Sanzioni certificazione unica 2020: tutte le regole

Redazione - Certificazione Unica

Certificazione unica 2020: sanzioni per invio tardivo, con errori o omesso del modello CU. Guida a calcolo e ravvedimento operoso.

Sanzioni certificazione unica 2020: tutte le regole

Sanzioni certificazione unica 2020 in caso di invio tardivo, con errori o omesso: facciamo il punto su importi, calcolo e versamento con ravvedimento operoso.

La scadenza per l’invio del modello CU 2020 è stata spostata al 30 aprile 2020, termine entro il quale rimediare all’invio omesso, tardivo o errato.

La scadenza per l’invio telematico della Certificazione Unica era fissata al 31 marzo 2020: il termine ordinario del 7 marzo (già differito al 9 marzo cadendo di sabato) è stato oggetto di proroga.

Per gli autonomi, o meglio per le certificazioni uniche contenenti redditi non interessati dal 730 precompilato, l’invio telematico può essere effettuato entro il 31 ottobre, termine di invio del modello 770.

Il rinvio della scadenza previsto dal decreto Liquidità ha consentito di evitare l’applicazione delle sanzioni previste in caso di invio tardivo, errato o omesso della certificazione unica 2020, a patto di rispettare il termine del 30 aprile.

Quali sono le sanzioni che si applicano a chi ha saltato l’appuntamento di fine aprile?

L’invio tardivo, omesso o con errori della certificazione unica è punito con una sanzione pari a 100 euro per ciascuna delle certificazioni uniche oggetto di errore o ritardo.

Scendiamo quindi al dunque ed analizziamo le regole sulle sanzioni relative al modello CU 2020.

Certificazione unica ex modello CUD: doppia scadenza anche per il 2020

Prima di analizzare nel dettaglio le sanzioni previste in caso di certificazione unica cu 2020 inviata in ritardo ovvero di errori od omissioni del contribuente, si ricorda che la scadenza delle Cu 2020 è duplice:

  • per la certificazione unica cu 2020 dei dipendenti il termine di scadenza perentorio era il 30 aprile 2020. La scadenza ordinaria del 7 marzo, già prorogata al 31 marzo, è stata nuovamente rinviata dal decreto liquidità;
  • per la certificazione unica cu 2020 autonomi l’Agenzia delle Entrate - ormai per il quarto anno consecutivo - prevede una sorta di termine di tolleranza esteso. Per tale motivo le certificazioni uniche cu 2020 autonomi possono essere inviate entro il termine di scadenza del modello 770/2020 ovvero il prossimo 31 ottobre (salvo proroga ovviamente).

Sanzioni certificazione unica 2020 ex CUD per il datore di lavoro in caso di errori, ritardo od omissioni

Sanzioni certificazione unica Cu 2020: cosa rischia il datore di lavoro/contribuente e quando si applicano tali sanzioni?

Innanzitutto occorre tenere presenti i riferimenti normativi essenziali che sono la Legge di Stabilità 2016, il Decreto Legislativo 158/2015 ed il Decreto Legislativo 151/2015 che hanno riformato il sistema delle sanzioni previste a carico del datore di lavoro in caso di ritardo, omissione ed errori nella redazione ed invio telematico della certificazione unica Cu 2020.

Di seguito un’utile tabella riassuntiva con le sanzioni attualmente previste in caso di ritardo, errori ed omissioni in materia di certificazione unica Cu 2020 (l’ex modello CUD):

Fattispecie Sanzioni previste
Certificazione Unica omessa, tardiva o errata 100 euro per singola certificazione con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 30 aprile 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni nessuna sanzione
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 30 aprile 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni 33,33 euro per singola certificazione con limite massimo di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta

Le sanzioni conseguenti all’omesso invio della certificazione unica 2020, ovvero al suo invio incompleto e/o con dati errati, devono essere versate con modello F24, utilizzando il codice tributo 8906 e compilando la sezione Erario.

Sul termine dei 5 giorni occorre fare due precisazioni:

  • in caso di certificazioni uniche reinviate dopo scarto da parte dell’Agenzia delle Entrate, i cinque giorni decorrono dalla data contenuta nella comunicazione di scarto ricevuta (così come precisato dalle istruzioni ministeriali che rimandano alla circolare numero 195/1999 del Ministero delle Finanze);
  • in caso di certificazioni uniche di cui ci si accorge di aver omesso o inviato dati incompleti, allora i cinque giorni vanno considerati a partire dalla data di scadenza.

Correzione CU entro 60 giorni

Pur considerando la nuova scadenza del 30 aprile per l’invio del modello CU 2020, c’è una regola ulteriore da analizzare: la possibilità di correzione entro il termine di 60 giorni.

Come anticipato nella tabella di cui sopra, l’unica modalità attualmente prevista per poter beneficiare della riduzione delle sanzioni certificazione unica 2020 è effettuare un nuovo invio entro 60 giorni dalla scadenza ordinaria.

In caso di correzione della certificazione unica la sanzione sarà ridotta ad 1/3 e quindi sarà pari a 33,33 euro per ogni CU corretta e nuovamente inviata.

Viene inoltre ridotto anche l’importo massimo di sanzione applicata al sostituto d’imposta, che passa da 50.000 a 20.000 euro.

Cu 2020: riepilogo su ravvedimento e sanzioni

Ricapitolando: per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro e sostituto d’imposta per il periodo d’imposta 2019.

Qualora, invece, venga trasmessa una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni non si incorre in nessuna sanzione.

Nel caso in cui, infine, si trasmetta una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni si incorrerà nelle sanzioni ridotte di 1/3 e quindi pari ad euro 33,33.

In quest’ultimo caso cambiano anche i limiti massimi di applicazione delle sanzioni, che scendono a 20.000 euro per periodo d’imposta e sostituto.

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