Sabato scade l’ultima proroga per il taglio delle accise, una misura che con ogni probabilità non sarà rinnovata anche alla luce della nuova flessibilità ottenuta dall’UE per le spese legate alla crisi energetica. Si lavora ad un bonus carburante per i più vulnerabili
Tra pochi giorni verrà meno il taglio delle accise sul carburante, la misura con cui il Governo in queste ultime settimane ha tentato di limitare l’aumento dei prezzi alla pompa.
L’ultimo intervento, quello del 22 maggio, ha prorogato lo sconto in maniera differenziata: si è concentrato più sul gasolio e meno sulla benzina, con i prezzi che si sono allineati alla quota media dei 2 euro al litro.
Quello in scadenza sabato sarà con tutta probabilità l’ultimo intervento sulle accise. La misura è troppo dispendiosa e soprattutto troppo distante dalla linea UE.
A contribuire ora sarà la nuova flessibilità ottenuta dalla stessa UE sulla clausola di salvaguardia nazionale già riconosciuta per la difesa. Allo studio c’è poi un intervento per sostenere le fasce più vulnerabili, con l’ipotesi di un bonus carburante da 100 euro sulla Carta dedicata a te.
Accise, stop al taglio dal 6 giugno: più flessibilità sull’energia
Con lo sconto sui prezzi alla pompa di benzina, gasolio e GPL in scadenza il 6 giugno si comincia a pensare a nuove misure per contenere gli aumenti derivanti dagli effetti economici del conflitto in atto in medio oriente che continuano a far crescere il prezzo dell’energia su scala internazionale.
L’intervento approvato lo scorso 22 maggio, ha esteso il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno, garantendo uno sconto differenziato sul prezzo alla pompa di benzina e gasolio. La differenza sta nel fatto che, attualmente, per il gasolio è previsto uno sconto di circa 10 centesimi al litro mentre per la benzina di 5 centesimi al litro, con il risultato che i prezzi sono più o meno allineati a quota 2 euro al litro.
La strada della semplice proroga del taglio, come accaduto in questi ultimi mesi, però non sembra più percorribile. In primo luogo per un questione legata alle risorse economiche necessarie per metterlo in atto. Ad oggi, infatti, sono stati spesi circa 2 miliardi di euro ed è sempre più difficile reperire fondi sufficienti. Da qui anche la progressiva riduzione dello sconto attuata nelle ultime settimane. Proseguire con gli sconti fino a fine anno, secondo i calcoli di Bruxelles, costerebbe 7 miliardi, decisamente troppi.
Non solo. In occasione delle raccomandazioni del Semestre europeo presentate ieri, è arrivata per l’Italia l’attesa estensione della clausola di salvaguardia per la difesa anche alle misure per rafforzare la resilienza energetica.
In sostanza, la Commissione ha data il via libera alla possibilità di utilizzare fino allo 0,3 per cento del PIL annuo (relativo al 2026, al 2027 e al 2028) per misure che accelerino la transizione verde e l’indipendenza dalle fonti fossili con un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni. Tradotto in cifre, per l’Italia si tratterebbe di circa 14 miliardi complessivi.
Come sottolineato espressamente dal commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis, però, “questa flessibilità aggiuntiva non copre le misure che sovvenzionano l’uso di combustibili fossili, come le riduzioni mirate delle accise”.
L’obiettivo è invece favorire “misure che ci aiutano a ridurre la nostra dipendenza da combustibili fossili”, ha proseguito Dombrovskis, anche in linea con il nuovo piano “AccelerateEU”, promosso dall’Europa.
Ecco dunque che il paradigma deve cambiare. Stop al taglio delle accise per intervenire in altre direzioni, dalle rinnovabili alle batterie, passando anche per interventi mirati per famiglie e imprese.
“La maggiore flessibilità di bilancio ci consentirà di spendere 14 miliardi in tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, gli italiani” ha commentato la Premier Meloni sui social.
Ad ogni modo, il percorso è ancora lungo: la proposta deve ora arrivare sul tavolo del Consiglio europeo e, soprattutto, devono essere definite nei dettagli le misure che possono essere finanziate grazie alla nuova flessibilità.
Allo studio l’ipotesi di un bonus carburante da 100 euro
Nel mentre, già con il Consiglio dei Ministri previsto per la giornata di oggi, dovrebbe arrivare un nuovo intervento a tutela delle fasce più vulnerabili.
In CdM, infatti, è atteso un decreto legge che dovrebbe mettere sul piatto uno stanziamento di circa 500 milioni per garantire alle famiglie in difficoltà un bonus carburante.
Secondo le prime anticipazioni, si tratterebbe di un “voucher energia” dal valore di 100 euro, erogato direttamente sulla Carta dedicata a te.
Un intervento che, se approvato, restringerebbe di molto la platea di possibili beneficiari rispetto a quanto previsto dal taglio delle accise. Se quest’ultimo è valido per tutti la carta dedicata a te spetta solo in presenza di specifici requisiti, su tutti un ISEE sotto i 15.000 euro.
Va specificato, però, che per il 2026 ancora si attende il decreto ministeriale chiamato a definire i requisiti di dettaglio e le modalità di assegnazione del contributo. Senza il decreto non è possibile assegnare la carta a chi ne ha diritto e di conseguenza anche il nuovo bonus carburanti.
Insomma, in attesa dei nuovi interventi, passato sabato 6 giugno, il rischio è che i prezzi alla pompa di benzina e gasolio tornino a crescere per tutti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Accise, stop al taglio dal 6 giugno: verso un bonus carburante