RENTRI, FIR digitale rimandato a settembre

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

L'avvio del FIR digitale per gli iscritti al RENTRI è rinviato a settembre: due emendamenti al DL Milleproroghe 2026 confermano i formulari cartacei e sospendono le sanzioni in caso di mancata o incompleta trasmissione dei dati

RENTRI, FIR digitale rimandato a settembre

La rivoluzione digitale in materia di rifiuti può attendere: un emendamento al Decreto Milleproroghe approvato il 16 febbraio in Commissione Bilancio della Camera rinvia a settembre l’avvio del FIR digitale.

Dal 13 febbraio, data di lancio dei nuovi obblighi per tutti gli operatori della filiera, e fino al 15 settembre 2026, il formulario di identificazione dei rifiuti potrà essere emesso in formato cartaceo. In campo quindi un doppio binario, che consentirà di scegliere come procedere.

In aggiunta, sempre per effetto di un emendamento al Milleproroghe 2026 resta in standby la disciplina sanzionatoria in caso di mancato o incompleto invio dei dati.

Due novità che arrivano dopo il debutto a ostacoli del FIR digitale, caratterizzato da un “incidente di servizio” che ha sospeso l’operatività del RENTRI.

FIR digitale o cartaceo, con la proroga al 15 settembre 2026 doppio binario per tutti

Il rinvio dell’obbligo di FIR digitale è una delle misure contenute nel primo pacchetto di emendamenti approvati in Commissione Bilancio della Camera, nel corso dei lavori che entro la prossima settimana dovranno consegnare il testo del DL Milleproroghe 2026 all’Aula per il voto.

Dalla data prevista dall’articolo 13, comma 1, lettera c), del decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 4 aprile 2023, n. 59 e fino al 15 settembre 2026, il passaggio al digitale resterà facoltativo.

Se il 13 febbraio era fino a pochi giorni fa la data della rivoluzione nel sistema di tracciamento dei rifiuti, per effetto delle novità del Milleproroghe il giorno dello switch off diventa invece la data di avvio di un periodo transitorio, che si chiuderà come detto a metà settembre.

Per gli operatori della filiera dei rifiuti sarà quindi possibile scegliere, adottando quindi il FIR digitale o il formulario cartaceo.

FIR digitale, stop sanzioni fino al 15 settembre 2026

Sempre dal DL Milleproroghe 2026 arriva un’ulteriore novità, relativa al sistema sanzionatorio.

L’emendamento approvato il parallelo al rinvio del FIR digitale nella seduta del 16 febbraio prevede che le sanzioni di cui al secondo periodo del comma 10, articolo 258 del decreto legislativo n. 152/2006 restano sospese fino al 15 settembre.

Lo stop interessa in particolare le sanzioni applicate in caso di mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione rifiuti, che vanno da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non priocolosi e da 1.000 a 3.000 euro per i rifiuti pericolosi.

La proroga del FIR digitale intercetta il blocco del RENTRI: un rinvio tecnico necessario

Il rinvio della data di avvio delle novità assume note controverse, considerando in prima battuta che per la sua ufficialità bisognerà attendere l’ok definitivo al testo del Decreto Milleproroghe 2026, atteso entro il 1° marzo.

Non da meno poi, vale la pena evidenziare che si interviene su un processo di digitalizzazione del ciclo di vita dei rifiuti partito da tempo e per fasi, e che sembra quindi accogliere più che le sollecitazioni degli operatori del settore, le difficoltà tecniche del portale RENTRI.

Il 13 febbraio, data di debutto del FIR digitale per tutti, è stato caratterizzato da disservizi tecnici e dalla conseguente necessità per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di un passo indietro, con l’attivazione della procedura d’emergenza prevista in caso di indisponibilità dei servizi online.

Si è tornati quindi al FIR cartaceo ancor prima dell’avvio a regime delle nuove regole. Tutt’ora i servizi del portale RENTRI risultano non ripristinati del tutto, nonostante l’avviso pubblicato il 16 febbraio che ha annunciato la chiusura limitata dell’incidente di servizio.

A chi è utile quindi la proroga?

Senza mettere in secondo piano le esigenze manifestate dalle imprese e dagli operatori della filiera dei rifiuti, è evidente che il rinvio a settembre è in primis necessaria per consentire al MASE di tornare a ragionare sull’intero sistema, e in particolare sull’infrastruttura tecnologica chiamata a gestire il passaggio al digitale.

La prima prova non è stata delle migliori, e ora anche alla luce dell’extra time in arrivo con il Milleproroghe 2026 è tempo di “correttivi”, per evitare che si ripeta la storia del SISTRI, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 e mai divenuto pienamente operativo.

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