Al via la corsa all’ISEE 2026: tra novità e primi ritardi

Con l’inizio del nuovo anno parte anche la corsa al rinnovo dell’ISEE, la dichiarazione che consente l’accesso a bonus e agevolazioni. Tutti i limiti da tenere in considerazione per il 2026

Al via la corsa all'ISEE 2026: tra novità e primi ritardi

Con la scadenza dell’ISEE 2025 parte la corsa al rinnovo della dichiarazione per il 2026.

L’indicatore della situazione economica equivalente è utilizzato come parametro per l’accesso alla maggior parte delle agevolazioni e dei bonus previsti dall’ordinamento italiano, dall’assegno unico al bonus psicologo.

Per questo motivo chi intende accedere a tutta una serie di prestazioni deve provvedere all’aggiornamento della dichiarazione.

Con la Legge di Bilancio 2026 sono state introdotte importanti modifiche ai criteri di calcolo ma si attendono ancora dettagli sulla loro messa in pratica.

Al via la corsa all’ISEE 2026: tra novità e primi ritardi

Per il 2026 la corsa al rinnovo dell’ISEE parte a regole invariate. Dopo le novità entrate in vigore nel 2025 per quelle introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 non ci sono ancora dettagli.

Come ogni anno, a gennaio le famiglie e più in generale i cittadini e le cittadine sono chiamati a rinnovare l’ISEE per poter accedere a bonus e agevolazioni durante il corso dell’anno. Molte delle agevolazioni fiscali e delle prestazioni dedicate alle famiglie, infatti, possono essere ottenute solo nel rispetto di specifici valori di ISEE.

Di seguito una sintetica tabella con tutti i limiti ISEE 2026 e le relative agevolazioni collegate.

La dichiarazione può essere ottenuta in qualsiasi momento nel corso dell’anno. Ad ogni modo, anche se per la generalità delle prescrizioni e dei bonus non c’è un termine previsto per la presentazione dell’ISEE aggiornato al 2026, spesso vale il principio del “prima si fa meglio è”.

Un principio che vale in linea di massima ma che rischia di diventare controproducente per via della mancata applicazione delle novità che in teoria sono operative dal 2026, ma per le quali servono appositi decreti attuativi. Le novità della Legge di Bilancio 2026, dalla prima casa fino alle maggiorazioni per i figli passando dalle modifiche al calcolo legate alle criptovalute e alle rimesse all’estero, restano al momento solo su carta, nell’attesa che dall’avvio normativo si passi a quello operativo.

Chi ha già aggiornato l’ISEE al 2026, o si accinge a farlo per necessità legate alla conferma di agevolazioni in corso di godimento (come per l’assegno unico, con l’ISEE che deve essere presentato entro fine febbraio per non perdere l’importo pieno) o per accedere a nuovi incentivi, dovrà necessariamente tenere a mente che per l’applicazione delle nuove e più favorevoli regole di calcolo sarà obbligatorio procedere con una nuova dichiarazione, monitorando lo stato di attuazione delle novità da parte dell’INPS.

Una storia purtroppo già vista anche di recente con la lunga attesa per l’applicazione, nel 2025, dell’esclusione dal calcolo di libretti di risparmio e titoli di Stato.

ZES Unica SUD: aumenta il credito d’imposta

Nella giornata di sabato sono arrivate anche buone notizie per le imprese del settore agricolo che hanno investito nella Zes Unica del Mezzogiorno e che hanno fatto richiesta per il credito d’imposta.

Come annunciato dall’Agenzia delle Entrate, il credito d’imposta Zes unica per il settore agricolo è stato rideterminato applicando le nuove e più alte percentuali previste dalla Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, comma 460).

Pertanto, i beneficiari potranno ottenere un credito d’imposta del:

  • 58,78 per cento per le micro, piccole e medie imprese;
  • 58,61 per cento per le grandi imprese.

I plafond disponibili nel cassetto fiscale, fa sapere l’Agenzia, saranno aggiornati e i contribuenti interessati potranno quindi già utilizzare il relativo credito in compensazione.

Nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate è stato, inoltre, inserito un messaggio che rende più semplice e immediata la consultazione delle ricevute con le quali viene comunicato il nuovo ammontare del credito d’imposta.

Decreto Flussi 2026: il 12 gennaio il primo click day per le domande

Lunedì 12 gennaio è in programma il primo appuntamento dell’anno con il decreto Flussi, la procedura che regola gli ingressi in Italia di cittadini e cittadine non comunitarie per motivi di lavoro.

Sono 164.850 gli ingressi previsti per l’anno appena iniziato e il 12 gennaio è previsto il primo dei 4 click day in programma: quello per l’invio della domanda di nulla osta per gli ingressi per lavoro stagionale nel settore agricolo. Il modello di riferimento da utilizzare è il modello C-stag agricolo.

Sono 88.000 i posti disponibili, ma oltre al lavoro agricolo vi rientrano anche le quote per lavoro stagionale nel turistico-alberghiero per le quali il click day è fissato al 9 febbraio 2026.

A partire dalle ore 9.00 sarà possibile collegarsi al portale ALI del Ministero dell’Interno e procedere con l’invio della richiesta già precompilata in precedenza, secondo le nuove modalità attualmente in vigore.

Per le altre date si dovrà, invece, aspettare il mese successivo. I prossimi click day, infatti, sono previsti a febbraio:

  • 9 febbraio 2026 per gli ingressi per lavoro stagionale nel settore turistico;
  • 16 febbraio 2026 per gli ingressi per lavoro non stagionale da parte di:
    • lavoratori e lavoratrici provenienti da Paesi che hanno accordi di cooperazione con l’Italia;
    • lavoratori e lavoratrici di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado;
    • apolidi e rifugiati riconosciuti.
  • 18 febbraio 2026 per le altre quote di lavoro non stagionale e autonomo.

Tutte le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2026, ferma restando la verifica della disponibilità delle quote.

Meloni: “per ora nessun provvedimento in programma sull’aumento dell’età pensionabile”

In settimana si è svolta anche la conferenza stampa di inizio anno organizzata dall’Ordine dei giornalisti che, come di consueto, ha visto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondere alle domande dei reporter.

Tra i diversi temi trattati anche quello delle pensioni, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che non ha rinnovato la possibilità di uscita anticipata con Quota 103 e Opzione Donna e ha limitato l’aumento dell’età pensionabile previsto a partire dal 2027.

La Manovra 206 prevede, infatti, un aumento graduale dei requisiti per la pensione: saliranno di un mese dal 2027 e di altri 2 mesi a partire dal 2028. In questo modo l’aumento di 3 mesi previsto viene spalmato su più anni. L’incremento viene bloccato interamente solamente per lavoratori e lavoratrici che svolgono mansioni usuranti e gravose.

Ad oggi non sono previsti nuovi interventi sulle pensioni, e in particolare per quel che riguarda l’aumento dei requisiti che scatterà dal 2027 ha specificato la Premier.

“Attualmente non abbiamo altri provvedimenti particolari sul tema delle pensioni, preminenti sul tema dell’età pensionabile. La scelta del Governo è stata quella di andare incontro ai pensionati facendo scelte di buon senso.”

Ad oggi, quindi, non ci saranno altri interventi in materia di pensioni, o più in dettaglio per quel che riguarda l’età per la pensione.

Stando così le cose, per andare in pensione nel 2027 serviranno 67 anni e 1 mese d’età (pensione di vecchiaia) oppure 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne (pensione anticipata ordinaria). Dal 2028 i requisiti saliranno di altri 2 mesi.

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