Duro botta e risposta tra due importanti istituzioni del Paese: due comunicati stampa ufficiali nel giro di poche ore, con la denuncia della CGIL su una presunta serie di errori nei dati delle certificazioni uniche che confluiranno nel modello 730 2026 smentite da un contro comunicato stampa ufficiale dell'Agenzia delle Entrate: ecco cosa sta succedendo
L’Agenzia delle Entrate pochi minuti fa ha diramato un comunicato ufficiale nel quale viene fornita un’importante precisazione in ordine ai dati delle certificazioni uniche che andranno nella dichiarazione dei redditi precompilata 2026, disponibile da domani in modalità visualizzazione (per le nostre lettrici e i nostri lettori: da domani sul nostro portale Academy, sezione Casa, Immobili e Agevolazioni Fiscali, sarà disponibile la guida sul modello 730/2026, gratuita per gli iscritti alla newsletter).
L’amministrazione finanziaria si rivolge, senza citarla direttamente, alla CGIL, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori maggiormente rappresentativo che abbiamo in Italia.
Evidentemente in queste settimane lo scontro tra istituzioni rappresentative del Paese è ormai diventata una triste realtà a tutti i livelli, anche fiscale...
Ad ogni modo, la CGIL questa mattina in un comunicato istituzionale aveva denunciato che:
“Attraverso il monitoraggio costante delle strutture territoriali dell’Organizzazione e dei suoi Centri di Assistenza Fiscale, è infatti emerso come una quota significativa di sostituti d’imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti Certificazioni Uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, co. 1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (c.d. “somma aggiuntiva”) o all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente.
Fra questi sostituti figurano, ad esempio, le Casse edili che hanno corrisposto l’Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private.
Nelle CU in questione i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex art. 49, comma 1 del Tuir.
Si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l’attuale architettura del Modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto”.
E ancora, sempre dal comunicato della CGIL:
“Nonostante la richiesta di un intervento urgente per sollecitare una nuova emissione dei documenti corretti tramite una comunicazione istituzionale rivolta a tutti i sostituti d’imposta, e la proposta di escludere dalle sanzioni chi provvederà alla rettifica, dal MEF non è giunta alcuna risposta, né ci risulta si siano attivati nella direzione da noi indicata.
Ormai mancano solo 24 ore alla messa a disposizione della dichiarazione precompilata nel cassetto fiscale dei cittadini, e non è affatto escluso che esse contengano Certificazioni Uniche sbagliate. Risollecitiamo, anche pubblicamente, un’azione del Ministero affinché il sistema rifletta la reale situazione reddituale delle lavoratrici e dei lavoratori, eliminando ogni ostacolo burocratico e aggiornando i flussi di dati.
Un intervento tempestivo resta l’unica via percorribile per tutelare i redditi ed evitare che un errore tecnico si trasformi in un’ingiusta perdita economica per il lavoro dipendente”
Un comunicato che ha determinato la risposta pacata e istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, che smentisce quanto dichiarato dalla CGIL.
Nel comunicato stampa ufficiale diramato pochi minuti fa - e disponibile in versione pdf nel box sotto - si legge che:
- alcuni sostituti di imposta (datori di lavoro o enti pensionistici) nelle scorse settimane hanno rilevato delle anomalie nelle certificazioni uniche da loro predisposte e hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle stesse. Pertanto, la dichiarazione precompilata 2026 è stata già aggiornata con i nuovi dati pervenuti;
- inoltre, fino al prossimo 14 maggio la precompilata 2026 sarà disponibile solo per la visualizzazione e nel caso in cui qualche sostituto dovesse rendersi conto di aver commesso degli errori nelle CU emesse, lo stesso sostituto di imposta dovrà trasmettere all’Agenzia una certificazione rettificativa;
- i contribuenti interessati saranno informati della presenza della CU rettificativa nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: L’Agenzia delle Entrate smentisce la CGIL sul 730 precompilato