Per i titolari di partita IVA che aderiranno al concordato preventivo biennale 2026/2027 torna in discussione la sanatoria. Il ravvedimento speciale, la pace fiscale per imprese e professionisti, diventa la nuova via per rendere attrattivo il patto con il Fisco
Il concordato preventivo per i titolari di partita IVA punta a diventare più attrattivo, richiamando in campo la sanatoria anche per le adesioni relative al biennio 2026/2027.
Un emendamento presentato in Commissione Finanze del Senato nel corso della conversione in legge del decreto carburanti ter n. 63/2026 punta a riproporre il ravvedimento speciale, lo strumento di pace fiscale che consente a chi accetta il patto con il Fisco di regolarizzare a costo ridotto le annualità pregresse.
Un concordato “retroattivo” che, in relazione alla nuova tornata di adesioni e nella prima stagione dei rinnovi, consentirebbe di sanare gli anni dal 2020 al 2024, secondo un meccanismo ormai rodato: un’imposta sostitutiva dal 10 al 15 per cento, su una base imponibile fittizia determinata sulla base del punteggio ISA conseguito.
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Partite IVA, come funziona la pace fiscale abbinata al concordato preventivo 2026/2027
Dopo le novità introdotte con la conversione in legge del decreto n. 38/2026, finalizzate a rendere più conveniente il concordato anche per le partite IVA con punteggio ISA più basso, il cantiere dei correttivi al patto con il Fisco resta aperto.
Ulteriori modifiche alle regole del gioco potrebbero arrivare con la conversione del decreto legge n. 63/2026, attesa entro il 29 giugno.
È in discussione presso la Commissione Finanze del Senato un emendamento che richiama in campo il meccanismo del ravvedimento speciale, lo “scudo” sul passato che ha accompagnato anche le prime due stagioni del concordato preventivo biennale.
L’emendamento, firmato dai Senatori di Forza Italia Lotito e Trevisi, propone di prevedere per chi aderirà al concordato per le annualità 2026/2027 (anche in caso di rinnovo rispetto all’accordo già siglato per il biennio 2024/2025), di sanare le annualità che vanno dal 2020 al 2024 versando un’imposta sostitutiva agevolata.
Una pace fiscale sul passato per chi scegliere di impegnarsi con il Fisco per il futuro e che, come per i due bienni precedenti, permetterebbe al titolar di partita IVA di sanare il pregresso versando non le aliquote ordinarie IRPEF, IRES, IRAP sul reddito evaso, bensì un’imposta sostitutiva calcolata su una base imponibile fittizia.
Pace fiscale a costo variabile, la sanatoria premia i più affidabili agli occhi del Fisco
Il meccanismo delinato dall’emendamento in discussione è lo stesso previsto in precedenza.
In primo luogo, la percentuale di incremento del reddito d’impresa o di lavoro autonomo varia in base al punteggio ISA conseguito nelle singole annualità da regolarizzare.
La base imponibile è calcolata quindi come una quota incrementale in percentuale, dal 5 per cento per i più affidabili al 50 per cento per i titolari di punteggio ISA più basso, per ciascuna delle annualità incluse nel perimetro del ravvedimento.
| Punteggio ISA dell’anno da sanare | Incremento della Base Imponibile |
|---|---|
| Pari a 10 | +5% |
| Da 8 a 9,9 | +10% |
| Da 6 a 7,9 | +20% |
| Da 4 a 5,9 | +30% |
| Da 3 a 3,9 | +40% |
| Inferiore a 3 | +50% |
Per l’IRAP, la base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive segue le stesse identiche percentuali di incremento, applicate però al Valore della Produzione Netta già dichiarato.
Una volta calcolata la nuova base imponibile (la quota incrementale), si applicano aliquote d’imposta sostitutiva particolarmente vantaggiose, anch’esse calibrate sul voto ISA:
- 10 per cento se il punteggio ISA è pari o superiore a 8;
- 12 per cento se il punteggio ISA è compreso tra 6 e 8;
- 15 per cento se il punteggio ISA è inferiore a 6.
Per l’IRAP invece l’aliquota sostitutiva è fissa al 3,9 per cento per tutti.
In considerazione delle difficoltà economiche legate alla pandemia, per i soli anni 2020 e 2021, le imposte sostitutive sopra calcolate (sia per le imposte sui redditi che per l’IRAP) sono ulteriormente ridotte del 30 per cento.
In ogni caso, l’imposta sostitutiva minima da versare per le imposte sui redditi non può essere inferiore a 1.000 euro per ciascuna annualità oggetto di opzione.
Ravvedimento speciale con pagamento a Capodanno 2027
Sul fronte delle tempistiche di versamento, l’emendamento prevede che il canale venga aperto dal 1° gennaio 2027, con scadenza ultima il 15 marzo 2027. Ammessa la rateizzazione, fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo.
Le rate successive alla prima saranno maggiorate degli interessi legali a partire dal 15 marzo 2027.
Il ravvedimento si considera perfezionato per ciascuna annualità solo con il pagamento di tutte le rate. Saltare una rata successiva alla prima non fa decadere il piano se viene pagata entro la scadenza della successiva, ma la decadenza totale comporterà la perdita dei benefici (senza rimborso di quanto già versato).
Il vero vantaggio della pace fiscale? Lo scudo dagli accertamenti sui redditi d’impresa e lavoro autonomo
Non solo regolarizzazione a costo ridotto, ma anche uno scudo fiscale sulle annualità incluse nel perimetro della sanatoria.
Il ravvedimento speciale che si intende affiancare al concordato preventivo biennale 2026/2027 prevede che, una volta eseguito il versamento (o avviato regolarmente il piano rateale), l’Agenzia delle Entrate non potrà effettuare rettifiche del reddito d’impresa o di lavoro autonomo (ex art. 39 DPR 600/1973 e art. 54 DPR 633/1972) per gli anni dal 2020 al 2024.
Lo scudo fiscale decade solo in caso di:
- decadenza dal concordato;
- rinvio a giudizio o misure cautelari per reati tributari gravi (esclusi i reati minori o di mera omissione come la dichiarazione infedele sotto soglia, omessi versamenti, ecc.);
- mancato pagamento delle rate;
- falsa dichiarazione delle cause di esclusione ISA.
A fronte di questa protezione, lo Stato chiede più tempo per controllare chi aderisce.
Per i soggetti ISA che scelgono il ravvedimento per almeno uno degli anni tra il 2020 e il 2023, i termini di decadenza per l’accertamento relativi alle specifiche annualità sono prorogati d’ufficio al 31 dicembre 2029.
L’emendamento dispone inoltre, per il solo fatto di aderire al CPB 2026-2027, la proroga al 31 dicembre 2027 dei termini di accertamento in scadenza al 31 dicembre 2026.
Si evidenzia che l’emendamento non è ancora stato approvato. La discussione in Commissione prosegue e sarà fondamentale monitorarne l’iter, per capire se il ravvedimento tornerà o meno in campo in parallelo alla nuova stagione del concordato.
Il prossimo 22 giugno alle 15.00 Sandra Pennacini e Francesco Oliva terranno un webinar live da non perdere in materia di Concordato Preventivo Biennale per le Partite IVA. Si parlerà di come gestire il CPB nella dichiarazione dei redditi 2026, di rinnovo, di questioni contabili, delle flat tax previste, delle ultime novità e di tanto altro. L’appuntamento è in corso di accreditamento per commercialisti ed esperti contabili (per la sola live) e già accreditato per tributaristi. Con l’acquisto del webinar si riceveranno la registrazione del video corso visibile in differita, una guida operativa con schede e schemi di sintesi e una raccolta ragionata di articoli di approfondimento sul tema
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, sanatoria abbinata al concordato 2026/2027: la pace fiscale torna in campo