Continua la discussione in Parlamento sul capitolo pensioni della Legge di Bilancio, dall'aumento dell'età pensionabile alle ipotesi di rinnovo di Opzione Donna e Quota 103. Intanto dal MEF arriva la percentuale ufficiale per la rivalutazione degli assegni
Mentre continuano i lavori per l’approvazione della Legge di Bilancio, la strada per gli emendamenti a tema pensioni si fa sempre più in salita
Si allontana il possibile rinnovo per Opzione Donna e Quota 103 dopo la mancata conferma nel testo presentato in Parlamento, così come appare improbabile il possibile stop all’aumento dell’età pensionabile che scatterà dal 2027.
Intanto arriva l’atteso decreto MEF che fissa la percentuale per la rivalutazione annuale degli assegni. Gli importi salgono, non di molto ma comunque di più rispetto al 2025.
Con le novità della Legge di Bilancio 2026, poi, si va verso un utilizzo sempre più ampio delle informazioni messe a disposizione direttamente dalle partite IVA, con sempre più controlli su fatture elettroniche e corrispettivi telematici.
Novità anche per i giovani imprenditori che avviano attività in settori strategici: i bonus previsti dal decreto Coesione del 2024 sono finalmente ai nastri di partenza.
Dagli aumenti alle mancate conferme: il futuro delle pensioni nel 2026
Gli emendamenti segnalati al testo della Legge di Bilancio 2026 presentato in Senato che prevedono lo stop totale all’aumento dell’età pensionabile dal 2027 e la conferma per un altro anno di Opzione Donna e Quota 103 non superano l’esame.
Le risorse economiche non sono sufficienti per mettere in campo le misure ma non è detta l’ultima parola, le proposte non sono state abbandonate definitivamente e potrebbero rientrare in gioco a sorpresa.
Ad ogni modo, stando così le cose, l’aumento dell’età per andare in pensione ci sarà ma sarà graduale. Dal 2027 si passerà da 67 anni a 67 anni e 1 mese. Altri 2 mesi si aggiungeranno poi a partire dal 2028.
Dal 2026, poi, non si potrà più accedere alla pensione anticipata con Quota 103 (62 anni d’età e 41 di contributi) né con Opzione Donna (61 anni d’età e 35 di contributi ma solo per specifiche categorie di lavoratrici).
Come detto, però, si tratta di scenari in divenire. Fino all’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 tutto potrebbe cambiare.
Quella che è certa è, invece, la rivalutazione delle pensioni per il prossimo anno. Il 28 novembre è arrivato l’atteso decreto MEF che definisce la percentuale per la perequazione automatica degli assegni sulla base dell’adeguamento all’inflazione.
Come ogni anno, infatti, l’adeguamento delle pensioni viene effettuato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. Tale variazione, tra il periodo gennaio-dicembre 2024 e gennaio-dicembre 2025, è risultata pari a +1,4 per cento.
Il meccanismo di indicizzazione resta quello attualmente, con lo organizzato su tre fasce di reddito (rivalutazione piena per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo, del 90 per cento per quelli tra 4 e 5 volte il minimo e del 75 per cento per quelli superiori a 6 volte il minimo).
Come si traduce tale aumento sugli importi degli assegni in pagamento?
Di seguito una simulazione dell’aumento sulla base di una rivalutazione all’1,4 per cento.
| Simulazione rivalutazione pensioni 2026 |
|---|
| Esempi di perequazione in base alle diverse fasce di reddito ( Valori in € ) |
| Assegno 2025 (lordo) mensile | Rivalutazione dell’1,4% | Aumento |
|---|---|---|
| 603,40 | 611,85 | 8,45 |
| 800 | 811,20 | 11,2 |
| 900 | 912,60 | 12,6 |
| 1000 | 1.014,00 | 14,00 |
| 1.200 | 1.216,80 | 16,80 |
| 1.500 | 1.521,00 | 21,00 |
| 2.000 | 2.028,00 | 28,00 |
| 2.500 | 2.534,88 | 34,88 |
| 3.000 | 3.041,18 | 41,18 |
| 3.500 | 3.546,7 | 46,47 |
Il decreto conferma anche la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2024, pari al +0,8 per cento dal 1° gennaio 2025. Non ci saranno quindi conguagli relativi alla rivalutazione 2025 in quanto le stime sono state confermate e non ci sono state variazioni.
Queste le prospettive per il 2026, con quelle dei prossimi anni che appaiono sempre meno rosee. A lanciare l’allarme è il report “Panorama delle Pensioni 2025”, il nuovo documento pubblicato in settimana dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
L’invecchiamento della popolazione, si legge nel documento, sarà rapido nei prossimi 25 anni.
L’età pensionistica media nei Paesi dell’OCSE passerà rispettivamente dai 63,9 anni e 64,7 anni per donne e uomini che sono andati in pensione nel 2024, ai 65,9 anni e 66,4 anni di chi ha cominciato la carriera nel 2024.
In Italia l’età per la pensione arriverà anche a 70 anni e in 40 anni la popolazione attiva calerà del 35 per cento.
Continuano i lavori per la definizione della legge di Bilancio 2026
In questi giorni, come detto, continuano senza sosta i lavori parlamentari sul testo della Legge di Bilancio 2026, da approvare, ricordiamo, necessariamente entro la fine dell’anno.
Dopo la promozione arrivata dalla Commissione Europea, il lavoro sul pacchetto di novità in Commissione Bilancio del Senato entra nella sua fase più delicata, che è tutta interna: il testo della Manovra è in evoluzione e si cercano equilibri politici e coperture economiche.
Tra promozioni e bocciature, gli oltre 5500 emendamenti presentati sono stati ridotti ai circa 400 segnalati dai vari gruppi, e anche tra questi ci sono state le prime bocciature, tra cui i citati emendamenti sulle pensioni.
Dal compromesso sugli affitti brevi e la cedolare secca alla tassazione ai dividendi, passando per l’esenzione dell’ISEE sulla prima casa, l’iper ammortamento e la tassa sull’oro, senza dimenticare pensioni. I giochi, dunque, restano aperti ma difficilmente potranno arrivare grosse sorprese: la priorità della Legge di Bilancio 2026, da 18,7 miliardi di euro, resta infatti una sola, quella di tenere in ordine i conti pubblici.
Sempre più controlli su fatture elettroniche e corrispettivi telematici
Tra le novità in arrivo con la Manovra 2026 anche il potenziamento dei controlli su fatture elettroniche e corrispettivi telematici.
Si va, infatti, verso un utilizzo sempre più ampio delle informazioni messe a disposizione direttamente dalle partite IVA, come precisato dal viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo nel suo intervento al convegno organizzato dalla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria a Montecitorio il 25 novembre.
Una delle grandi opportunità che derivano dalla spinta verso tecnologia, innovazione e digitalizzazione della riforma fiscale consiste proprio nella possibilità di esplorare massicce banche dati, anche chiedendo aiuto all’Intelligenza Artificiale per condurre controlli più veloci e mirati.
“Bisognerà sviluppare sempre di più le interrelazioni con la fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. Tanto è vero che nella Legge di bilancio di quest’anno abbiamo consentito anche all’Agenzia delle Entrate Riscossione di poter utilizzare i dati della fatturazione elettronica”, ha dichiarato Leo.
Dal 1° gennaio 2026, inoltre, sarà operativo il collegamento obbligatorio tra POS e Registratori Telematici previsto dalla Manovra 2025: i dati di scontrini e pagamenti elettronici dovranno viaggiare insieme per avere un quadro più chiaro sulla loro correlazione e favorire i controlli fiscali.
Con la norma inserita nel DDL Bilancio 2026, poi, l’accesso ai dati delle fatture elettroniche che è già concesso a Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane verrà esteso anche all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Al via i bonus per i giovani imprenditori in settori strategici
Non solo Legge di Bilancio. Tra le novità della settimana anche l’atteso via libera ai nuovi incentivi per i giovani imprenditori che avviano un’attività in settori strategici.
Si tratta delle agevolazioni introdotte dal decreto Coesione del 2024 che solo ora, con la pubblicazione delle circolari INPS con le istruzioni, diventano ufficialmente operative.
Gli incentivi sono dedicati ai giovani con meno di 35 anni e disoccupati che tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 hanno avviato un’attività imprenditoriale in settori per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica.
Il primo bonus consiste in un esonero contributivo del 100 per cento, nel limite di 800 euro mensili, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori e lavoratrici anch’essi under 35.
Il secondo, invece, prevede il riconoscimento di un contributo mensile da 500 euro, per tre anni (comunque non oltre il 31 dicembre 2028), a sostegno dell’attività avviata.
In entrambi i casi ci sono specifici requisiti da rispettare, dettagliati nelle circolare INPS, e la domanda si può trasmettere direttamente online dal portale istituzionale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dagli aumenti alle mancate conferme: il futuro delle pensioni nel 2026