Fact checking: il bonus casalinghe da 500 euro esiste davvero?

Tommaso Gavi - Lavoro

Fact checking, il bonus casalinghe da 500 euro esiste davvero o è una delle solite forzature? Ecco l'analisi delle misure attualmente in vigore in favore di chi svolge attività domestiche.

Fact checking: il bonus casalinghe da 500 euro esiste davvero?

Fact checking: il bonus casalinghe da 500 euro esiste?

Negli ultimi giorni sono circolate notizie online su un bonus di 500 euro al mese per le casalinghe. La misura sarebbe finanziata dall’INPS e avrebbe come destinatari sia uomini sia donne.

In altri casi viene spiegato che il bonus spetterebbe esclusivamente alle donne disoccupate.

Confusione c’è anche sull’importo riconosciuto: 500 o 468 euro al mese?

Ovviamente l’incertezza non manca anche nell’iter per presentare la domanda, la cui gestione viene nella maggior parte dei casi attribuita all’INPS.

Facciamo un po’ di chiarezza. Per prima cosa non esiste alcun bonus casalinghe, inteso come la possibilità di ricevere un importo per chi si occupa di lavori domestici. Tuttavia i soggetti possono aver diritto, nel rispetto di determinati requisiti previsti dalle specifiche disposizioni, ad agevolazioni di vario tipo e con diverse finalità.

Il punto sulle misure a favore di casalinghe, in base alle condizioni in cui si trovano i soggetti.

Fact checking: il bonus casalinghe da 500 euro esiste?

Posto che un vero e proprio “bonus casalinghe” non esiste, i soggetti in questione possono però beneficiare di diverse misure e agevolazioni, nel rispetto dei requisiti di ciascuna di esse.

Partiamo dal bonus 200 euro del decreto Aiuti. Innanzitutto bisogna sottolineare che il testo del decreto, dopo la conferenza stampa del 5 maggio, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Di conseguenza i requisiti di coloro che avranno diritto alla somma necessitano della conferma nel testo definitivo.

Stando alla bozza precedente all’approvazione, avrebbero diritto all’importo i lavoratori dipendenti e i pensionati entro il limite di 35 mila euro annuali. Tale limite potrebbe essere rivisto a ribasso, dal momento che si sono susseguite le modifiche.

In ogni caso, con buone probabilità, il bonus 200 euro spetterà anche a colf, disoccupati e beneficiari del reddito di cittadinanza. Ci rientrerebbero quindi anche le casalinghe ma bisognerà attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale per sapere, nello specifico, quali sono i requisiti richiesti per ricevere le somme.

Oltre al bonus 200 euro, nel rispetto di determinate condizioni, le casalinghe potrebbero aver diritto alla cosiddetta pensione sociale. Ovviamente, le somme erogate dall’INPS spettano se vengono rispettati i requisiti richiesti, non per lo status di casalinga.

C’è poi l’assegno unico, che ha ricompreso buona parte delle misure di sostegno alla genitorialità. Anche in questo caso le somme spetteranno alla casalinga in quanto mamma.

Inoltre, occorre richiamare la cosiddetta “assicurazione casalinghe”, la polizza assicurativa INAIL per chi si prende cura in modo esclusivo, abituale, gratuito e senza vincoli di subordinazione, dell’ambito domestico e della famiglia.

Infine, merita un cenno il bonus formazione casalinghe, l’agevolazione sulla formazione professionale.

Fact checking: le misure di sostegno INPS

Abbiamo già specificato che non esiste un vero e proprio bonus casalinghe, tuttavia i soggetti in questione potranno ricevere le somme erogate a vario titolo dall’INPS sulla base di diverse finalità e nel rispetto di determinati requisiti.

Il cosiddetto assegno sociale, con finalità previdenziale, può essere richiesto da tutti i cittadini coniugati e non coniugati che hanno compiuto i 67 anni di età.

Per avere diritto alle somme si deve inoltre rispettare i limiti di reddito annualmente previsti dalla legge.

L’assegno sociale 2022 ha dunque un importo di 468,10 euro e spetta per 13 mensilità.

I soggetti coniugati potranno richiedere la somma:

  • in misura piena se il reddito familiare è inferiore all’ammontare annuo del beneficio, ovvero a 6.085,30 euro nel 2022;
  • in misura ridotta se il reddito familiare è compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il suo doppio, ossia tra 6.085,30 euro e 2.170,60 euro nel 2022.

Un’altra misura, con finalità di sostegno alla genitorialità, è l’assegno unico. La somma erogata dall’INPS racchiude la maggior parte delle misure di sostegno alla famiglia e spetta, ovviamente, in presenza dei figli.

L’assegno unico è partito ufficialmente dal 1° marzo 2022 e prevede il riconoscimento di somme variabili che dipendono dal numero di figli e dal valore ISEE: per i figli fino a 18 anni andrà da 50 euro a 175 euro, con maggiorazioni in presenza, ad esempio, di tre figli o per i nuclei familiari in cui ambedue i genitori lavorano.

Per i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni l’importo riconosciuto sarà di 85 euro, a condizione che il figlio si impegni in percorsi di studio, lavoro o formazione.

Il limite ISEE previsto per poter beneficiare dell’assegno unico in misura piena è di 15.000 euro.

Fact checking: l’assicurazione casalinghe 2022

Abbiamo già passato in rassegna le misure di sostegno economico per i figli e con fini previdenziali, che spettano alle casalinghe nel rispetto dei requisiti indicati e non per lo status di casalinga, che sarebbe difficile da attestare e comunque non rientra tra le condizioni per ricevere agevolazioni.

I soggetti in questione rientrano nelle tutele legate ai casi di infortuni domestici, grazie alla cosiddetta “assicurazione casalinghe”, ovvero la polizza assicurativa INAIL per chi si prende cura in modo esclusivo, abituale, gratuito e senza vincoli di subordinazione, dell’ambito domestico e della famiglia.

Questa è forse l’unica misura destinata alle casalinghe, o per meglio dire a tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 67 anni che svolgono attività domestica nella definizione già chiarita.

Per fare un esempio, nella la tutela infortunistica è prevista anche gli studenti che si occupano dell’ambiente in cui abitano.

Si tratta di un vero e proprio obbligo ad assicurarsi per tutti i soggetti che rispondono ai requisiti indicati di seguito:

  • hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni compiuti;
  • svolgono il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa;
  • non sono legati da vincoli di subordinazione;
  • prestano lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.

In questo caso i soggetti dovranno pagare 24 euro per avere diritto ad una polizza che riconosce un assegno una tantum per inabilità permanente, una rendita mensile per invalidità permanente un assegno per assistenza personale continuativa in caso di gravi menomazioni e una rendita una tantum ai familiari in caso di morte.

Il costo della polizza viene interamente preso in carico dallo Stato nei seguenti casi:

Viene previsto l’esonero dal pagamento della polizza:

  • se il soggetto ha un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui;
  • se i soggetti fanno parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro annui.

L’assicurazione casalinghe è l’ultima delle misure in favore a casalinghe, e non solo, nel rispetto dei requisiti previsti da ciascuna agevolazione o prestazione.

Il bonus formazione casalinghe, per acquisire competenze digitali

Un’ultima misura in favore delle casalinghe è il cosiddetto “bonus formazione casalinghe”.

Si tratta di un’agevolazione sulla formazione professionale che non consiste in un contributo economico ma in corsi di formazione per acquisire, tra le altre, competenze digitali.

L’incentivo all’attivazione di corsi in ambito digitale è stato previsto dal DL 104 del 2020, ovvero il decreto Agosto.

La misura non è ancora operativa ma un primo passaggio è stato concretizzato dall’avviso pubblico per il finanziamento dei progetti, pubblicato dal Ministero per le Pari Opportunità nello scorso dicembre 2021.

Avviso pubblico Ministero per le Pari Opportunità
Scarica l’Avviso pubblico per il finanziamento dei progetti volti alla formazione personale delle casalinghe e dei casalinghi.

Tale avviso fissava una scadenza, quella del 31 marzo 2022, per l’iscrizione di enti pubblici o privati e associazioni per presentare le proprie proposte.

Le conoscenze che dovranno acquisire i soggetti che parteciperanno ai corsi sono le seguenti:

  • ricercare informazioni sui motori di ricerca, riconoscere le fake news, archiviare dati su piattaforme cloud;
  • creare contenuti digitali e imparare semplici regole di copyright;
  • imparare ad utilizzare gli strumenti di comunicazione digitale, come le email, le chat e i social network;
  • installare o disinstallare programmi sul pc, verificare la connessione internet e acquisire un approccio risolutivo ai problemi del computer;
  • imparare a proteggere i propri dispositivi, i propri dati e la propria privacy in tutti gli spazi digitali;
  • conoscere i servizi online per il cittadino, a partire dall’utilizzo di SPID, dei pagamenti digitali e delle piattaforme pubbliche quali l’INPS o l’Agenzia delle Entrate;
  • conoscere e gestire strumenti digitali in grado di migliorare l’organizzazione e la gestione del budget domestico.

I corsi saranno disponibili in modalità telematica e potranno essere seguiti in modo frazionato nel tempo. In alcuni casi può anche essere previsto un tutor, a supporto delle attività delle casalinghe.

Si dovrà ancora attendere per la completa operatività dell’agevolazione, nonostante siano passati quasi due anni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che l’ha introdotta.

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