Pagamenti elettronici, corrispettivi e fatture: le regole di collegamento POS-RT

Sandra Pennacini - Comunicazioni IVA e spesometro

Obbligo di collegamento POS-RT: istruzioni per gli esercenti che certificano i propri ricavi avvalendosi del documento commerciale e della fattura elettronica

Pagamenti elettronici, corrispettivi e fatture: le regole di collegamento POS-RT

In premessa ricordiamo che la Legge di bilancio 2025, modificando l’articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 127/2015, ha introdotto l’obbligo di garantire la piena integrazione tra il processo di registrazione dei corrispettivi e quello di pagamento elettronico.

Come previsto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025, tale obbligo si traduce in un abbinamento logico da effettuare all’interno del portale Fatture e corrispettivi.

Per i dispositivi già in uso a gennaio 2026, l’adempimento andrà finalizzato entro 45 giorni dall’apertura del canale web dedicato, attesa per i primi giorni di marzo. Tra i casi meritori di approfondimento vi è quello degli esercenti che certificano i propri ricavi avvalendosi congiuntamente del documento commerciale (di seguito DC), emesso tramite registratore telematico (di seguito RT) o procedura web “Documento Commerciale on line”, e della fattura elettronica.

Nessun obbligo di collegamento in presenza di sole fatture emesse

Il principio base dell’adempimento stabilisce che l’obbligo di collegamento non sussiste nel caso in cui l’operatore certifichi il 100 per cento delle proprie operazioni mediante l’emissione di fattura elettronica.

Infatti, venendo meno l’utilizzo del RT per la certificazione dei corrispettivi, decade alla radice il dovere di abbinamento con il POS.

Il quadro, tuttavia, richiede un’analisi dettagliata in presenza di situazioni miste (corrispettivi + fatture), per le quali si possono ipotizzare due differenti scenari operativi.

L’uso promiscuo del terminale POS per l’incasso di corrispettivi e di fatture

Analizziamo il caso A: l’esercente dispone di un solo terminale POS e lo utilizza in modo promiscuo per incassare sia le operazioni certificate tramite l’emissione di fattura elettronica, sia i corrispettivi certificati tramite l’emissione del DC.

In questa ipotesi, l’utilizzo del dispositivo per incassare operazioni soggette a memorizzazione elettronica tramite RT rende obbligatorio il censimento del terminale POS, hardware o software che sia.

L’esercente dovrà quindi procedere all’abbinamento sulla piattaforma Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. Ai fini dell’esclusione, infatti, non ha alcuna rilevanza il fatto che quello stesso POS viene utilizzato anche per incassare le fatture emesse.

POS dedicato in esclusiva alle fatture emesse: la funzione di chiusura

Il caso B prevede una diversa organizzazione aziendale: l’esercente si dota di due terminali POS distinti, destinando il primo all’incasso dei DC e riservando il secondo in via esclusiva all’incasso delle fatture elettroniche.

Il dispositivo utilizzato per i corrispettivi andrà regolarmente abbinato alla matricola del RT. Il terminale dedicato esclusivamente alle fatture potrà invece essere escluso dall’obbligo.

Per formalizzare tale esclusione, l’operatore dovrà accedere all’area “POS non collegati” del portale istituzionale e cliccare sull’icona a forma di lucchetto, dichiarando l’utilizzo esclusivo per operazioni fuori perimetro.

Tale operazione cristallizza la posizione del dispositivo, inibendone in via definitiva l’utilizzo per incassi soggetti a scontrino telematico.

CasoTerminali POS UtilizzatiObbligo Collegamento POS-RT
Operazioni certificate esclusivamente con fattura 1 o più POS Nessun obbligo
Operazioni certificate con DC e con fattura 1 solo POS (Uso Promiscuo) Obbligatorio
Operazioni certificate con DC e con fattura 2 POS (1 esclusivo per fatture, 1 per DC) Obbligatorio per POS DC. Escluso per POS fatture (funzione “Lucchetto”)

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