Come si calcola la Tari 2020?

Carla Mele - TARI

Come si calcola la Tari 2020? Debutta il nuovo metodo tariffario delineato da Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Stabiliti anche nuovi standard di trasparenza.

Come si calcola la Tari 2020?

Quali sono le regole da seguire per il calcolo della Tari 2020? Si introduce un nuovo metodo tariffario messo a punto da Arera, Autorità di Regolazione per Energie Reti e Ambiente, che ridefinisce in maniera più chiara il perimetro delle attività connesse al ciclo dei rifiuti che possono rientrare nel tributo.

Al debutto anche standard di trasparenza più chiari per gli utenti e novità per i crediti inesigibili, ovvero le somme non versate e non recuperate dai comuni che gravano sugli importi richiesti ai cittadini.

Per calcolare la Tari è necessario ricordare che la tassa sui rifiuti si compone di due quote, quella fissa e la quota variabile che è stabilita dai comuni.

Per sapere come si calcola la Tari è importante stabilire qual è la base imponibile della tassa sui rifiuti, data dalla superficie calpestabile dell’immobile compresi muri interni, pilastri e muri perimetrali.

Calcolo Tari 2020: come fare

Gli elementi utili per il calcolo Tari sono i seguenti:

  • superficie in metri quadri;
  • periodo di riferimento;
  • nucleo familiare;
  • quota fissa;
  • quota variabile;
  • quota provinciale 5%.

La quota fissa si calcola moltiplicando i metri quadrati dell’unità immobiliare per il numero di persone che la occupano.

Per i contribuenti non residenti il numero di occupanti è così calcolato:

  • 1 occupante: locali fino a 45 mq;
  • 2 occupanti: locali fino a 60 mq;
  • 3 occupanti: locali fino a 75 mq;
  • 4 occupanti: locali oltre i 76 mq.

Alla quota fissa si somma la quota variabile, finalizzata alla copertura dei costi di servizio per raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Il calcolo Tari è effettuato in base alla quantità di rifiuti prodotti in via presuntiva stabilita dalle delibere comunali.

In questo caso occorre infine distinguere se si tratta di:

  • immobile ad uso domestico residenziale o non residenziale;
  • o non domestico, come ad esempio nel caso delle attività commerciali.

Calcolo Tari 2020: le novità

Dal 2020 per stabilire le somme che ogni cittadino deve versare per la Tari, ogni comune dovrà tener conto del metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti.

Le nuove regole definiscono i corrispettivi Tari da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.

La tassa sui rifiuti è gestita a livello locale, le regole per stabilire le somme dovute e le scadenze per i pagamenti possono seguire logiche diverse da Comune a Comune. E anche gli importi da versare possono essere molto diversi, anche a parità di condizione.

Una maggiore chiarezza per i cittadini e un’omogeneità tra territori sono i pilastri della nuova Tari 2020 delineata dall’Arera.

Per il 2020, con un provvedimento ad hoc adottato entro la fine del 2019, tutti gli enti locali dovranno tener conto delle nuove linee guida Area, che stabilisce i limiti delle tariffe e predispone quattro diversi schemi che gli enti potranno adottare.

Eventuali aumenti della Tari possono essere previsti solo in presenza di miglioramenti di qualità del servizio o per l’attivazione di servizi aggiuntivi per i cittadini.

Si definiscono in maniera chiara i servizi regolati dal nuovo metodo tariffario:

  • spazzamento e lavaggio strade;
  • raccolta e trasporto;
  • trattamento e recupero dei rifiuti urbani;
  • trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani;
  • gestione tariffe e dei rapporti con gli utenti.

A titolo esemplificativo, vengono menzionati anche quelli esclusi:

  • raccolta, trasporto e smaltimento amianto da utenze domestiche;
  • derattizzazione;
  • disinfestazione zanzare;
  • spazzamento e sgombero della neve;
  • cancellazione scritte vandaliche;
  • defissione di manifesti abusivi;
  • gestione dei servizi igienici pubblici;
  • gestione del verde pubblico;
  • manutenzione delle fontane.

Un’altra novità importante per la Tari 2020 riguarda i crediti inesigibili, ovvero le somme dovute e non versate che vengono inserite nel calcolo delle tariffe e fanno crescere i costi per chi paga regolarmente.

Le regole per recuperare gli importi non incassati con questa modalità cambiano, e i Comuni potranno considerarle solo nel caso in cui dimostrino di aver esaurito “infruttuosamente tutte le azioni giudiziarie a sua disposizione per il recupero del credito o, alternativamente, nel caso in cui sia stata avviata una procedura concorsuale nei confronti del soggetto debitore, per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa”.

Calcolo Tari 2020, le scadenze

Oltre agli importi, da Comune a Comune, possono variare anche le date di scadenza. Non è previsto, infatti, un termine unico di invio così come stabilito invece per Imu e Tasi, le altre due imposte che formano la IUC.

Nella maggior parte dei casi la scadenza della Tari è ripartita in tre tranche:

  • 1° acconto entro la fine di aprile;
  • 2° acconto entro la fine di luglio;
  • saldo entro la fine dell’anno.

Ricordiamo che la Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nel caso di affitto sono gli inquilini a dover versare la tassa sui rifiuti.

Si ricorda inoltre che solitamente è il Comune ad inviare i bollettini con il calcolo dell’importo dovuto a titolo di Tari e con le scadenze per il versamento.

Qualora non vengano recapitati sarà necessario informarsi su quando bisogna pagare e come calcolare la quota di tassa rifiuti dovuta per l’anno in corso.

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