Precompilata “in ferie” fino al 20 luglio 2026: stop alla consultazione delle dichiarazioni 2025

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Stop alla consultazione delle dichiarazioni presentate nel 2025: l'avviso sul portale della Precompilata informa su un intervento di manutenzione straordinaria, nel pieno della campagna dichiarativa

Precompilata “in ferie” fino al 20 luglio 2026: stop alla consultazione delle dichiarazioni 2025

La Precompilata va “in ferie” fino al 20 luglio 2026, a causa di un’interruzione inattesa dei servizi di consultazione.

Con un avviso comparso sul portale dedicato, l’Agenzia delle Entrate comunica la temporanea indisponibilità delle dichiarazioni relative all’anno d’imposta precedente a causa di un intervento di manutenzione straordinaria.

Sebbene il blocco non interessi direttamente l’invio telematico dei flussi ordinari della campagna in corso, lo stop alla consultazione del cassetto fiscale rallenta cittadini e professionisti alle prese con l’invio dei modelli 730 e Redditi 2026.

Dichiarazione precompilata, manutenzione straordinaria fino al 20 luglio 2026: stop alla consultazione delle dichiarazioni 2025

Nel pieno della stagione dichiarativa, e quando manca ormai una settimana alla scadenza delle imposte per le partite IVA soggette all’applicazione degli ISA, l’intervento di manutenzione straordinaria sul portale della precompilata incide sui flussi di lavoro, in particolar modo per i professionisti.

L’avviso riportato nell’area riservata del sito dal quale si accede al modello 730 e al modello Redditi 2026 precompilato informa nello specifico che:

“Per un intervento di manutenzione straordinaria, le dichiarazioni 2025 sono momentaneamente non disponibili. Saranno nuovamente consultabili dal 20 luglio”.

Pur restando possibile procedere con la lavorazione e l’invio delle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, viene di fatto inibita l’importazione dei dati reddituali relativi al periodo d’imposta 2024, contenuti nelle dichiarazioni trasmesse lo scorso anno.

Bonus edilizi e crediti, l’impatto dello stop alla precompilata. Bloccate anche le integrative

L’indisponibilità dei dati rende più complesso chiudere le dichiarazioni contenenti quote residue di detrazioni spalmate su più anni - bonus edilizi, superbonus, sismabonus - per le quali è necessario verificare l’anno di sostenimento della spesa e il numero della rata corrente per evitare disallineamenti e successivi avvisi di regolarità.

In parallelo, l’impossibilità di consultare il quadro RX (o il prospetto di liquidazione del 730) del modello precedente, accedendo direttamente ai dati tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, blocca o quantomeno complica la verifica delle eccedenze d’imposta riportate a nuovo, elemento cardine per la corretta determinazione dei saldi ed acconti.

Il blocco della consultazione non si riflette però solo sulla stesura dei nuovi modelli 730 e Redditi, ma paralizza di fatto anche la gestione della compliance pregressa. L’impossibilità di accedere ai dati del modello 2025 impedisce agli intermediari l’invio tramite il portale della precompilata di eventuali dichiarazioni integrative riferite all’anno d’imposta precedente.

Nuovi clienti? Per il visto di conformità meglio aspettare

Il problema si acuisce in caso di presa in carico di un nuovo contribuente da parte di professionisti.

Per poter apporre il visto di conformità, è infatti necessario verificare la documentazione e la “fedeltà” dei dati storici.

Se per i contribuenti già clienti dello studio il recupero dei dati può avvenire tramite i dati contenuti nel proprio gestionale, per i clienti acquisiti quest’anno l’impossibilità di accedere alle informazioni dello scorso anno rende più complesso avere riscontro dello storico ufficiale.

In assenza dell’accesso diretto ai sistemi dell’Agenzia, l’attività di due diligence fiscale sul pregresso è subordinata alla consegna delle copie analogiche o digitali da parte del cliente, non sempre tempestiva o completa.

Un’ancora di salvataggio è offerta dal Cassetto Fiscale, nel quale i dati dei dichiarativi 2025 restano accessibili anche nel periodo di manutenzione (per chi ha già le deleghe attive). Questo però risolve solo in parte il problema operativo: il blocco del portale Precompilata interrompe infatti il download dei tracciati telematici e dei prospetti di calcolo automatizzati.

Per i professionisti si prospetta un ritorno al passato: costretti a consultare i PDF a schermo e a digitare manualmente i dati nei gestionali di studio, con un enorme aggravio di tempi e un aumento del rischio di errore materiale.

La conseguenza? Il rinvio dei visti di conformità relativi a dichiarativi più complessi a dopo il 20 luglio, data che segna l’importante scadenza per il versamento del saldo e del primo acconto delle imposte per le partite IVA soggette all’applicazione degli ISA.