Piano Nuove Competenze: dal fondo al programma GOL, cosa prevede la missione del PNRR

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Piano Nuove Competenze: il fondo omonimo, il programma GOL e il sistema duale sono i tre strumenti messi in campo per realizzare la missione su Politiche attive del lavoro formazione prevista dal PNRR. Pronto il decreto di adozione. I dettagli nella notizia pubblicata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Piano Nuove Competenze: dal fondo al programma GOL, cosa prevede la missione del PNRR

Il Piano Nuove Competenze è stato messo a punto, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando lo scorso 10 dicembre ha firmato il decreto di adozione.

Il Fondo Nuove Competenze, il Programma GOL e il sistema duale sono i tre pilastri per realizzare la Missione M5, componente C1, intervento 1.1 Politiche attive del lavoro e formazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, PNRR.

A disposizione una dotazione di 4,4 miliardi di euro che può, inoltre, contare sulle ulteriori risorse di React UE. E a cui si aggiungono i 600 milioni previsti specificamente per il Sistema Duale.

Piano nuove competenze: dal fondo al programma GOL per realizzare la missione del PNRR

Tutto è pronto per l’adozione del Piano Nazionale Nuove Competenze: il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, come si legge nella notizia pubblicata il 10 dicembre 2021, ha firmato il decreto che definisce gli strumenti disponibili per riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizione e disoccupati.

Manca, ora, la firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco. Dopodiché nella lista degli obiettivi del PNRR raggiunti entro l’anno, almeno dal punto di vista dell’assetto organizzativo, potrà essere spuntata una nuova voce.

Il Piano Nuove Competenze può contare su tre diversi strumenti definiti “programmi guida”:

  • il FNC, fondo omonimo, già operativo e accessibile dai datori di lavoro che hanno stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro destinando parte dell’orario di lavoro alla formazione dei dipendenti;
  • il Programma GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, dedicato ai disoccupati beneficiari del Programma a favore dei quali è previsto un intervento di aggiornamento o riqualificazione, sul punto si è arrivati a un accordo sul riparto dei fondi con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome lo scorso 21 ottobre;
  • il Sistema Duale che riguarda i giovani dai 15 ai 25 anni e alterna la formazione in aula a quella pratica svolta presso organizzazioni e aziende, anche attraverso la formula dell’apprendistato.

Nel testo del Decreto in arrivo si legge:

“L’obiettivo di riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizione e disoccupati, mediante il rafforzamento del sistema della formazione professionale e la definizione di livelli essenziali di qualità per le attività di upskilling e reskilling in favore dei beneficiari di strumenti di sostegno (NASPI e DIS-COLL), dei beneficiari del Reddito di cittadinanza e dei lavoratori che godono di strumenti straordinari o in deroga di integrazione salariale (CIGS, cassa per cessazione attività, trattamenti in deroga nelle aree di crisi complessa)”.

Ma il raggio di azione è ben più ampio e tocca anche i giovani in formazione o coloro che sono già occupati.

Piano nuove competenze, dal fondo al programma GOL: cosa prevede

La riforma Politiche attive del lavoro e formazione contenuta nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza assume contorni sempre più concreti con la firma del decreto che fissa punti fermi e risorse da impiegare.

Non ci sono, quindi, solo novità ma anche la conferma e il potenziamento di strumenti che hanno già una loro storia, breve o lunga.

Uno di questi è il Fondo Nuove Competenze. Istituito con l’articolo 88 del Decreto Rilancio, è diventato operativo in via sperimentale nel corso 2020. Si tratta di uno strumento che permette alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro per favorire attività di formazione dei dipendenti sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali. Viene, infatti, rimborsato ai datori di lavoro il costo del personale, comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali.

Le risorse che erano già a disposizione, 730 milioni di euro, sono terminate ben prima della scadenza delle domande fissata al 30 giugno 2021. Ma nella conversione in legge del DL Fiscale 2022, in via di approvazione definitiva, ha trovato spazio anche un rifinanziamento di altri 700 milioni per sbloccare le richieste rimaste in stand by e per i nuovi bandi. Il serbatoio di risorse, inoltre, può contare anche su 1 miliardo di euro da React EU.

Nel frattempo si scaldano i motori del programma GOL che prenderà forma con i piani di attuazione regionali e si rivolge ad almeno 3 milioni di beneficiari da raggiungere entro il 2025. Donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55 dovranno comporre il 75 per cento della platea.

Cinque sono le possibilità offerte:

  • reinserimento lavorativo con servizi di orientamento e intermediazione;
  • aggiornamento (upskilling) per i lavoratori più lontani dal mercato, ma che hanno competenze spendibili, si prevendono interventi formativi richiesti brevi e mirati;
  • riqualificazione (reskilling) per lavoratori più lontani dal mercato e con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, in questi casi la formazione è più approfondita;
  • lavoro e inclusione, in caso di ostacoli che non solo solo lavorativi, oltre alla formazione si prevede anche l’attivazione di una rete dei servizi territoriali (a seconda dei casi, educativi, sociali, socio-sanitari, di conciliazione) come già avviene per il Reddito di cittadinanza (e prima per il REI);
  • ricollocazione collettiva, valutazione della professionalità dei lavoratori di un’azienda in crisi e del contesto territoriale di riferimento per individuare opportunità occupazionali.

Il Piano Nuove Competenze, quindi, mira a potenziare il bagaglio di chi è già presente sul mercato del lavoro e a rivedere e migliorare quello di chi se ne è allontanato, ma non dimentica i più giovani, quelli che per questioni anagrafiche sono ancora nel pieno del percorso formativo.

Con l’intervento sul Sistema Duale, infatti, si punta a favorire l’introduzione e lo viluppo di corsi di formazione che rispondano alle esigenze delle imprese e del tessuto produttivo locale, riducendo così il mismatch tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e i programmi formativi del sistema di istruzione e formazione, come si legge nel PNRR.

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