Come si calcola la Tari 2021?

Carla Mele - TARI

Tari 2021: una sintesi estrema degli elementi da considerare anche nella nuova sezione del portale informativo Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente inaugurata il 4 dicembre 2020. Una panoramica sui fattori determinanti e sulle novità.

Come si calcola la Tari 2021?

Come si deve procedere per il corretto calcolo della Tari 2021? Anche nella nuova sezione dedicata ai rifiuti inaugurata il 4 dicembre 2020 sul portale informativo Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, sono disponibili una serie di istruzioni utili: dai fattori da considerare per stabilire la somma dovuta al pagamento.

Per calcolare la Tari bisogna, prima di tutto, considerare che il risultato deriva da due quote, quella fissa e la quota variabile che è stabilita dai comuni.

Per sapere come si calcola la Tari è importante stabilire qual è la base imponibile della tassa sui rifiuti, data dalla superficie calpestabile dell’immobile compresi muri interni, pilastri e muri perimetrali.

Sono queste le regole basilari da tenere a mente, anche se c’è da dire che ad oggi vi è non poca incertezza su come determinare l’importo della tassa rifiuti dovuta.

Il 2020 ha segnato alcuni cambiamenti per il calcolo della tassa sui rifiuti con l’avvio della riforma delle regole per calcolare la tassa rifiuti.

Con la Deliberazione n. 443 del 31 ottobre 2019, ARERA ha definito i criteri di calcolo e il riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per il periodo 2018-2021, introducendo il Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (MTR).

Sono diverse le novità: tra queste ci sono le modifiche nella definizione di rifiuto urbano e la soppressione della categoria di rifiuti speciali assimilati agli urbani. Al debutto anche standard di trasparenza più chiari per gli utenti e novità per i crediti inesigibili, ovvero le somme non versate e non recuperate dai comuni che gravano sugli importi richiesti ai cittadini.

Con la Delibera numero 493 del 24 novembre 2020, l’ARERA ha dato indicazioni sugli aggiornamenti al Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti del 2021. In particolare si forniscono indicazioni sull’adeguamento dei valori monetari e sull’estensione al 2021 di eccezioni previste per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19

Arera - Deliberazione 493/2020/R/RIF del 24 novembre 2020
AGGIORNAMENTO DEL METODO TARIFFARIO RIFIUTI (MTR) AI FINI DELLE
PREDISPOSIZIONI TARIFFARIE PER L’ANNO 2021

A stabilire con esattezza come fare il calcolo della Tari sono in ogni caso le delibere di ciascun Comune, che inizialmente dovevano essere approvate entro il 30 aprile 2020.

Quest’anno alla luce dell’emergenza epidemiologia il termine è stato spostato al 30 giugno 2020.

Calcolo Tari 2021: come fare

Analizziamo di seguito quali sono le regole basilari per capire qual è l’importo da pagare.

Gli elementi utili per il calcolo Tari 2021 sono i seguenti:

  • superficie in metri quadri e dati catastali, se disponibili;
  • periodo di riferimento;
  • nucleo familiare;
  • quota fissa;
  • quota variabile;
  • quota provinciale 5%.

La quota fissa si calcola moltiplicando i metri quadrati dell’unità immobiliare per il numero di persone che la occupano.

Per i contribuenti non residenti il numero di occupanti è così calcolato:

  • 1 occupante: locali fino a 45 mq;
  • 2 occupanti: locali fino a 60 mq;
  • 3 occupanti: locali fino a 75 mq;
  • 4 occupanti: locali oltre i 76 mq.

Alla quota fissa si somma la quota variabile, finalizzata alla copertura dei costi di servizio per raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti. Il calcolo Tari è effettuato in base alla quantità di rifiuti prodotti in via presuntiva stabilita dalle delibere comunali.

In questo caso occorre infine distinguere se si tratta di:

  • immobile ad uso domestico residenziale o non residenziale;
  • o non domestico, come ad esempio nel caso delle attività commerciali.

Calcolo Tari 2021: le novità

Dal 2020 per stabilire le somme che ogni cittadino deve versare per la Tari, ogni comune dovrà tener conto del metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti.

Le nuove regole definiscono i corrispettivi Tari da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.

Dal prossimo anno ci sono importanti novità legate all’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 settembre 2020, n. 116.

La norma di “Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.” è entrata in vigore il 26 settembre 2020.

Dal 1° gennaio 2021 si modifica la definizione di rifiuto urbano e viene soppressa la categoria dei rifiuti speciali assimilati agli urbani.

I comuni devono quindi modificare i propri regolamenti, in particolare riguardo alle riduzioni stabilite dal comma 649 della legge 147/2013, ovvero la quota variabile della Tari.

Dal prossimo anno, i rifiuti assimilati a quelli urbani saranno sostituiti dalla categoria dei rifiuti urbani prodotti dalle imprese, industrie escluse.

Dal momento che viene modificato l’articolo 238, comma 10, riferito alla tariffa, l’utente non domestico deve scegliere tra il servizio privato e quello pubblico per almeno 5 anni: potrà lasciare il privato per tornare al pubblico ma non procedere con la scelta opposta.

Tra i soggetti che devono pagare il tributo vengono esclusi i magazzini delle industrie, dal momento che le industrie producono solo rifiuti speciali.

Molte diverse attività, quali centri commerciali ed ipermercati precedentemente esclusi dalla Tari, rientreranno nell’applicazione del tributo.

Si ricorda che la tassa sui rifiuti è gestita a livello locale.

Le regole per stabilire le somme dovute e le scadenze per i pagamenti possono seguire logiche diverse da Comune a Comune, e anche gli importi da versare possono essere molto diversi, anche a parità di condizione.

Una maggiore chiarezza per i cittadini e un’omogeneità tra territori sono i pilastri della nuova Tari delineata dall’Arera, metodo di calcolo della tassa rifiuti più comprensibile ed equo, ma per il quale i comuni chiedono più tempo.

Calcolo Tari 2021, le scadenze

La metodologia effettiva utilizzata per il calcolo della Tari 2021 può cambiare da Comune a Comune, comprese le date di scadenza per il pagamento.

Non è previsto, infatti, un termine unico così come stabilito invece per Imu e Tasi.

Nella maggior parte dei casi la scadenza della Tari è ripartita in tre tranche:

  • 1° acconto entro la fine di aprile;
  • 2° acconto entro la fine di luglio;
  • saldo entro la fine dell’anno.

Ricordiamo che la Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nel caso di affitto sono gli inquilini a dover versare la tassa sui rifiuti.

Si ricorda inoltre che solitamente è il Comune ad inviare i bollettini con il calcolo dell’importo dovuto a titolo di Tari e con le scadenze per il versamento.

Qualora non vengano recapitati sarà necessario informarsi su quando bisogna pagare e come calcolare la quota di tassa rifiuti dovuta per l’anno in corso.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network