Affitti brevi e apertura della partita IVA: l’ipotesi di una doppia proroga

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Affitti brevi in forma imprenditoriale dal terzo appartamento: si fa largo l'ipotesi di una doppia proroga. Più tempo per le novità e per l'apertura della partita IVA

Affitti brevi e apertura della partita IVA: l'ipotesi di una doppia proroga

Dal 1° gennaio sono in vigore le novità sugli affitti brevi che fanno scattare l’attività imprenditoriale dal terzo appartamento concesso in locazione: in campo l’ipotesi di un periodo di tolleranza per il passaggio all’attività imprenditoriale.

Ci sarebbe più tempo per l’applicazione delle nuove regole e, a regime, 6 mesi per l’apertura della partita IVA. Ma il condizionale resta d’obbligo.

La proposta arriva da un emendamento al Decreto milleproroghe, attualmente al vaglio delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Tesoro. In programma nei prossimi giorni le votazioni sulle proposte di modifica: il testo rivisto dovrebbe arrivare il Aula a metà febbraio.

Affitti brevi e apertura della partita IVA: possibili novità nel DL Milleproroghe

Il mondo degli affitti brevi resta sotto la lente di ingrandimento. Dopo mesi di accese discussioni all’interno della maggioranza per trovare un punto di equilibrio sulla stretta da inserire nella Legge di Bilancio 2026, dall’opposizione arriva la richiesta di ammorbidire il passaggio alle nuove regole.

Dal 1° gennaio è entrato in vigore un nuovo sistema progressivo che limita la possibilità di applicare la cedolare secca, e quindi l’imposta sostitutiva del 21 e del 26 per cento, a due appartamenti e fa scattare l’attività imprenditoriale dal terzo appartamento.

Cedolare secca affitti brevi: le novità della Manovra
Le regole progressive in arrivo dal 2026:

  • imposta sostitutiva del 21 per cento sul primo immobile (a scelta del contribuente);
  • aliquota del 26 per cento sul secondo immobile;
  • esclusione e necessità di utilizzare la partita IVA dal terzo immobile.

Oltre alla restrizione sulla tassazione agevolata, le novità hanno un impatto importante in termini di adempimenti e obblighi per chi gestisce tre o più affitti brevi.

Il regime imprenditoriale prevede l’apertura della partita IVA, e quindi nuovi adempimenti fiscali e contributivi, ma impone anche standard di sicurezza più rigidi e l’obbligo di richiedere la SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività presso lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del comune nel cui territorio è svolta l’attività.

Partita IVA per gli affitti brevi: in campo l’ipotesi di una doppia proroga

Il cambio di passo, quindi, è sostanziale e la Manovra 2026 non ha previsto alcun periodo transitorio per permettere ai gestori delle locazioni brevi di avere tempo e modo di mettersi in regola.

Le disposizioni più rigide sono in vigore dal 1° gennaio scorso. Ed è in questo contesto che si inseriscono diversi emendamenti a firma Del Barba (Italia Viva) per prevedere un periodo di adeguamento.

Le proposte portano in campo una doppia revisione della tabella di marcia.

Da un lato si punta a posticipare l’applicazione delle nuove disposizioni alla prossima estate (6 mesi dall’entrata in vigore della Manovra), e dall’altro a concedere sempre una fase transitoria, sempre di sei mesi, a coloro che nel corso del periodo d’imposta superano la nuova soglia e devono gestire l’attività in forma imprenditoriale.

Per ora, però, si tratta solo di ipotesi: i giochi sono ancora tutti aperti sulla revisione del testo del DL milleproroghe, che dovrà essere convertito in legge il 1° marzo.

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