Programma GOL 2022, cosa prevede? Tutte le misure per l’occupazione

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Programma GOL 2022, arriva il via libera definitivo. Il piano di riparto degli 880 milioni di euro stanziati nel PNRR è stato approvato dalla Conferenza Stato - Regioni del 21 ottobre 2021, così come riportato dal comunicato stampa del Ministero del Lavoro dello stesso giorno. Ecco cosa prevede il programma che rilancia l'occupazione.

Programma GOL 2022, cosa prevede? Tutte le misure per l'occupazione

Programma GOL 2022, dalla Conferenza Stato - Regioni arriva l’ok sul piano di riparto delle risorse che serviranno per rilanciare l’occupazione in Italia.

Il raggiungimento dell’intesa sui fondi che ciascuna Regione avrà a disposizione per attuare il programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori è stato annunciato dallo stesso Ministero del Lavoro con il comunicato stampa diffuso sul sito istituzionale all’esito della riunione del 21 ottobre 2021.

A ricevere il via libera, per l’esattezza, è stato il decreto interministeriale che ha suddiviso le risorse tra le Regioni italiane, firmato il 28 settembre 2021 dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando e dal Ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Si tratta dei primi 880 milioni di euro dei 4,4 miliardi di euro complessivi che il PNRR destina alla Missione 5, Componente 1, la sezione dedicata alle politiche attive per l’occupazione.

Ora manca solo l’ultimo passaggio: entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto ciascuna Regione dovrà elaborare un piano sulla base dei cinque percorsi previsti all’interno della cornice di GOL: reinserimento lavorativo, aggiornamento, riqualificazione, lavoro e inclusione, e ricollocazione collettiva in caso di crisi aziendale.

Ma per capire cosa prevede il programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori bisogna scendere più nel dettaglio.

GOL 2022, arriva il via libera delle Regioni. Ecco cosa prevede il programma per l’occupazione

Il programma GOL è il fulcro dell’azione di riforma delle politiche attive del PNRR e si affianca al Piano per le nuove competenze, al potenziamento dei centri per l’impiego e allo sviluppo dell’alternanza formazione/lavoro.

Sul piatto, solo per questa iniziativa, ci sono 4,4 miliardi di euro e i primi 880 sono stati già distribuiti alle Regioni con il Decreto interministeriale firmato il 28 settembre e ratificato dalla Conferenza il 21 ottobre, così come riportato dal comunicato stampa del Ministero diffuso lo stesso giorno.

Nella pratica, con i fondi assegnati a ciascuna Regione o provincia autonoma dovrà attuare cinque macro percorsi disegnati sul curriculum del beneficiario e, in particolare:

  • un percorso lineare di reinserimento lavorativo per i soggetti facilmente occupabili con servizi di orientamento al lavoro;
  • un percorso di aggiornamento per adeguare le competenze per chi già è formato ma necessita di riallinearsi con il mercato del lavoro;
  • un percorso di riqualificazione proprio per chi necessita di una più intensa attività di formazione per rimettersi in asse con le richieste dei datori di lavoro;
  • un percorso di lavoro di inclusione per coloro che si trovano maggiormente in difficoltà, come i percettori del Reddito di cittadinanza, in cui vengono eventualmente coinvolti servizi territoriali, come quelli educativi, sociali, sanitari e di conciliazione;
  • un percorso di ricollocazione collettiva in ipotesi di crisi aziendale.

Il compito di monitorare l’attuazione dei Piani regionali che mettono in pratica questi cinque percorsi è affidato all’ANPAL che vigilerà sulla tempestività, efficacia e correttezza nell’esecuzione.

Programma GOL 2022, chi sono i beneficiari

Il Programma cardine per la riforma delle politiche attive del PNRR ha un bacino di beneficiari molto vasta e, di fatto, comprende tutti coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro.

A sfruttare il GOL, quindi, saranno le seguenti categorie di soggetti:

  • I lavoratori in Cassa integrazione. I confini di questa platea, precisa il Ministero del Lavoro, saranno individuate nell’ambito della prossima riforma degli ammortizzatori sociali;
  • i percettori delle indennità NASPI e DIS-COLL;
  • i percettori del Reddito di cittadinanza;
  • le categorie più fragili, come i giovani Neet che non studiano e non lavorano, le persone con disabilità, le donne in condizioni di svantaggio, gli over 55;
  • i disoccupati senza sostegno al reddito da almeno sei mesi o altri lavoratori con minori opportunità occupazionali o, ancora, lavoratori autonomi che cessano l’attività;
  • i lavoratori con redditi molto bassi, ossia inferiori alla soglia dell’incapienza secondo la disciplina fiscale.

Il target da raggiungere, fissato dall’Europa e per cui dovranno essere spesi i 4,4 miliardi euro sul piatto, è di 3 milioni di persone entro il 2025.

Di questi, almeno il 75 per cento dovrà essere composto da donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori sopra i 55 anni.

E ancora, di questi 3 milioni almeno 800 mila dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali.

Programma GOL 2022, quali sono gli obiettivi

Il Programma è al centro dell’azione di riforma portata avanti dal Governo in materia di occupazione e punta a raggiungere dei traguardi relativi non solo ai numeri, ma ad un rinnovamento di tutto il meccanismo delle politiche attive.

Gli obiettivi di ampio respiro di GOL sono molti e diversificati, tra cui spiccano:

  • raggiungere una centralità dei livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi superando l’eterogeneità degli standard garantiti nelle diverse Regioni italiane;
  • garantire una prossimità dei servizi indirizzando gli investimenti sia verso l’offerta di servizi digitali sia in direzione di una presenza fisica con la diffusione capillare dei Centri per l’impiego;
  • dare vita ad un’integrazione con le politiche attive regionali evitando il più possibile canali separati di intervento poiché le sovrapposizioni tra strumenti con le medesime finalità producono solo inefficienze;
  • prevedere l’integrazione con le politiche della formazione superando la separazione tra politiche della formazione e politiche attive del lavoro, con la personalizzazione degli interventi e formazione dedicata sulla base dei fabbisogni rilevati;
  • creare una rete integrando tra loro i servizi territoriali, quelli di conciliazione per promuovere l’offerta di lavoro femminile e quelli per i lavoratori meno qualificati, realizzando una programmazione integrata tra i servizi sociali e quelli sanitari, nel caso di persone con disabilità o altre fragilità;
  • attuare una cooperazione tra i servizi pubblici e le agenzie per il lavoro, i soggetti accreditati per la formazione e gli altri organismi riconosciuti dalle Regioni.
  • prevedere una personalizzazione degli interventi a seconda dell’età, del livello di competenze, della complessità del bisogno, delle esigenze di conciliazione, del contesto del mercato del lavoro di riferimento, dei fabbisogni espressi dalle imprese, delle concrete opportunità occupazionali.

Ora non resta altro che attendere l’adozione da parte delle Regioni e delle Province autonome dei rispettivi piani regionali per l’attuazione del programma GOL.

A quel punto, entro 30 giorni dal ricevimento dei singoli progetti l’ANPAL andrà a valutarne la coerenza con il Piano nazionale.

Una volta ricevuto il via libera dell’Agenzia verrà assegnato il 75 per cento delle risorse a ciascuna Regione. Il restante 25 verrà riconosciuto solo quando sarà rendicontato l’impiego di almeno metà delle risorse assegnate.

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