Riforma giustizia tributaria, nuovi magistrati da selezionare tramite concorso: i requisiti

Rosy D’Elia - Fisco

Riforma della giustizia tributaria, i nuovi magistrati saranno reclutati tramite concorso per esami che sarà bandito a partire dal 2024: i requisiti per accedere alla selezione e le prove da superare nel testo approvato alla Camera lo scorso 9 agosto 2022.

Riforma giustizia tributaria, nuovi magistrati da selezionare tramite concorso: i requisiti

Riforma della giustizia tributaria, tra le novità c’è anche il reclutamento tramite concorso per esami di 576 magistrati con uno specifico ruolo autonomo.

Nel testo con le modifiche da apportare all’intero sistema, approvato in via definitiva alla Camera il 9 agosto 2022, i requisiti per partecipare alla selezione e le prove da superare prima di accedere al tirocinio.

Riforma giustizia tributaria, nuovi magistrati da selezionare tramite concorso: i requisiti

Il ruolo autonomo e professionale della magistratura tributaria introdotto con la riforma prenderà vita con 576 nuovi magistrati:

  • 448 giudici saranno operativi presso le corti di giustizia tributaria di primo grado;
  • 128 presso le corti di giustizia tributaria di secondo grado e saranno reclutati tra i futuri magistrati tributari e i giudici tributari presenti nel ruolo unico al 1° gennaio 2022.

I primi ad operare dal 2023 saranno i 100 giudici che transiteranno dalla magistratura ordinaria e dalle altre magistrature nella giurisdizione tributaria.

Gli altri 476 saranno selezionati tramite un concorso per esami bandito annualmente con 68 posti a disposizione dal 2024 al 2030.

In base a quanto stabilito dal testo che regola la riforma della giustizia tributaria, per accedere alla selezione sarà necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere laureati:
    • in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni,
    • essere in possesso del diploma di laurea magistrale in Scienze dell’economia (classe LM-56) o in Scienze economico-aziendali (classe LM77) o di titoli degli ordinamenti previgenti equiparati a questi ultimi;
  • essere cittadini italiani;
  • avere l’esercizio dei diritti civili;
  • essere di condotta incensurabile;
  • non essere stati dichiarati per tre volte non idonei al concorso;
  • rispettare tutti gli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Il testo originario ammetteva al concorso solo i laureati in giurisprudenza, in seconda battuta è arrivata l’apertura anche a coloro che hanno ricevuto una formazione in ambito economico.

La scelta iniziale, infatti, aveva fatto molto discutere e la novità è stata accolta con soddisfazione dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano De Nuccio.

“L’ammissione al concorso per la nomina a magistrato tributario anche ai laureati in economia, e non solo, come previsto in precedenza, a quelli in giurisprudenza una scelta di assoluto buon senso, con la quale si garantisce alla giustizia tributaria italiana l’apporto di competenze tecnico-professionali imprescindibili, che fanno parte del bagaglio formativo dei soli laureati in economia.”

Si legge nel comunicato stampa diffuso il 4 agosto subito dopo l’approvazione al Senato degli emendamenti al disegno di legge.

Riforma giustizia tributaria, nuovi magistrati da selezionare, come funziona il concorso

Il concorso per la selezione dei giudici tributari è bandito annualmente con un apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, saranno poi sempre gli uffici di Via XX settembre a stabilire luogo e calendario delle prove.

Chi ha i requisiti per accedere alla selezione per i nuovi magistrati tributari dovrà presentare domanda di partecipazione al concorso e versare un contributo forfettario di 50 euro.

Una volta ammessi, i candidati saranno chiamati ad affrontare una serie di prove:

  • prova scritta di redazione di due elaborati di diritto tributario e diritto civile o commerciale finalizzata a verificare la capacità di inquadramento logico sistematico;
    • prova teorico-pratica di diritto processuale tributario;
    • prova orale sulle seguenti materie:
    • diritto tributario e diritto processuale tributario;
    • diritto civile e diritto processuale civile;
    • diritto penale;
    • diritto costituzionale e diritto amministrativo;
    • diritto commerciale e fallimentare;
    • diritto dell’Unione europea;
    • diritto internazionale pubblico e privato;
    • contabilità aziendale e bilancio;
    • elementi di informatica giuridica;
    • colloquio in una lingua straniera a scelta fra le seguenti:
      • inglese;
      • spagnolo;
      • francese;
      • tedesco.

Per accedere alla prova orale sarà necessario ottenere per la prova orale e per quella pratica un punteggio minimo di dodici ventesimi.

Per quanto riguarda l’orale l’idoneità si ottiene con un punteggio non inferiore a sei decimi in ciascuna delle materie e un giudizio di sufficienza per quanto riguarda la lingua straniera. Nel complesso, quindi, la votazione deve essere di almeno 90 punti.

Coloro che supereranno il concorso e riceveranno la nomina dovranno, poi, svolgere un tirocinio formativo di almeno sei mesi presso le corti di giustizia tributaria.

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