Software, cybersecurity e cloud al centro delle nuove agevolazioni

Francesco Oliva - Fisco

Aziende e professionisti hanno davanti gli ultimi mesi di vigenza del PNRR e le nuove agevolazioni fiscali introdotte dal legislatore: nei prossimi mesi al centro degli incentivi ci saranno software, cybersecurity e cloud

Software, cybersecurity e cloud al centro delle nuove agevolazioni

La transizione digitale del tessuto produttivo italiano finalmente sembra essere sorretta da un sistema giuridico favorevole e da una serie di investimenti pubblici che vanno nella direzione della modernità.

Il sembra è d’obbligo perché ancora siamo molto lontani da quello che si dovrebbe fare - si vedano, su tutti, gli eccessivi obblighi comunicativi in materia di iperammortamento - ma almeno la rotta sembra invertirsi.

Aziende e studi professionali si trovano davanti agli ultimi mesi di vigenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): un conto alla rovescia che impone di accelerare gli investimenti aziendali per non perdere i treni di finanziamento nazionali ed europei.

Il legislatore, consapevole della scadenza ormai prossima, ha rimodulato i focus degli incentivi strutturali.

Nei prossimi mesi, il baricentro delle agevolazioni fiscali e dei contributi a fondo perduto si sposterà decisamente su tre pilastri verticali: software gestionali avanzati, cloud computing e sistemi di cybersecurity.

Ecco la mappa completa delle agevolazioni disponibili e come sfruttarle prima della chiusura della finestra temporale del PNRR.

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Il Bando Voucher per Cloud e Cybersecurity

Nel 2026 le piccole e medie imprese e i professionisti iscritti agli albi e i lavoratori autonomi potranno ottenere delle importanti agevolazioni sull’acquisto di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security, a fronte dell’acquisizione, da parte degli stessi, di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.

È un forte segnale di politica economica e fiscale: il legislatore comunitario e quello nazionale hanno messo al centro della loro azione i temi del cloud computing e della cyber security, entrambi strategici per lo sviluppo e la crescita dell’economia europea e italiana.

Lo strumento messo a disposizione si chiama “Voucher Cloud & Cybersecurity” ed è gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale occorrerà presentare domanda.

Si tratta di una misura agevolativa, a supporto di PMI, professionisti e lavoratori autonomi, per sostenere la domanda di servizi di cloud computing e cybersecurity.

Il contributo per singolo richiedente può arrivare ad un massimo di 20.000 euro (a fondo perduto) sulle spese sostenute per l’acquisizione di uno o più servizi/prodotti di cloud computing e cyber security comprendenti hardware, software e servizi cloud.

  • soluzioni hardware cybersecurity, quali: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
  • soluzioni software cybersecurity, quali: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
  • servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), quali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS), database;
  • servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX);
  • servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione. Tali servizi sono ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e devono essere connessi ad uno o più degli altri servizi individuati nel presente elenco.

I servizi/prodotti agevolabili possono essere acquisiti tramite soluzioni diverse ovvero:

  • acquisto diretto di uno o più servizi/prodotti;
  • sottoscrizione di un abbonamento;
  • adottando una combinazione: in parte acquisto diretto, in parte abbonamento.

Attenzione: il beneficio si potrà ottenere solo acquistando i servizi di cui sopra da fornitori regolarmente iscritti negli elenchi ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che saranno pubblicati a fine luglio.

Per le lettrici e i lettori interessati segnaliamo che martedì 16 giugno alle 15.00 saremo in diretta per approfondire il tema nell’ambito di un webinar live gratuito organizzato in collaborazione con TeamSystem. Spiegheremo il bando e daremo diversi suggerimenti utili a chi vorrà partecipare e presentare domanda.

Inoltre, per chi volesse approfondire ulteriormente il tema degli ulteriori strumenti di finanza agevolata disponibili nei prossimi mesi consigliamo di fare un giro su Academy, la nostra piattaforma di informazione e formazione professionale dove abbiamo un’intera rubrica dedicata a video corsi, ebook e tool gratuiti (per le persone iscritte alla nostra newsletter oppure a pagamento).

L’iperammortamento 2026-2028

La Legge di Bilancio per il 2026 - Legge numero 199/2025 - ha previsto il ritorno dell’Iperammortamento, già introdotto nel 2018 e poi abrogato nel 2022, una misura di agevolazione fiscale sugli investimenti in beni strumentali nuovi e rientranti nei requisiti oggettivi previsti, i cui importi di aiuto effettivo variano a seconda della tipologia e dell’entità dell’ investimento considerato.

Verranno agevolati tutti i beni immateriali e materiali che hanno tre caratteristiche fondamentali:

  • novità;
  • strumentalità;
  • territorialità.

La logica dell’agevolazione è quella di premiare le aziende che investono in crescita e sviluppo ma con una serie di criteri selettivi.

Tecnicamente l’Iperammortamento si traduce in una variazione in diminuzione della base imponibile su cui si pagano le imposte dirette IRPEF e/o IRES e IRAP.

In parole molto semplici - per quanto nel prosieguo della guida approfondiremo il tema anche dal punto di vista numerico - alle aziende viene concesso di dedurre delle quote di costo extra rispetto a quelle effettivamente sostenute, in modo da ridurre la base imponibile sulla quale pagare le imposte sui redditi.

Soggetti beneficiari sono quindi i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti immateriali e materiali in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

L’agevolazione è in vigore dallo scorso 1° gennaio 2026 e lo sarà fino al prossimo 30 settembre 2028, quindi fino alla dichiarazione dei redditi 2029.

Tabella con aliquote delle maggiorazioni per investimenti

Percentuale di maggiorazioneImporto dell’investimento
180% fino a 2,5 milioni di euro
100% tra 2,5 e 10 milioni di euro
50% tra 10 e 20 milioni di euro

Le maggiorazioni di cui alle tabelle sopra sono riconosciute per gli investimenti in:

  • beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati III-bis e III-ter annessi alla presente legge, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza ai sensi dell’articolo 30, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Nelle prossime settimana sull’Academy d Informazione Fiscale pubblicheremo la nostra guida operativa e un video corso nei quali verrà spiegato per filo per per segno tutto quello che le aziende dovranno fare per poter fruire dell’iperammortamento.

Le ulteriori agevolazioni da non perdere

Oltre ai canali principali legati al PNRR, esistono altre leve fiscali che agevolano la digitalizzazione e la protezione dei dati.

Ad esempio, il Credito d’Imposta Formazione (Competenze digitali): comprare un software o un sistema di cybersecurity avanzato non basta; il personale (o i dipendenti dello studio professionale) deve saperlo usare.

Questo incentivo copre il costo del lavoro del personale impegnato in attività di formazione sulle tecnologie abilitanti, inclusa la sicurezza informatica e la gestione dei dati in cloud.

E, ancora, la Nuova Sabatini "Green e Digitale": per le aziende che acquistano hardware (server, computer, apparati di rete per la cybersecurity) associati a software gestionali nell’ambito di un programma di investimenti, la Nuova Sabatini concede un contributo a parziale copertura degli interessi sui finanziamenti o leasing bancari accesi per l’acquisto, con una maggiorazione proprio per gli investimenti digitali.

E, infine, quello da cui siamo partiti, ovvero i bandi nazionali finanziati dalle ultime risorse del PNRR e i bandi regionali FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale): in parallelo agli ultimi mesi del PNRR, la programmazione dei fondi strutturali regionali sta concentrando quasi la totalità delle risorse sulla sicurezza informatica delle imprese, a fronte dell’impennata di attacchi hacker che colpiscono anche le piccole realtà e gli studi professionali.

Una checklist per professionisti e imprese

Il tempo stringe.

Poiché la rendicontazione di molti di questi progetti è legata alle scadenze vincolanti del PNRR, le aziende non possono permettersi di rimandare gli investimenti all’autunno.

Il primo passo è mappare lo stato della propria infrastruttura IT.

Verificare se i software di contabilità o gestione documentale sono già in cloud, pianificare l’acquisto di sistemi di backup protetti (cybersecurity) e richiedere tempestivamente i preventivi per poter accedere ai bandi a sportello prima dell’esaurimento dei fondi.

Il secondo passo è programmare la formazione dei dipendenti che utilizzano i nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale, attività che peraltro diventerà obbligatoria con le nuove norme europee.

Il terzo passo che consigliamo di fare è analizzare con noi le varie opportunità di finanza e fiscalità agevolata e verificare se possano essere utili per la realtà aziendale considerata.

Con l’Intelligenza Artificiale che corre come non mia, mantenere la propria attività al passo del livello di digitalizzazione attuale non è più solo una scelta di efficienza, ma in questi mesi diventa una vera e propria ancora di salvezza in molti settori economici.

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