Controlli fiscali sui social tramite l’IA? La netta smentita dell’Agenzia delle Entrate

Rosy D’Elia - Fisco

I social network dei contribuenti non vengono controllati dal Fisco tramite sistemi di intelligenza artificiale: la netta smentita dell'Agenzia delle Entrate. La normativa non lo prevede, ma la questione non è nuova

Controlli fiscali sui social tramite l'IA? La netta smentita dell'Agenzia delle Entrate

I sistemi di intelligenza artificiale agevolano i controlli fiscali e ottimizzano le verifiche sull’immensa mole di dati a disposizione. Ma la lente del Fisco non si posa su foto, video e altri contenuti postati dai contribuenti sui social network.

La smentita dell’Agenzia delle Entrate è netta. E il comunicato stampa di oggi, 27 maggio, arriva per fare chiarezza sulla notizia di verifiche condotte online tramite l’IA e sulla presenza di un algoritmo denominato “Verifica rapporti addestrati” usato per analizzare in maniera automatica i dati di dettaglio dei movimenti bancari, come bonifici, spese, versamenti o “acquisti di beni di lusso” effettuati dai contribuenti.

Si tratta di “ricostruzioni giornalistiche del tutto fantasiose e che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti”.

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L’Agenzia delle Entrate non controlla i social network tramite l’IA

I chiarimenti delle Entrate non lasciano spazio a dubbi. D’altronde il direttore Vincenzo Carbone non perde occasione per ribadire: “Nessun atto scaturirà mai automaticamente perché lo ha deciso un algoritmo”. Lo ha ribadito anche durante il venticinquesimo compleanno dell’Agenzia celebrato lo scorso 25 marzo a Montecitorio.

“Lasciatemi ancora una volta sgomberare il campo da qualsiasi equivoco a proposito dell’uso massivo degli strumenti tecnologici e dell’intelligenza artificiale”.

Sistemi tecnologici sempre più avanzati sono già una realtà nelle attività dell’Amministrazione finanziaria, ma hanno un ruolo di supporto: l’ultima parola spetta ancora e sempre all’intelligenza umana.

È questo il messaggio che si ripete in più occasioni come un leit motiv. Il tema dell’IA è ricorrente. Così come è ricorrente, ma anche infondata, l’ipotesi di controlli sui social network di cittadini e cittadine.

“Nell’ordinamento italiano non è prevista la possibilità di scaricare i dati presenti sui social network (cd. data scraping) e, pertanto, l’Agenzia non ha mai assunto alcuna iniziativa in tal senso”, si legge nella nota indirizzata alla stampa.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate sui social network non previsti, ma l’ipotesi non è infondata

La questione, però, non nasce dal nulla. Lo stesso Viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha parlato più volte della necessità di ampliare lo spettro e la profondità delle verifiche:

“Quello che si deve fare e su cui stiamo lavorando con l’Agenzia delle Entrate e con Sogei è il cosiddetto data scraping: del contribuente non dobbiamo fermarci a ragionare solo sui dati relativi all’attività professionale, ma vedere pure elementi significativi del tenore di vita”.

Diceva il padre della riforma fiscale nel 2024. E anche il direttore Carbone a fine novembre, in occasione del Convegno I sistemi informativi del fisco
per il contrasto all’evasione fiscale
, ha posto uno “spunto di riflessione” sulla possibilità di utilizzare anche i dati che cittadini e cittadine fanno circolare in rete per condurre verifiche più pertinenti sulle dichiarazioni fiscali, come accade in Francia.

“È possibile immaginare una soluzione analoga anche per l’Italia?” Si chiedeva il numero uno delle Entrate, lasciando però valutazioni e decisioni alla politica, proprio perché (almeno per ora) la normativa non prevede la possibilità che il Fisco metta in atto controlli social.

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