Dal contrasto all'evasione fiscale arrivano 29 miliardi di euro, una cifra record favorita anche dall'uso della tecnologia. Ma il direttore delle Entrate precisa: nessun atto deciso dall'algoritmo
La lotta all’evasione diventa sempre più matura, anche grazie all’impiego sempre più massiccio della teconologia nelle analisi e nell’utilizzo dei dati a disposizione, ma il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone mette in chiaro: “Nessun atto scaturirà mai automaticamente perché lo ha deciso un algoritmo”.
Tra atti, cartelle e compliance nel 2025 sono stati recuperati 29 miliardi di euro, una cifra record che registra una crescita del 10,3 per cento rispetto all’anno precedente.
A presentare i risultati raggiunti ieri, 25 marzo a Montecitorio, è proprio Carbone durante le celebrazioni dei 25 anni di attività dell’ente che, però, precisa:
“Lasciatemi ancora una volta sgomberare il campo da qualsiasi equivoco a proposito dell’uso massivo degli strumenti tecnologici e dell’intelligenza artificiale.”
Carbone: nessun atto dell’Agenzia delle Entrate sarà mai deciso da un algoritmo
I dati danno un messaggio chiaro: gli strumenti di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale sono sempre più efficaci. E il numero uno delle Entrate non lo nega: “L’uso delle nuove tecnologie supporto preziosissimo”.
Ma non perde occasione per ribadire che i sistemi tecnologici restano relegati a un ruolo di collaborazione: “È sempre il fattore umano e relazionale che fa la differenza. Presupposto di qualsiasi attività sarà sempre la valutazione fatta da una persona in carne ed ossa con le sue competenze tecniche e anche con il suo buon senso.”.
La precisazione è un leit motiv degli ultimi interventi del direttore delle Entrate che, in occasione del compleanno dell’Agenzia, fa suo il pensiero del filosofo ed esperto di etica digitale Luciano Floridi: “L’unica cosa che l’intelligenza artificiale fa veramente è aiutare quelli che le cose le sanno fare”.
Ed è anche con l’aiuto dell’IA che questa arteria dell’Amministrazione finanziaria ha recuperato 29 miliardi di euro:
- 15,9 miliardi versati direttamente dai contribuenti dopo aver ricevuto un atto dell’Agenzia delle entrate;
- 6,9 miliardi corrisposti a seguito di una cartella;
- 3,3 miliardi frutto delle attività di promozione della compliance.
Come ha spiegato lo stesso Carbone a fine ottobre presso la la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, il supporto tecnologico non viene impiegato solo per potenziare le azioni di recupero, ma anche per ottimizzare i controlli e, di conseguenza, velocizzare i rimborsi che nel 2025 hanno restituito alle famiglie e alle imprese 26,3 miliardi di euro.
Con i sistemi intelligenti, si innesca un circolo virtuoso che, ad esempio, da quest’anno porta le procedure IVA verso nuovi livelli di maturità con verifiche automatizzate e somme che tornano alle imprese in tempi più rapidi.
Se è vero che le decisioni finali del Fisco non spettano mai all’Intelligenza Artificiale, è anche vero che gli algoritmi hanno già guadagnato un ruolo di collaborazione attiva in tutte le stanze dell’Agenzia delle Entrate.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Carbone: nessun atto dell’Agenzia delle Entrate sarà mai deciso da un algoritmo