inibita l’importazione dei dati reddituali relativi al periodo d’imposta 2024, contenuti nelle dichiarazioni trasmesse lo scorso anno.
La scadenza del 20 luglio è poi all’attenzione anche alla luce dell’eccezione sulle regole relative all’ulteriore differimento ai 30 giorni successivi: chi sceglierà di pagare dal 21 luglio e fino al 20 agosto (considerando che trentesimo giorno da calendario - 19 agosto - cade nel periodo della sospensione estiva) dovrà farsi carico di una maggiorazione raddoppiata rispetto alla misura canonica.
Dallo standard dello 0,40 per cento si passa allo 0,80 per cento, con un aggravio ulteriore di spese da mettere in preventivo.
Gli appuntamenti con le imposte non sono però finiti: il 30 luglio si torna alla cassa e, in questo caso, la scadenza interessa chi, dovendo versare saldo e primo acconto entro il 30 giugno, ha optato per il differimento.
In questo caso però la regola sulla maggiorazione non ha subito modifiche: alle somme dovute si applicherà un ulteriore 0,40 per cento, a titolo di interessi per il rinvio.
Tante scadenze ma controlli invariati: il Fisco smentisce il boom di lettere, avvisi bonari e cartelle
Al boom di scadenze si affianca una tregua dai controlli del Fisco.
L’Agenzia delle Entrate, congiuntamente all’Agenzia della Riscossione, smentisce la narrazione circa l’intensificarsi dell’invio di lettere di compliance, avvisi bonari e cartelle nel mese di luglio 2026 e prima che scatti la tregua di agosto.
Il comunicato stampa del 17 luglio evidenzia al contrario un trend opposto, per effetto dell’attività di pianificazione degli invii volto ad evitare l’“effetto imbuto” nei periodi precedenti o successivi ai blocchi operativi previsti dalla legge (agosto e dicembre).
Le lettere di compliance inviate a luglio, tra cui quelle relative ai controlli sugli ISA per il periodo d’imposta 2024, rappresentano solo il 9 per cento del totale previsto per il 2026. Gli avvisi bonari inviati a luglio si riducono del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre sul fronte delle cartelle esattoriali il primo semestre 2026 segna un 9 per cento in meno rispetto al 2025.
Una tregua anticipata quindi, stando ai dati diffusi, che accompagna la sospensione feriale.
Per gli avvisi bonari i termini per adempiere sono sospesi dal 1° agosto al 4 settembre, diluendo di conseguenza i 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Maggiore flessibilità anche sul fronte dei controlli formali.
Per quel che riguarda l’invio di lettere e altri atti del Fisco, lo stop alle ordinarie attività sarà operativo invece dal 1° al 31 agosto.
Anche l’INPS va in ferie ad agosto
Non solo fisco: la tregua di agosto riguarderà anche l’INPS.
Durante il periodo estivo, come accaduto anche gli anni scorsi, l’Istituto blocca l’invio delle notifiche degli atti nei confronti dei contribuenti. Ad annunciarlo è stato lo stesso Istituto nel messaggio n. 2371/2026, pubblicato sul sito istituzionale.
A partire dal 27 luglio e per tutto il mese di agosto (dal 1° al 31 compreso) saranno sospese le notifiche delle “Note di rettifica” e le verifiche della regolarità contributiva effettuate tramite il sistema di Dichiarazione preventiva di agevolazione (D.P.A.).
Allo stesso modo, durante lo stesso periodo verrà sospeso anche l’invio delle notifiche con le “Diffide di adempimento” nei confronti di tutti i contribuenti. L’unica esclusione è data dai casi in cui il termine di prescrizione è particolarmente ravvicinato.
La sospensione, invece, non sarà attiva per gli atti che riguardano la contribuzione alla Gestione dipendenti pubblici.
Il mese di agosto vedrà poi anche la sospensione da parte dell’INPS dell’attività di notifica dei verbali ispettivi nei confronti di tutti i soggetti destinatari e di consegna degli atti di recupero che derivano dalla vigilanza documentale.
Ad ogni modo, precisa l’INPS, resta fermo l’obbligo di notifica nei casi in cui questa sia necessaria a escludere il pregiudizio dei crediti dell’Istituto.
Oltre alle attività indicate, fino al 31 agosto si ferma anche l’emissione degli avvisi di addebito (AVA).
La rottamazione quinquies alla prova del primo versamento. Il 31 luglio la scadenza anche per l’adesione di Comuni e Regioni
La pausa estiva concederà un periodo di tregua, ma prima bisognerà annotare in calendario un’ulteriore importante scadenza. Si tratta dell’appuntamento con il versamento della prima o unica rata della rottamazione quinquies, in programma il 31 luglio 2026.
Chi ha optato per la rateizzazione e non pagherà il conto dovuto in tempo non subirà effetti immediati: si decade dalla rottamazione quinquies in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive.
Per chi invece ha scelto di pagare in un’unica soluzione si applicano i cinque giorni di tolleranza: saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro il 5 agosto 2026, termine superato il quale l’omesso versamento comporterà il venir meno dei benefici della definizione agevolata.
In scadenza il 31 luglio anche la rottamazione quater. Il mix di scadenze con la Riscossione rende quindi la chiusura del mese particolarmente impegnativa.
Un impegno extra è previsto da qui a fine mese anche per Comuni e Regioni che intendono aderire alla definizione agevolata delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 2000 al 2023. Entro il 31 luglio bisognerà approvare le relative delibere e, sul fronte degli Enti locali, al momento la cartina è a macchia di leopardo.
Nessuna chance, salvo ripensamenti, per i residenti nel Comune di Milano, mentre - secondo il monitoraggio effettuato da Informazione Fiscale - sul fronte delle grandi città capoluogo spiccano i sì di Roma, Napoli e Bari.
Alla cassa anche per la TARI, al via il bonus sociale
Prima della pausa estiva bisognerà fare i conti anche con la TARI: luglio è il mese in cui in molti comuni italiani è tempo di versare la prima o seconda rata della tassa sui rifiuti dovuta nel 2026.
L’appuntamento in programma a fine mese segna il via effettivo anche all’erogazione del bonus sociale, lo sconto sulla TARI partito in linea teorica lo scorso anno e che diverrà operativo a partire dal prossimo pagamento.
A determinare la platea degli aventi diritto sarà il valore ISEE, con uno sguardo però sul passato: farà fede il valore dell’attestazione rilasciata nel 2025.
Lo sconto, pari al 25 per cento della tassa sui rifiuti, spetta ai titolari di ISEE fino alla soglia di 9.530 euro per i nuclei con massimo tre figli a carico o 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.
Le procedure per l’individuazione dei beneficiari si sono chiuse nel mese di giugno, in linea con l’appuntamento di metà anno previsto dalla maggior parte delle Amministrazioni.
Attenzione però: in caso di presentazione della DSU dopo il 20 dicembre e, di conseguenza, ricezione dell’ISEE a gennaio dell’anno successivo, il bonus TARI slitta al 2027.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, tax day il 20 luglio 2026. Gran pienone di scadenze prima delle ferie