Il DL Milleproroghe 2026 è stato approvato in via definitiva dal Senato ed è quindi legge. Dallo stop all'aumento delle multe, fino all'extra time per le delibere TARI e alle novità sui bonus edilizi, focus sulle principali novità in materia fiscale
Il decreto Milleproroghe 2026 incassa il sì del Senato.
Il 25 febbraio è arrivata l’approvazione lampo della legge di conversione in via definitiva, senza modifiche ulteriori rispetto a quanto già apportato nel corso del passaggio alla Camera.
Diverse le novità in materia fiscale e non: si parte dalla proroga delle delibere TARI, fino ad arrivare alle novità in materia di bonus edilizi.
Il Milleproroghe 2026 conferma inoltre il rinvio dell’entrata in vigore dei Testi Unici adottati in attuazione della riforma fiscale e, in parallelo, nel corso dell’iter di conversione è stata rinviata al 2027 l’abrogazione della rettifica per masse della detrazione IVA.
In aggiunta, il decreto convertito in legge conferma lo stop all’aumento delle multe stradali. Fino al 2027 si ferma l’adeguamento automatico legato all’inflazione.
TARI, un salvagente per i comuni nella legge di conversione del Milleproroghe 2026
L’ok definitivo alla legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, arrivato dal Senato il 25 febbraio con 98 voti favorevoli, 54 contrari e un’astensione, conferma il rinnovo seppur in versione ridotta dei bonus per le assunzioni, così come la proroga del FIR digitale per gli operatori della filiera dei rifiuti.
Venuto meno il pacchetto di novità fiscali più attese, dalle modifiche alla rottamazione quinquies al rinvio della tassa sui pacchi, le misure che interessano imposte, tributi e adempimenti non mancano.
Tra le novità inserite nel corso dell’iter parlamentare del DL Milleproroghe 2026, vi è la norma che salva i comuni che entro il 14 ottobre scorso non hanno provveduto a caricare le informazioni utili per la determinazione della TARI.
L’articolo 4, comma 12-sexies, inserito nel corso dell’esame alla Camera prevede che per il 2025 si considerano tempestive le delibere relative ai regolamenti e alle tariffe della tassa rifiuti inserite nel portale del federalismo fiscale entro la scadenza del 6 marzo 2026. Le stesse dovranno essere pubblicate dal MEF sul portale dedicato entro il 16 marzo.
Si tratta in sostanza dell’obbligo di rendere pubbliche e accessibili le decisioni degli Enti locali, previsto per la TARI così come per l’IMU. In caso di mancato rispetto delle tempistiche di caricamento e successiva pubblicazione, le delibere risultano inefficaci e si applicano le regole dell’anno precedente.
La norma inserita nel Milleproroghe 2026 è quindi un “salvagente” per i comuni ritardatari, i quali potranno sanare il mancato rispetto delle scadenze ordinarie entro il prossimo 6 marzo.
Nel Milleproroghe 2026 novità anche sui bonus edilizi
Con la conversione in legge del DL Milleproroghe 2026 arriva una novità importante anche sul fronte di bonus edilizi.
L’articolo 1, comma 8, proroga gli obblighi di monitoraggio in relazione ai lavori inclusi nel superbonus.
In particolare, viene estesa al 2026 la norma che obbliga i contribuenti che usufruiscono del superbonus per interventi di efficientamento energetico o antisismici di trasmettere una serie di informazioni tecniche ed economiche.
Nello specifico, i dati devono essere inviati:
- all’ENEA per gli interventi di riqualificazione energetica;
- al Portale nazionale delle classificazioni sismiche (PNCS) per gli interventi di riduzione del rischio sismico.
Originariamente, l’obbligo di monitoraggio rafforzato era previsto per le spese sostenute negli anni 2024 e 2025. La novità introdotta dal decreto, confermata con il via libera definitivo del Senato, estende tale obbligo anche alle spese che saranno sostenute nell’anno 2026.
L’estensione interesserà gli interventi realizzati su immobili danneggiati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 6 aprile 2009 (Sisma Abruzzo) e da quelli del Centro Italia (2016 e seguenti), situati nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Sarò obbligatorio comunicare i dati catastali dell’immobile, così come le spese sostenute nel 2025 e quelle che si prevede di sostenere per il 2026, con le percentuali di detrazione spettanti.
L’obiettivo è duplice: da un lato continuare a monitorare l’impatto finanziario del superbonus, e in parallelo mantenere un controllo rigoroso degli interventi e delle spese dichiarate nei territori in cui è in corso la ricostruzione.
Vale la pena specificare che l’omessa trasmissione dei dati entro i termini stabiliti comporta sanzioni significative:
- una sanzione amministrativa pecuniaria di 10.000 euro.
- nei casi più gravi (per i nuovi interventi), la decadenza dall’agevolazione fiscale.
Riforma fiscale, Testi Unici rinviati al 2027 e novità anche sulla detrazione IVA
Già nella versione approvata dal Governo, il decreto Milleproroghe ha previsto il rinvio dell’entrata in vigore dei Testi Unici approvati in attuazione della riforma fiscale.
Il debutto dei principali corpi normativi della riforma fiscale è stata posticipata dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027, con il fine di includere nei testi finali anche le disposizioni dei decreti correttivi e integrativi attualmente in fase di gestazione.
Una modifica al calendario alla quale, in fase di conversione, si è affiancata una revisione specifica riguardante l’IVA, coordinata proprio alla proroga dei Testi Unici.
In particolare, viene spostata al 1° gennaio 2027 (anziché dal 13 dicembre 2025) l’abrogazione della norma che disciplina la rettifica della detrazione IVA cosiddetta “per masse”.
La rettifica “per masse” è la procedura generalizzata che i soggetti passivi devono eseguire in caso di mutamento del regime fiscale delle operazioni attive o del regime di detrazione. A partire dal 2027, non si utilizzerà più questo metodo semplificato, ma si applicherà la rettifica “analitica” prevista dal nuovo Testo Unico IVA (D.Lgs. 10/2026), basata sulla variazione dell’effettivo utilizzo di ogni singolo bene o servizio.
Multe stradali senza aumenti fino al 2027
Nel decreto Milleproroghe convertito in legge è confermato inoltre il rinvio dell’aumento delle multe stradali.
Per un ulteriore anno si proroga il blocco degli aumenti stradali alle sanzioni del Codice della Strada sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Così come previsto dal 2023 al 2025, il Milleproroghe estende lo stop agli adeguamenti delle multe per un ulteriore anno, per evitare un ulteriore aggravio economico sui cittadini derivante dall’inflazione registrata nel biennio precedente.
Il nuovo termine per l’aggiornamento è fissato al 1° dicembre 2026, data entro la quale dovrà essere adottato il decreto ministeriale (giustizia, economia e trasporti) per fissare i nuovi limiti delle sanzioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027.
Quando il blocco degli aumenti terminerà, l’aggiornamento non andrà a recuperare tutti gli anni di sospensione passati, ma sarà calcolato sulla base dell’andamento inflattivo del solo biennio 2025-2026.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Multe, TARI e bonus edilizi: cosa c’è nel Milleproroghe 2026 convertito in legge