Rottamazione quinquies, quater e ravvedimento speciale, al voto gli emendamenti al Milleproroghe 2026

Si entra nel vivo dei voti sugli emendamenti al decreto Milleproroghe 2026. Sul fronte fiscale da sciogliere i nodi su rottamazione quinquies, quater e sulla richiesta di estensione del ravvedimento speciale abbinato al patto con le partite IVA

Rottamazione quinquies, quater e ravvedimento speciale, al voto gli emendamenti al Milleproroghe 2026

Un pieno di richieste sul fronte fiscale nel Milleproroghe 2026 e tra gli emendamenti più attenzionati vi sono quelli relativi alla rottamazione delle cartelle.

Dall’edizione quinquies al debutto da gennaio alla quater in corso, i correttivi presentati in Commissione Bilancio della Camera puntano ad estendere le maglie.

Il tema delle sanatorie torna in campo anche per le partite IVA che hanno aderito al concordato preventivo biennale, per effetto di un emendamento che propone di estendere la procedura agevolata di regolarizzazione anche al 2023 per le adesioni relative al 2024-2025.

Rottamazione quinquies, rateazioni più flessibili: atteso il voto dell’emendamento al Milleproroghe 2026

Si attendono notizie sui primi voti agli emendamenti presentati in sede di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, attesi per oggi alla luce della convocazione della Commissione Bilancio della Camera per le ore 10.

Al momento non vi sono dettagli sui temi affrontati, ma quel che è certo è che i tempi per capire quali correttivi potranno trovare posto nel decreto n. 200/2025 sono stringenti.

Sono in totale 375 le proposte segnalate, quelle sulle quali si concentreranno quindi le valutazioni. L’obiettivo è consegnare il testo all’Aula per mercoledì 18 febbraio, data in cui partirà la discussione per il primo via libera alla legge di conversione, attesa poi in Senato per l’ok definitivo atteso entro il 1° marzo.

Sul fronte fiscale il pacchetto di ritocchi è particolarmente denso e si incrocia su alcuni degli adempimenti più importanti del periodo.

In primis la rottamazione quinquies, sulla quale mentre appare ormai sfumata l’ipotesi di un’estensione ai decaduti dalla quater dopo il 30 settembre, si continua a lavorare per rendere più morbide le regole in materia di rateizzazione.

Il focus è sui contribuenti titolari di cartelle miste, rottamabili solo in parte, con piani di rateazione ordinaria in corso.

L’emendamento attualmente in discussione propone una deroga alla disciplina ordinaria: chi decade da un piano di rateazione per debiti esclusi dalla rottamazione quinquies potrà richiedere una nuova dilazione, possibilità attualmente preclusa dalle norme vigenti dopo la decadenza.

L’obiettivo è prevedere una flessibilità maggiore per chi aderirà alla nuova definizione agevolata e resterà regolare con i pagamenti dovuti.

Rottamazione quater, in campo anche il salvagente per chi non ha pagato

Sempre sul fronte delle definizioni agevolate, è ancora in campo anche l’emendamento che interviene sui tempi della rottamazione quater, che resta in corsa e prevede una nuova scadenza il 28 febbraio prossimo.

Per i riammessi alla definizione agevolata entra quindi in campo la proposta di un “salvagente” in caso di mancato pagamento della rata scaduta il 30 novembre 2025.

La proposta punta a riaccogliere nel perimetro della rottamazione coloro che verseranno l’importo dovuto entro il nuovo termine del 28 febbraio 2026. Una riapertura dal costo pari a 1,02 milioni che permetterebbe di evitare la decadenza, prevedendo tuttavia la necessità di far fronte a un doppio pagamento.

Sanatoria per le partite IVA, ravvedimento speciale esteso al 2023 per il concordato 2024-2025

In tema di definizioni agevolate risulta ancora in discussione anche la proposta che mira ad estendere il ravvedimento speciale legato alle adesioni al concordato preventivo biennale 2024-2025 anche all’annualità 2023.

Si tratta, in sintesi, della sanatoria pensata per dare uno slancio al patto tra Fisco e partite IVA, che consente di versare un’imposta ridotta su una base imponibile forfettaria. In sostanza, una quota di imposte su un extra reddito “teorico”, determinato in base al punteggio di affidabilità fiscale conseguito nell’anno interessato dal ravvedimento.

Il costo dell’estensione è pari a 198 milioni.

Dalla tassa sui pacchi agli affitti brevi, Fisco protagonista del Milleproroghe 2026

Il tema delle sanatorie continua quindi a catalizzare la discussione, ma non è l’unico al centro dei correttivi in discussione nella fase di conversione del Milleproroghe 2026.

Al centro del dibattito anche la proroga della tassa di due euro sui pacchi extraUE, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ma sulla quale si fanno sempre più insistenti le ipotesi di un rinvio.

Sempre in relazione ai ritocchi alla Manovra, si punta a dare più tempo anche ai titolari di più immobili locati per finalità brevi per i quali dal 1° gennaio 2026 sono scattati nuovi obblighi in materia di apertura della partita IVA.

Non da meno, da segnalare anche l’emendamento che tenta di anticipare la discussione sulla proroga del secondo acconto per le partite IVA, riproponendo la norma che nel 2023 e nel 2024 ha consentito di rinviare a gennaio il maxi versamento di novembre, con possibilità di rateazione.

Proposte sulle quali resterà centrale monitorare l’iter di discussione in Commissione Bilancio della Camera, in attesa dell’approdo in Aula del testo emendato il prossimo 18 febbraio.

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