Partite IVA, spunta l’idea del concordato “quadriennale”. Patto con il Fisco in revisione

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazione dei redditi

Partite IVA, verso la revisione del concordato preventivo. Il patto con il Fisco per il periodo 2026/2027 potrebbe essere accompagnato dalla possibilità di "blindare" rinnovo, per rendere più graduale il rialzo del reddito. Le novità in cantiere

Partite IVA, spunta l'idea del concordato “quadriennale”. Patto con il Fisco in revisione

Partite IVA, il patto con il Fisco entra in revisione, in vista dell’avvio della stagione dichiarativa.

Il concordato preventivo biennale 2026/2027 parte con una doppia sfida: convincere i restii dei due bienni passati e in parallelo spingere al rinnovo le partite IVA che vi hanno aderito nella prima tornata.

Nel “cantiere fiscale” primaverile entra quindi l’ipotesi di modificare le regole alla base dell’adesione al concordato, con il fine di traghettare sempre più imprese e professionisti nell’operazione di compliance.

Si lavora alla previsione di una maggiore gradualità nel percorso per il raggiungimento del voto ISA pari a 10.

Come? Con un vincolo al rinnovo del concordato per ulteriori due anni dopo la prima adesione. Il patto con il Fisco potrà strutturarsi su quattro anni.

Partite IVA, il concordato preventivo 2026/2027 punta a una “scalata a tappe”

Non è una sorpresa che, a ridosso dell’avvio della stagione dichiarativa, si inizi a parlare di modifiche alle regole del concordato preventivo biennale.

Il decreto legislativo n. 13/2024, contenente le disposizioni relative al patto fiscale, è stato oggetto di più ritocchi dalla sua entrata in vigore, con il fine di rendere più appetibile lo strumento che punta ad accompagnare le partite IVA a raggiungere la piena affidabilità agli occhi del Fisco.

Per la stagione 2026/2027 il maquillage del concordato potrebbe passare da una maggiore gradualità nel raggiungimento dell’obiettivo 10 nella pagella ISA.

Questo quanto annunciato nella riunione della Commissione degli esperti per gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale e per il Concordato preventivo biennale dell’11 marzo 2026, nel corso della quale è stata posta all’attenzione “la volontà di effettuare un approfondimento dei dati relativi al primo biennio finalizzato ad ottenere una sempre maggiore graduazione delle proposte”.

Utilizzando le informazioni derivanti dalle precedenti applicazioni del patto fiscale, una delle soluzioni adottabili consiste nel considerare l’uso dei dati relativi alle maggiori richieste accettate dai contribuenti, invece dei dati relativi alle ulteriori componenti positive dichiarate dagli stessi ai fini del miglioramento del profilo di affidabilità fiscale.

Dai calcoli basati su modelli statistici teorici, in campo c’è quindi la possibilità di usare i dati reali raccolti dalle precedenti edizioni per “affinare” i calcoli ed evitare di gonfiare troppo le stime, guardando quindi a quanto i contribuenti hanno accettato di pagare in più aderendo al concordato.

Concordato per quattro anni: in campo l’ipotesi del rinnovo per una maggiore progressività

Alle proposte messe nero su bianco, si affiancano quelle che trapelano e che potrebbero passare dalla revisione normativa delle regole del concordato.

Sempre nell’ottica di una maggiore gradualità, si lavora all’ipotesi di una sorta di concordato quadriennale in via opzionale.

Se ad oggi il raggiungimento dell’affidabilità fiscale massima prevede un salto del reddito concordato del 50 per cento nel primo anno, e del 50 per cento nel secondo, il sistema in fase di valutazione punta a spalmare la scalata in quattro anni.

Come anticipato da Italia Oggi, con l’adesione al concordato preventivo biennale, verrebbe consentito optare per il rinnovo per il biennio successivo, impegnando di fatto il titolare di partita IVA sin da subito a confermare l’accordo.

Una fedeltà a lungo termine, con il beneficio di un concordato calmierato e progressivo nei quattro anni.

Da capire inoltre se anche la terza edizione del patto fiscale sarà accompagnata dal ravvedimento speciale, la sanatoria sul pregresso che ha reso più appetibile l’adesione per i bienni 2024/2025 e 2025/2026.

Quel che appare chiaro è che il cantiere dei ritocchi è aperto, con l’incognita però dei tempi che consentiranno di definire il set definitivo delle regole del “gioco”.

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