Proroga per il FIR digitale, facoltativo fino a settembre. Per lo stesso periodo sono congelate le sanzioni. Lo prevede il DL Milleproroghe 2026, mentre arrivano critiche sulla gestione del periodo di interruzione dei servizi RENTRI
FIR digitale, l’addio alla carta può attendere.
Il testo del Decreto Milleproroghe arrivato alla Camera per il primo ok alla legge di conversione, atteso per lunedì 23 febbraio,. rinvia al 15 settembre 2026 la transizione al formato xFIR.
Dal 13 febbraio, data di lancio dei nuovi obblighi per tutti gli operatori della filiera, il formulario di identificazione dei rifiuti potrà essere emesso in formato cartaceo. In campo quindi un doppio binario, che consentirà di scegliere come procedere.
In aggiunta, sempre per effetto di un emendamento al Milleproroghe 2026 resta in standby la disciplina sanzionatoria in caso di mancato o incompleto invio dei dati.
Due novità che arrivano dopo il debutto a ostacoli del FIR digitale, caratterizzato da un “incidente di servizio” che ha sospeso l’operatività del RENTRI e sul quale arrivano forti critiche sulle modalità di gestione da parte di AssoSoftware.
FIR digitale o cartaceo, con la proroga al 15 settembre 2026 doppio binario per tutti
Il rinvio dell’obbligo di FIR digitale è una delle misure contenute negli emendamenti approvati in Commissione Bilancio della Camera al DL Milleproroghe 2026 all’Aula per il voto.
Nel testo sul quale la Camera è chiamata a dare il primo via libera lunedì 23 febbraio è previsto che dalla data prevista dall’articolo 13, comma 1, lettera c), del decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 4 aprile 2023, n. 59 e fino al 15 settembre 2026, il passaggio al digitale resterà facoltativo.
Se il 13 febbraio era fino a pochi giorni fa la data della rivoluzione nel sistema di tracciamento dei rifiuti, per effetto delle novità del Milleproroghe il giorno dello switch off diventa invece la data di avvio di un periodo transitorio, che si chiuderà come detto a metà settembre.
Per gli operatori della filiera dei rifiuti sarà quindi possibile scegliere, adottando quindi il FIR digitale o il formulario cartaceo.
FIR digitale, stop sanzioni fino al 15 settembre 2026
Sempre dal DL Milleproroghe 2026 arriva un’ulteriore novità, relativa al sistema sanzionatorio.
L’emendamento approvato il parallelo al rinvio del FIR digitale prevede che le sanzioni di cui al secondo periodo del comma 10, articolo 258 del decreto legislativo n. 152/2006 restano sospese fino al 15 settembre.
Lo stop interessa in particolare le sanzioni applicate in caso di mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione rifiuti, che vanno da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non priocolosi e da 1.000 a 3.000 euro per i rifiuti pericolosi.
La proroga del FIR digitale intercetta il blocco del RENTRI: un rinvio tecnico necessario
Il rinvio della data di avvio delle novità assume note controverse, considerando in prima battuta che per la sua ufficialità bisognerà attendere l’ok definitivo al testo del Decreto Milleproroghe 2026, atteso entro il 1° marzo.
Non da meno poi, vale la pena evidenziare che si interviene su un processo di digitalizzazione del ciclo di vita dei rifiuti partito da tempo e per fasi, e che sembra quindi accogliere più che le sollecitazioni degli operatori del settore, le difficoltà tecniche del portale RENTRI.
Il 13 febbraio, data di debutto del FIR digitale per tutti, è stato caratterizzato da disservizi tecnici e dalla conseguente necessità per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di un passo indietro, con l’attivazione della procedura d’emergenza prevista in caso di indisponibilità dei servizi online.
Si è tornati quindi al FIR cartaceo ancor prima dell’avvio a regime delle nuove regole. Tutt’ora i servizi del portale RENTRI risultano non ripristinati del tutto, nonostante l’avviso pubblicato il 16 febbraio che ha annunciato la chiusura limitata dell’incidente di servizio.
A chi è utile quindi la proroga?
Senza mettere in secondo piano le esigenze manifestate dalle imprese e dagli operatori della filiera dei rifiuti, è evidente che il rinvio a settembre è in primis necessaria per consentire al MASE di tornare a ragionare sull’intero sistema, e in particolare sull’infrastruttura tecnologica chiamata a gestire il passaggio al digitale.
La prima prova non è stata delle migliori, e ora anche alla luce dell’extra time in arrivo con il Milleproroghe 2026 è tempo di “correttivi”, per evitare che si ripeta la storia del SISTRI, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 e mai divenuto pienamente operativo.
AssoSoftware esprime preoccupazione sulla gestione del blocco del RENTRI
In merito alle difficoltà operative che hanno caratterizzato il debutto dell’obbligo di FIR digitale, AssoSoftware, l’associazione che rappresenta le software house partner del progetto di digitalizzazione del ciclo di vita dei rifiuti, ha espresso forte preoccupazione.
Nel comunicato stampa diffuso il 19 febbraio, l’associazione pone in primo luogo in evidenza il perdurare dei disservizi operativi, nonostante il riavvio parziale del RENTRI.
In primo luogo, l’attenzione è posta sulla scelta di lasciare i servizi xFIR parzialmente attivi nonostante l’indisponibilità dichiarata.
Nell’avviso di riavvio pubblicato il 17 febbraio è stato specificato che, nelle more della pubblicazione dell’avviso di chiusura dell’incidente di servizio, la gestione dei FIR in formato digitale, con le modalità operative previste dall’articolo 7, comma 8, del DM 59/2023, è comunque da considerarsi un’opzione vigente ai fini di legge.
Lasciare però la responsabilità del corretto funzionamento dell’intero processo digitale al mercato, e quindi alle software house, è considerato da AssoSofware un “nonsense” tecnico, che sta creando una serie di problemi a catena:
“Il processo dell’xFIR coinvolge per definizione più imprese della filiera (i.e. produttore, trasportatore, smaltitore). In questo contesto lasciare attivi i servizi xFIR ministeriali dichiarati “mancanti di disponibilità” crea confusione, attriti e blocchi dei processi tra operatori che, allineandosi alle indicazioni di operatività previste da DD n.25 del 5 febbraio scorso, optano per la modalità cartacea, e quelli che, in difetto di informazioni, per indicazioni interne o per pura curiosità, vorrebbero gestire formulari digitali.”
L’Associazione ha quindi richiesto al MASE la sospensione di tutti i servizi relativi al xFIR Digitale (Firma, servizi di supporto, etc.), contestualmente alla pubblicazione dell’evento di indisponibilità dei servizi stessi, con la riapertura solo una volta ritornata la disponibilità completa.
Il motivo è anche legate al rapporto tra case software e clienti, alla luce delle richieste di supporto e di assistenza che pervengono dagli associati.
Dal punto di vista operativo quindi, e nell’attesa che il DL Milleproroghe 2026 venga convertito definitivamente in legge per la conferma della proroga, l’indicazione è di utilizzare la modalità cartacea fino al ritorno della piena e completa disponibilità dei servizi RENTRI.
In chiusura, AssoSoftware evidenzia un aspetto fondamentale: confermando la propria convinzione circa l’importanza della trasformazione digitale per la filiera dei rifiuti, è fondamentale una stretta collaborazione tra tutti gli stakeholder e, in particolare, tra i produttori di software e le strutture tecniche ministeriali.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: RENTRI, FIR digitale rimandato a settembre