Partite IVA, tra gli adempimenti di settembre anche la lavorazione delle lettere di compliance su POS e ISA inviate prima delle ferie. Nel Cassetto Fiscale tutti i dettagli sulle anomalie, con due vie a disposizione per rispondere alle missive dell'Agenzia
Con il termine della pausa feriale di agosto, per migliaia di lavoratori autonomi e imprese si riapre il capitolo degli adempimenti fiscali.
In cima all’agenda di partite IVA e intermediari c’è la gestione delle lettere di compliance inviate dall’Agenzia delle Entrate nelle ultime settimane di luglio.
Le missive, recapitate nel Cassetto Fiscale, puntano a favorire l’adempimento spontaneo: mettersi in regola prima dell’avvio dei controlli veri e propri e, al centro delle comunicazioni d’estate le anomalie sugli ISA relativamente alla dichiarazione dei redditi 2025 e le discrepanze tra gli incassi tramite POS, confrontati con fatture e scontrini.
Partite IVA, le lettere d’estate nel Cassetto Fiscale: parte il dialogo su anomalie ISA e POS
Poco prima dello stop estivo (previsto per legge dal 1° al 31 agosto per la trasmissione di gran parte degli atti), il Fisco ha accelerato l’invio delle comunicazioni di anomalia.
Il pacchetto di controlli estivi si è concentrato su due macro-aree:
- anomalie negli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), notificate a seguito del provvedimento del 14 luglio, riguardano discrepanze relative al periodo d’imposta 2024 (dichiarazione dei redditi 2025). Tra le incoerenze rilevate spiccano quelle relative al magazzino, esclusioni ISA non giustificate per presunta assenza di normale svolgimento dell’attività e mancati allineamenti con la Certificazione Unica;
- discrepanze tra incassi POS, fatture e scontrini, avviate nella seconda metà di luglio (con notifiche giunte dal 22 luglio), riguardano il confronto tra i dati finanziari comunicati dagli operatori di pagamento e l’ammontare di fatture elettroniche e corrispettivi telematici emessi nel 2025.
In ambedue i casi, nel Cassetto Fiscale è possibile reperire le lettere dell’Agenzia delle Entrate, al fine di valutare le segnalazioni del Fisco e le azioni da intraprendere.
Come rispondere alle lettere del Fisco: chiarimenti o ravvedimento con sanzioni ridotte
A fronte di una lettera di compliance ricevuta, il contribuente ha davanti a sé due strade operative dopo aver consultato i dettagli presenti nel Cassetto Fiscale.
Molto spesso i controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate incrociano dati grezzi che non tengono conto delle specificità gestionali dell’attività (i cosiddetti “falsi positivi”).
Può accadere, ad esempio, che un incasso POS sia superiore ai corrispettivi giornalieri a causa di storni, addebiti di cauzioni, o per un mero errore di classificazione bancaria. In materia di ISA, invece, potrebbero esserci incongruenze relative al magazzino o alla Certificazione Unica che trovano però una valida motivazione tecnica o gestionale.
In questo caso, il contribuente non deve pagare nulla né modificare la propria dichiarazione dei redditi, ma è importante fornire i dovuti chiarimenti e la documentazione probatoria all’Amministrazione Finanziaria.
Per le anomalie ISA si utilizza il pacchetto software dedicato rilasciato dall’Agenzia (Software di compilazione anomalie 2026 - modulo ASR26) e trasmesso tramite il Desktop Telematico (Entratel/File Internet).
Per le incongruenze tra POS, fatture e scontrini, il dialogo con gli Uffici si attiva inoltrando le spiegazioni e i documenti giustificativi tramite il canale telematico CIVIS oppure inviando una PEC.
Se invece dalla verifica emerge che l’anomalia è fondata (ad esempio un incasso POS per il quale si è dimenticato di emettere scontrino o fattura, oppure un dato errato inserito nei quadri ISA), il contribuente ha la possibilità di correggere spontaneamente la propria posizione, beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dall’istituto del ravvedimento operoso.
Dal punto di vista operativo, è necessario presentare una dichiarazione integrativa con i dati correttivi e i ricavi\corrispettivi precedentemente omessi, e versare le maggiori imposte dovute (IVA, IRPEF/IRES, IRAP) unitamente agli interessi e alle sanzioni in misura nettamente ridotta.
I tempi di risposta: non c’è fretta ma in caso di errori è bene muoversi per tempo
Uno degli aspetti che spesso preoccupa i contribuenti in relazione alle lettere di compliance riguarda i tempi di risposta.
Su questo punto è bene evidenziare che le lettere di compliance non sono atti esecutivi o sanzionatori. Anche se le comunicazioni suggeriscono di fornire chiarimenti entro 30 giorni, non si tratta di un termine perentorio o di decadenza.
La mancata risposta immediata, prima o durante la pausa estiva, non genera l’emissione automatica di un avviso bonario o di una cartella esattoriale. Tuttavia, la ripresa di settembre rappresenta il momento ideale per pianificare il lavoro di analisi.
Rispondere tempestivamente entro i primi mesi dall’avviso consente di archiviare l’anomalia prima dell’avvio di veri e propri accertamenti formali.
Intervenire tempestivamente consente di beneficiare del massimo sconto sulle sanzioni e, in particolare, il ravvedimento entro 90 giorni permette di ridurre al minimo l’importo extra dovuto.
La gestione delle lettere sugli ISA è ancora più cruciale per chi ha aderito al CPB. Un’anomalia confermata e trascurata potrebbe causare la decadenza dai benefici del concordato stesso.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA, è tempo di riaprire il Cassetto Fiscale: parte il dialogo su POS e redditi