Dichiarazione dei redditi, niente IRPEF per quasi 13 milioni di contribuenti: i dati MEF del 2020

Tommaso Gavi - Irpef

Dichiarazione dei redditi, niente IRPEF per quasi 13 milioni di contribuenti. Calano i redditi d'impresa, le partecipazioni, i redditi da lavoro autonomo e quelli da lavoro dipendente. La fotografia dell'anno d'imposta 2020, con i dati MEF diffusi dal comunicato numero 73 del 13 aprile 2022.

Dichiarazione dei redditi, niente IRPEF per quasi 13 milioni di contribuenti: i dati MEF del 2020

Dichiarazione dei redditi 2021, i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi al periodo d’imposta 2020 fotografano la situazione dell’anno del Covid.

Sono molti i chiaroscuri della fotografia, tra gli altri il numero di contribuenti che non versano l’IRPEF, che sfiora i 13 milioni.

La stessa cifra dei contribuenti che hanno avuto diritto al bonus Renzi, poi bonus IRPEF.

Il coronavirus fa sentire i suoi effetti: dai dati viene mostrato un calo diffuso del reddito medio che ha interessato i redditi d’impresa, le partecipazioni, i redditi da lavoro autonomo e quelli da lavoro dipendente. L’unica eccezione è il reddito medio da pensione, anche a causa degli effetti del meccanismo di quota 100.

Nel complesso hanno presentato la dichiarazione dei redditi 31,6 milioni di contribuenti, considerando sia il modello 730 sia il modello Redditi Persone Fisiche.

Altri 9,6 milioni di contribuenti non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione.

Dichiarazione dei redditi, niente IRPEF per quasi 13 milioni di contribuenti: i dati MEF del 2020

I dati diffusi dal MEF, attraverso il comunicato numero 73 del 13 aprile 2022, scattano una fotografia all’anno del Covid.

Molti gli aspetti da tenere in considerazione in merito alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2021 e relative all’anno d’imposta 2020.

Nell’anno in cui il PIL è calato del 7,8 per cento in termini nominali e del 9 per cento in termini assoluti, circa 41,2 milioni di contribuenti hanno assolto all’obbligo di dichiarazione, in maniera diretta o indiretta.

Il comunicato stampa sottolinea quanto segue:

Il numero totale dei contribuenti è diminuito di oltre 345.000 soggetti (-0,8 per cento) rispetto all’anno precedente.

Nello specifico, la torta è suddivisa in tre fette:

  • 22,6 milioni di persone fisiche hanno utilizzato il modello 730;
  • 9 milioni di contribuenti hanno presentato il modello Redditi Persone Fisiche;
  • 9,6 milioni di soggetti non hanno l’obbligo di dichiarazione ma hanno fornito indirettamente i propri dati tramite la certificazione unica compilata dai sostituti d’imposta.

Dalla fotografia scattata dai dati, sono diversi gli aspetti che meritano considerazione.

Tra questi la distribuzione del carico fiscale, analizzata per classi di reddito:

  • il 27 per cento dei contribuenti dichiara circa il 4 per cento dell’IRPEF totale e si colloca in una classe fino a 15 mila euro;
  • il 70 per cento dei contribuenti rientra nella classe compresa tra i 15 mila e i 70 mila euro e dichiara il 67 per cento dell’IRPEF;
  • Il 4 per cento dei contribuenti dichiara più di 70 mila euro e versa il 29 per cento dell’IRPEF totale.

Un altro dato a cui prestare attenzione è quello dei contribuenti che non versano IRPEF, salito a 12,8 milioni.

Di questi, 10,4 milioni hanno un’imposta netta pari a zero: sono contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione o la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni.

Una parte è inoltre costituita da contribuenti che hanno visto compensata l’imposta netta dagli importi del bonus Renzi, che dal 1° luglio del 2020 è diventato il bonus IRPEF.

Nel complesso l’IRPEF totale netta dichiarata è di 159,3 miliardi di euro, con un calo del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente.

Al netto degli effetti del bonus IRPEF, l’imposta netta in media è di 5.250 euro ed è dichiarata da circa 30,3 milioni di soggetti, che costituiscono il 74 per cento del totale dei contribuenti.

MEF - Comunicato numero 73 del 13 aprile 2022
Dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) e dichiarazioni IVA per l’anno di imposta 2020.

Dichiarazione dei redditi, calano redditi d’impresa e da lavoro autonomo e dipendente

I dati restituiscono anche la fotografia delle difficoltà economiche collegate con gli effetti delle chiusure per limitare i contagi nella prima fase dell’emergenza coronavirus.

Prendendo in considerazione i redditi medi, vengono registrate flessioni marcate nella maggior parte delle tipologie, fa eccezione il reddito medio da pensione che è aumentato del 2 per cento.

Per il resto sono stati registrati i cali seguenti:

  • i redditi d’impresa hanno mostrato un calo dell’11 per cento;
  • quelli da partecipazione del 10 per cento;
  • i redditi da lavoro autonomo dell’8,6 per cento;
  • quelli da lavoro dipendente dell’1,6 per cento.

Le dichiarazioni dei redditi dell’anno d’imposta 2020 registrano anche gli effetti del meccanismo di quota 100 che ha contributo all’aumento dei pensionati, oltre 58 mila con un aumento dello 0,4 per cento.

La stessa percentuale, con segno meno, si registra per i lavoratori a tempo indeterminato. Il calo dei lavoratori con contratti a tempo determinato è del 3,8 per cento. Nel complesso viene registrata la diminuzione di circa 287 mila lavoratori dipendenti.

Dichiarazione dei redditi, i dati sul bonus IRPEF e sulle detrazioni

Il comunicato del MEF riporta anche i dati relativi al bonus Renzi, che a partire dal 1° luglio 2020 è stato sostituito dal bonus IRPEF.

Nel secondo semestre dell’anno l’importo riconosciuto è arrivato a 100 euro mensili per i soggetti con reddito fino a 28 mila euro. Per i redditi da 28 mila euro e fino a 40 mila euro è stata introdotta una detrazione che si azzera con il raggiungimento dell’estremo superiore della classe di reddito.

Nel complesso sono stati 12,8 milioni i contribuenti con bonus o trattamento integrativo. L’ammontare complessivo è stato di 11,9 miliardi di euro, con un aumento del 19,7 per cento rispetto al 2019.

Un altro aspetto che merita attenzione è quello che riguarda le spese che danno diritto a detrazioni IRPEF.

Rispetto agli anni precedenti è stata introdotta la detrazione al 30 per cento per le donazioni per Covid: complessivamente gli oneri hanno registrato un ammontare complessivo di 61 milioni di euro, versati da oltre 200 mila contribuenti.

Per quanto riguarda le spese che danno diritto allo sconto IRPEF del 19 per cento, invece, viene registrato un calo del 14,8 per cento: nel complesso la somma raggiunge i 27,2 miliardi di euro.

Il calo è motivato dal fatto che, a partire dal 2020, la detrazione spetta solo con pagamenti tracciabili, ad esclusione di alcune spese sanitarie.

Inoltre, per alcune tipologie di spese la detrazione varia a seconda del reddito complessivo:

  • in misura piena per i contribuenti con reddito fino a 120 euro;
  • in misura decrescente fino all’azzeramento per i contribuenti con redditi tra i 120 mila euro e i 240 mila euro.

Per quanto riguarda le detrazioni edilizie, invece:

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