Certificazione unica 2021, correzione senza sanzioni entro 5 giorni

Redazione - Certificazione Unica

Certificazione unica 2021, correzione in caso di errori senza sanzioni se il nuovo invio è effettuato entro il termine di 5 giorni. Facciamo il punto delle istruzioni rese note dall'Agenzia delle Entrate.

Certificazione unica 2021, correzione senza sanzioni entro 5 giorni

Certificazione unica 2021, correzione in caso di errori senza l’applicazione di sanzioni, nel caso in cui il nuovo invio venga effettuato entro 5 giorni.

Le istruzioni relative all’invio telematico della certificazione unica, il modello CU, sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con il quale sono state approvate modulistica ed istruzioni per il 2021.

Sono tre le tipologie di invio della certificazione unica 2021: ordinario, sostitutivo o di annullamento. La scadenza da rispettare è quella del 16 marzo, termine unico sia per la trasmissione telematica che per la consegna al lavoratore.

Nel caso di errori, l’invio del modello CU 2021 correttivo può essere effettuato entro il termine dei 5 giorni successivi alla scadenza ordinaria.

Certificazione unica 2021, correzione senza sanzioni entro 5 giorni

Nel caso di errori nella Certificazione Unica trasmessa entro la scadenza ordinaria del 16 marzo 2021 (ovvero del prossimo 31 ottobre nel caso di redditi esenti o non dichiarabili con la dichiarazione dei redditi precompilata) è possibile effettuare un nuovo invio correttivo e sostitutivo entro il 21 marzo 2021.

Si tratta, come anticipato, di una possibilità che non è riportata nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, ma che al contrario è chiaramente prevista nelle indicazioni fornite con il provvedimento del 15 gennaio 2021.

È possibile effettuare un nuovo invio telematico senza sanzioni entro 5 giorni dalla scadenza nei seguenti casi:

  • nei casi di errata trasmissione della certificazione: la sanzione di cui all’articolo 2 del D.Lgs. n. 175 del 2014 non si applica se la sostituzione o l’annullamento della certificazione è effettuato entro i cinque giorni successivi alla scadenza ordinaria;
  • nel caso di scarto dell’intero file contenente le comunicazioni, inviato entro il termine ordinario, la medesima sanzione non si applica se il soggetto obbligato effettua un nuovo invio ordinario entro i cinque giorni successivi allo stesso termine;
  • nel caso di scarto delle singole certificazioni uniche, inviate entro il termine ordinario, la medesima sanzione non si applica se il soggetto obbligato effettua un ulteriore invio ordinario, contenente le sole certificazioni rettificate, entro i cinque giorni successivi allo stesso termine. Non devono, invece, essere ritrasmesse le certificazioni già accolte.

La possibilità di inviare le certificazioni uniche entro 5 giorni dalla scadenza senza l’applicazione di sanzioni si applica esclusivamente nel caso in cui, entro il termine ordinario, sia stato già trasmesso il flusso telematico all’Agenzia delle Entrate.

Certificazione unica 2021: le sanzioni per chi non rispetta la scadenza

Nel caso di ritardo, errori ed omissioni nella compilazione e nell’invio telematico della Certificazione unica 2021 (e in caso di mancata correzione entro 5 giorni dalla scadenza ordinaria) il datore di lavoro sarà soggetto alle sanzioni così determinate:

Fattispecie Sanzioni previste
Certificazione Unica omessa, tardiva o errata 100 euro per singola certificazione con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 16 marzo, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni nessuna sanzione
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 16 marzo, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni 33,33 euro per singola certificazione con limite massimo di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta

Come evidenziato nell’ultimo caso, ovvero quando si corregge o invia la CU 2021 entro 60 giorni dalla scadenza del 16 marzo, sarà possibile beneficiare del “ravvedimento” sulle sanzioni.

L’importo della sanzione con ravvedimento viene ridotto ad 1/3 e quindi a 33,33 euro e il limite massimo di applicazione della sanzione scende a 20.000 euro.

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