Taglio ai CAF per l’invio del modello 730: l’assistenza vacilla, ma resta necessaria

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

È ormai ufficiale il taglio ai CAF che assistono cittadini e cittadine nell'invio del modello 730 precompilato: ma i dati dicono che il loro ruolo resta necessario

Taglio ai CAF per l'invio del modello 730: l'assistenza vacilla, ma resta necessaria

Come anticipato su queste pagine il 30 aprile scorso, da quest’anno i CAF vedono ridursi i fondi a disposizione per assistere cittadini e cittadine nell’invio del modello 730: il budget annuale si riduce di 21,6 milioni di euro, pari al 10 per cento del totale, e tocca anche la stagione della dichiarazione dei redditi dello scorso anno.

La retroattività è “un elemento di incertezza che incide sulla sostenibilità complessiva del servizio” sottolinea la Consulta dei CAF. E con una nota pubblicata l’11 maggio sottolinea la necessità di una “riflessione sugli interventi adottati”, anche per scongiurare il rischio di ricadute sui cittadini e cittadine

“con un possibile aumento dei costi o una riduzione della capillarità del servizio”.

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Taglio ai CAF per l’invio del modello 730: arriva il decreto con le novità della Manovra

La novità, prevista dalla Manovra 2026, è stata formalizzata con un decreto firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti il 29 aprile. E la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio ha messo in allarme la Consulta dei CAF.

Mentre si riducono i compensi per l’assistenza già fornita lo scorso anno, la precompilata 2026 è già partita in salita con errori, anomalie e richieste di chiarimenti che derivano dall’applicazione del taglio del cuneo fiscale.

Nonostante ciò, la novità della Legge di Bilancio 2026 ha seguito il suo iter di attuazione: lo Stato può spendere al massimo circa 195,2 milioni di euro per rimborsare CAF, professionisti e professioniste che supportano la cittadinanza nell’elaborazione e nella trasmissione delle dichiarazioni.

I compensi ammontano a 16,90 euro per ogni precompilata trasmessa senza modifica e a 18,30 euro per le gestioni più complesse dell’adempimento dichiarativo. Le risorse stanziate coprono costi per un totale che di 10-11 milioni di dichiarazioni.

Taglia i fondi ai CAF per l’invio del modello 730: ma la precompilata richiede ancora assistenza

La ragione alla base dei tagli ai CAF è tanto semplice quanto discutibile: la precompilata fa continui progressi. I dati dicono che il livello di maturità della dichiarazione dei redditi pronta all’uso cresce con costanza, ma anche con lentezza. E la maggior parte di cittadini e cittadine ha ancora bisogno di assistenza.

Nell’anno di debutto del modello 730 precompilato 1 milione 400 mila cittadini e cittadine hanno agito in autonomia, dopo 10 anni questo numero è arrivato a 5,4 milioni.

Ma, complice anche l’estensione progressiva della precompilata, il ruolo di chi presta assistenza si è consolidato, non è si indebolito.

Nel 2015 i modelli 730 inviati da CAF, professionisti e professioniste hanno raggiunto quota 17,6 milioni, lo scorso anno gli stessi soggetti hanno scaricato sui loro sistemi gestionali più di 21,5 milioni modelli precompilati.

L’invio della dichiarazioni dei redditi diventa, anno dopo anno, più semplice, ma nella maggior parte dei casi non è un adempimento che si gestisce in pochi clic e in autonomia. Lo dimostrano le cifre che arrivano dall’Agenzia delle Entrate e lo conferma l’attualità della stagione della dichiarazione dei redditi appena cominciata.

Alla vigilia del debutto online del modello 730/2026 precompilato, mentre il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti firmava il decreto per formalizzare il taglio dei compensi ai CAF, emergeva la necessità di controllare con attenzione i dati delle Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate e confluiti nelle dichiarazioni dei redditi pronte all’uso a causa di un cortocircuito generato dall’applicazione del nuovo taglio del cuneo fiscale.

Se è vero che la precompilata diventa sempre più matura, è anche vero che cittadini e addetti ai lavori fanno i conti con un sistema normativo e fiscale in continua evoluzione. E, come dimostra il taglio ai CAF, le carte in tavola cambiano non solo sul futuro, ma anche sul passato.

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