Chi ha presentato il modello 730/2026 nella prima finestra utile riceve il rimborso a luglio in busta paga: partono le operazioni di conguaglio, ma in alcuni casi i tempi sono più lunghi
Da luglio la stagione dichiarativa entra nel vivo: chi ha inviato il modello 730/2026 nella prima finestra utile riceve il rimborso in busta paga.
Per pensionati e pensionate la partenza è fissata ad agosto: a prescindere dalla categoria di appartenenza, però, ci sono casi in cui i tempi di accredito possono allungarsi.
Rimborso 730: arriva da luglio in busta paga
Da anni, ormai, le operazioni di conguaglio seguono un calendario mobile: rimborsi e trattenute scattano in base alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
È per questo che inviare tempestivamente il modello 730/2026, se si deve ricevere un rimborso, garantisce un pagamento in tempi brevi.
I cittadini e le cittadine che lo hanno trasmesso fino alla scadenza del 31 maggio rientrano nella prima tranche di erogazione delle somme in busta paga.
Come ribadito dalle istruzioni del modello 730/2026, gli effetti della dichiarazione dei redditi presentata, a credito o a debito, diventano tangibili tra luglio e novembre.
In linea generale, il datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta deve corrispondere gli importi o applicare le trattenute a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui ha ricevuto il prospetto di liquidazione.
Per i pensionati e le pensionate le operazioni di conguaglio slittano al secondo mese successivo al momento in cui l’ente pensionistico riceve il prospetto di liquidazione.
Come verificare se si riceve a luglio il rimborso 730 in busta paga
Entro il 15 giugno scorso coloro che hanno presentato il modello 730/2026 fino al 31 maggio hanno ottenuto da parte di CAF, sostituti d’imposta, professionisti e professioniste l’apposita ricevuta, la copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione Mod. 730-3. Mentre chi lo ha presentato entro il 20 giugno dovrebbe aver ottenuto gli stessi documenti entro il 29 giugno.
Questa documentazione garantisce l’avvio delle procedure di conguaglio nella prima finestra utile e, di conseguenza, l’arrivo del rimborso nella busta paga di luglio o di agosto per lavoratrici e lavoratori dipendenti.
Dopo aver ottenuto tutti i dati sulle dichiarazioni trasmesse, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei sostituti d’imposta entro 10 giorni i dettagli utili per procedere con l’erogazione delle somme o l’applicazione delle trattenute.
Rimborso 730 in busta paga, quando arriva? Dipende dai casi
Bisogna ricordare, però, che se la dichiarazione dei redditi risulta a credito ed è stata modificata rispetto alla precompilata, i tempi di attesa possono allungarsi.
Come stabilito dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento pubblicato il 17 giugno, alcune situazioni fanno scattare dei controlli preventivi.
Si alza il livello di guardia in caso di differenze rilevanti che riguardano Certificazioni Uniche, modelli di versamento, dati trasmessi da terzi all’Agenzia delle Entrate, dichiarazioni precedenti. Lente di ingrandimento anche su un rimborso superiore a 4.000 euro o su situazioni di rischio dovute a irregolarità rilevate negli anni precedenti.
E la necessità di dedicare maggiore attenzione alle dichiarazioni che presentano le caratteristiche descritte allunga anche i tempi dei rimborsi: si parte da dicembre e si può arrivare fino al “sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine”, come prevede il comma 3-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 175 del 2024. In altre parole, l’attesa può concludersi anche in primavera.
Gli accrediti, poi, partono da dicembre anche nel caso in cui il contribuente non indichi un sostituto d’imposta nel modello 730: in questo caso il rapporto è diretto e l’Agenzia delle Entrate eroga le somme a partire dal mese di dicembre sul conto corrente bancario o postale indicato in sede di dichiarazione.
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