Rivalutazione pensioni 2026: il decreto MEF con l’aumento

Francesco Rodorigo - Pensioni

Di quanto aumentano le pensioni nel 2026? Il nuovo decreto del MEF fissa il valore per la rivalutazione degli assegni sulla base dell'adeguamento all'inflazione

Rivalutazione pensioni 2026: il decreto MEF con l'aumento

Tutto pronto per la rivalutazione annuale delle pensioni. Di quanto aumenterà l’importo degli assegni nel 2026?

A fornire il valore ufficiale di riferimento per il prossimo anno è il decreto MEF-MLPS pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre.

Confermata anche la percentuale di variazione definitiva per il calcolo della rivalutazione relativa al 2025.

Cosa cambia per gli assegni di pensionati e pensionate?

Rivalutazione pensioni 2026: il decreto MEF con l’aumento

A partire dal 1° gennaio 2026 le pensioni saranno rivalutate in adeguamento all’inflazione. Di quanto aumenteranno gli importi?

A determinare il parametro di riferimento per la perequazione automatica degli assegni è il nuovo decreto del Ministero dell’Economia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Come ogni anno, infatti, l’adeguamento delle pensioni viene effettuato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. Tale variazione, tra il periodo gennaio-dicembre 2024 e gennaio-dicembre 2025, è risultata pari a +1,4 per cento.

Per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025, come indicato nel decreto, si ipotizza, in via provvisoria, una variazione dell’indice pari rispettivamente a -0,2, -0,1 e +0,1. In caso di variazioni sarà effettuato un apposito conguaglio in sede di rivalutazione per il prossimo anno.

Un valore più basso rispetto alle prime stime che indicavano una rivalutazione dell’1,7 per cento, ma comunque superiore a quella del 2025, quando era pari allo 0,8 per cento.

Sarà quello dell’1,4 per cento, dunque, il valore di riferimento per il calcolo della rivalutazione degli assegni per il prossimo anno. Pensionati e pensionate riceveranno un aumento fino a un massimo dello 1,4 per cento dell’importo spettante, in accordo al meccanismo di rivalutazione attualmente in vigore.

Il decreto conferma anche la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2024, pari al +0,8 per cento dal 1° gennaio 2025. Non ci saranno quindi conguagli relativi alla rivalutazione 2025 in quanto le stime sono state confermate e non ci sono state variazioni.

Di quanto aumentano le pensioni nel 2026? La tabella con la simulazione

Di quanto aumenteranno, quindi, le pensioni nel 2026?

È necessario sottolineare che la rivalutazione non avviene allo stesso modo per tutti, in quanto si differenzia in base all’importo del trattamento che si riceve. L’aumento parametrato all’inflazione, infatti, non è sempre pieno: solo gli assegni più bassi possono beneficiare della rivalutazione piena, negli altri casi invece l’incremento si riduce gradualmente con l’aumentare dell’importo della pensione.

Dopo i discussi tagli del 2023 e del 2024, da quest’anno si è tornati al solito meccanismo di indicizzazione per l’adeguamento all’inflazione, il quale prevede una rivalutazione secondo lo schema organizzato su tre fasce di reddito:

  • 100 per cento per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo;
  • 90 per cento per quelli tra 4 e 5 volte il minimo;
  • 75 per cento per quelli superiori a 6 volte il minimo.

Le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (603,40 euro nel 2025), pertanto, riceveranno un aumento corrispondente al 100 per cento e dunque all’intera quota dell’1,4 per cento. Quelle di importo superiore avranno invece un incremento ridotto come indicato nello schema seguente.

Fasce trattamenti complessiviPercentuale indice perequazione da attribuireAumento del
Fino a 4 volte il trattamento minimo (TM) 100 1,4 per cento
Tra 4 e 5 volte il TM 90 1,26 per cento
Oltre 6 volte il TM 75 1,05 per cento

Come si traduce tale aumento sugli importi degli assegni in pagamento?

Di seguito una simulazione dell’aumento sulla base di una rivalutazione all’1,4 per cento.

Simulazione rivalutazione pensioni 2026
Esempi di perequazione in base alle diverse fasce di reddito ( Valori in € )
Assegno 2025 (lordo) mensile Rivalutazione dell’1,4% Aumento
603,40 611,85 8,45
800 811,20 11,2
900 912,60 12,6
1000 1.014,00 14,00
1.200 1.216,80 16,80
1.500 1.521,00 21,00
2.000 2.028,00 28,00
2.500 2.534,88 34,88
3.000 3.041,18 41,18
3.500 3.546,7 46,47

Il trattamento minimo INPS, oggi a 603,40 euro, aumenterà di circa 8 euro. Incrementi modesti anche per le pensioni di importo superiore. Per un assegno di 900 euro si avrà un aumento di circa 12 euro, mentre per una pensione da 1.200 euro di circa 16 euro.

Per le pensioni fino a 4 volte il minimo INPS, quindi 2.413,6 euro, c’è come detto la piena rivalutazione. Oltre tale soglia (e fino a 3.017 euro) l’incremento si ridimensiona (all’1,26 per cento). Una pensione da 2.500 euro ad esempio verrà rivalutata di circa 34 euro.

Rivalutazione modesta anche per le pensioni di importo oltre 5 volte il trattamento minimo INPS (oltre 3.017 euro). Ad esempio un assegno da 3.500 euro riceverà aumenti per circa 46 euro mensili.

Come indicato nella tabella, per il 2026 il trattamento minimo passerà a 611,85 euro per effetto della rivalutazione dell’1,4 per cento. A questo va aggiunto l’aumento straordinario dell’1,3 per cento (7,95 euro) previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per cui l’importo finale salirà a 619,79 euro, per un aumento effettivo di circa 3 euro sul 2025.

MEF - Decreto 19 novembre 2025
Perequazione delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2026

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