Bonus assunzioni 2019: tutte le agevolazioni per le imprese

Anna Maria D’Andrea - Incentivi alle imprese

Bonus assunzioni 2019: tutte le novità e le agevolazioni per le imprese che assumono. Ecco a quali sgravi hanno diritto i datori di lavoro per la stipula di nuovi contratti a partire dal 1° gennaio.

Bonus assunzioni 2019: tutte le agevolazioni per le imprese

Bonus assunzioni 2019: in alcuni casi le imprese che assumono hanno diritto a specifiche agevolazioni. Ecco di seguito l’elenco completo degli sgravi riconosciuti per le assunzioni dei giovani, ma non solo.

Accanto ai vecchi bonus previsti per chi assume donne o disoccupati di età superiore a 50 anni, a partire dal 2019 nel sistema debuttano anche nuovi incentivi per le assunzioni, primo fra tutti il bonus reddito di cittadinanza.

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto un nuovo bonus per l’assunzione di giovani eccellenze, accanto allo sgravio Ires di nove punti percentuali. Per le imprese tuttavia non è chiaro districarsi tra tutti i bonus ad oggi in vigore, spesso eccessivamente dispersivi e scoordinati tra di loro.

Alla frammentarietà degli sgravi esistenti si lega poi il ritardo dell’INPS nella pubblicazione delle circolari attuative. Il 2019 in particolar modo è stato caratterizzato da tempi lunghi e tiranni: la circolare sul bonus Garanzia Giovani è arrivata dopo tre mesi e mezzo dall’inizio dell’anno e il decreto ANPAL del 19 aprile dedicato al bonus Sud ha portato con sé una pessima notizia per i datori di lavoro: si applica solo alle assunzioni dal 1° maggio, non è retroattivo.

Di seguito il quadro degli incentivi previsti per le imprese che assumono giovani disoccupati e non solo.

Bonus assunzioni 2019: nuove agevolazioni per le imprese

La Legge di Bilancio ha introdotto in favore delle imprese nuovi bonus per le assunzioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2019.

Sono tre le novità:

  1. proroga bonus Sud sgravio contributivo 100% anche per gli over 35 disoccupati da almeno 6 mesi;
  2. abbattimento IRES per nuove assunzioni;
  3. bonus che premia le imprese che assumono laureati con 110 e lode, tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019.

Accanto alle nuove agevolazioni vi sono poi i bonus più conosciuti, come lo sgravio per l’assunzione di giovani NEET che rientrano nel programma Garanzia Giovani, nonché i bonus previsti per chi assume donne, over 50 disoccupati beneficiari di Naspi o cassa integrazione.

Partiamo dall’analisi delle novità previste.

Bonus assunzioni 2019: riduzione IRES di nove punti

Un primo bonus per le assunzioni previsto dalla Legge di Bilancio 2019 è quello di natura fiscale previsto dall’art. 8: si tratta della riduzione IRES di nove punti sugli utili accantonati in riserva.

La riduzione è effettuata sulla base delle assunzioni incrementali effettuate durante il 2019 rispetto all’organico fotografato alla data del 1° ottobre 2018: trattandosi di un abbattimento di un’imposta fiscale si conterà nel 2019 (facendo un calcolo tra il costo del lavoro precedente e il nuovo costo del lavoro) e si potranno fruire nel 2020.

Le assunzioni dovranno riguardare personale impiegato stabilmente nel corso del periodo d’imposta, compresi i soci collaboratori che saranno calcolati come dipendenti. Per le imprese che nasceranno nel 2019 tutte le assunzioni saranno incrementali.

Il legislatore ricorda che l’incentivo spetta nel rispetto della regolarità DURC e delle norme che tutelano salute e sicurezza sul lavoro.

C’è tuttavia qualche passaggio da chiarire: quando parliamo di agevolazioni riconosciute abbiamo sempre un riferimento che è la legge n. 296/2006, che disciplina il trattamento economico conforme a quanto previsto contratti collettivi di settore stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Ora, nel DdL di Bilancio 2019 si fa riferimento solo ai CCNL nazionali. Una scelta o una svista?

Bonus assunzioni 2019: agevolazioni per chi assume laureati con 110 e lode

L’assunzione agevolata dei laureati con 110 e lode è un ulteriore bonus stabilito dalla Legge di Bilancio 2019. Viene riconosciuto un incentivo ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato:

  • lavoratori che si sono laureati - in corso - tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e che non hanno superato i 30 anni;
  • laureati con dottorato di ricerca, di età non superiore a 34 anni.

L’incentivo dura 12 mesi, è pari ad 8.000 euro e si applica sulla quota di contributi a carico dell’impresa (esclusi contributi INAIL).

È senza dubbio un incentivo di nicchia e prevede specifici paletti:

  • divieto licenziamento per giustificato motivo oggettivo sia del neo assunto che di dipendenti assunti con medesima qualifica nei 24 mesi successivi;
  • rispetto dei limiti de minimis;
  • regolarità contributiva;
  • rispetto trattamento economico e normativo dei contratti collettivi;
  • qualora il beneficio sia stato usato solo parzialmente, sempre entro il 31 dicembre 2019 un altro datore di lavoro può assumere lo stesso lavoratore fruendo del beneficio residuo.

L’incentivo è cumulabile con altri incentivi di natura economica e contributiva, mentre non può essere applicato nell’ambito del lavoro domestico.

Bonus assunzioni 2019: proroga incentivo Sud

La Legge di Bilancio 2019 ha disposto la proroga il bonus assunzioni Sud riprendendo le regole previste per lo scorso anno.

Sarà possibile assumere beneficiando dell’agevolazione anche over 35 se privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Le assunzioni che danno diritto all’incentivo devono coinvolgere soggetti disoccupati con le seguenti caratteristiche:

  • età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età;
  • con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.

Lo sgravio contributivo fino ad 8.060 euro annui è riconosciuto in favore delle imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato. Ma il Decreto ANPAL, pubblicato il 19 aprile 2019, ha portato con sé cattive notizie per i datori di lavoro: si applica solo ai rapporti di lavoro a partire dal 1° maggio al 31 dicembre 2019.

Al decreto ANPAL dovrà seguire la circolare INPS con le regole operative per la fruizione del bonus. A scanso di ulteriori novità, la circolare attuativa INPS ripeterà le indicazioni già previste per lo scorso anno.

Bonus assunzioni 2019 per giovani under 35

Non solo Legge di Bilancio. In merito ai bonus per le assunzioni ulteriori novità sono state stabilite dal decreto dignità, che ha prorogato l’incentivo per l’assunzione di giovani under 35.

Il bonus per l’assunzione di giovani, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, e prorogato per il 2019 e per il 2020 consiste in uno sgravio triennale fino a 3.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato di soggetti che non sono mai stati titolari di contratti a tempo indeterminato e di età fino a 35 anni.

Come avere certezza dell’esistenza di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato? È questa una delle maggiori criticità dell’incentivo, anche a causa dell’incomunicabilità della rete dei CPI. L’INPS rilascia un’attestazione (dal 2008 in poi) che non ha valore di assolutezza.

Al netto di ciò, la norma del decreto dignità riprende quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018. Il concetto è sempre lo stesso: l’assunzione deve essere a tempo indeterminato a tutele crescenti (Jobs Act) o trasformazione a tempo indeterminato di rapporti determinati in essere.

La norma è tuttavia leggermente differente rispetto allo scorso anno: non vi è al momento esclusione per assunzioni nell’ambito dei rapporti di lavoro domestico e, tra i dubbi ancora da chiarire, si segnala inoltre che ad oggi non è prevista possibilità di fruizione parziale dell’incentivo per le imprese che assumono lavoratore già in forza con l’incentivo presso il primo rapporto di lavoro.

Nel testo normativo manca una determinata norma di tutela che invece c’era in Legge di Bilancio 2018, ovvero la revoca dell’agevolazione se nei sei mesi successivi all’assunzione il lavoratore viene licenziato o viene licenziato lavoratore con analoga qualifica.

Non c’è neanche il riferimento al divieto dell’assunzione incentivata per datori di lavoro che avevano licenziato nei sei mesi precedenti persone con la stessa qualifica.

Bonus Garanzia Giovani per l’assunzione di NEET

Anche per tutto il 2019 le imprese che assumono giovani di età fino a 29 anni iscritti al programma Garanzia Giovani avranno diritto a un incentivo pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità.

Il datore di lavoro può richiedere il bonus Garanzia Giovani 2019 per i contratti di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, e i contratti di apprendistato professionalizzante, sia parziale che a tempo pieno.

Attesissima, la circolare INPS sul bonus Garanzia Giovani che ha sbloccato gli incentivi per il 2019 e ha stabilito le regole da seguire è arrivata il 17 aprile 2019 e ha confermato che in questo caso, diversamente dal bonus Sud, gli incentivi sono retroattivi.

Bonus per l’assunzione di percettori del reddito di cittadinanza

In chiusura di segnala l’ultima novità introdotta in materia di agevolazioni per le assunzioni: si tratta del bonus fino a 780 euro per le imprese che assumono percettori del reddito di cittadinanza.

Il decreto n. 4/2019 ha previsto un nuovo incentivo esclusivamente per i datori di lavoro che comunicheranno le disponibilità dei posti vacanti attraverso il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIUPL).

Se l’assunzione avviene a tempo pieno e indeterminato il datore di lavoro beneficia di un esonero contributivo, nel limite dell’importo mensile del Reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a cinque mensilità.

La durata dell’esonero sarà pari alla differenza tra 18 mensilità e il periodo già goduto di Reddito di cittadinanza. Contestualmente all’assunzione il datore di lavoro può stipulare, qualora necessario, un patto di formazione, presso il CPI, con il quale garantisce al beneficiario un corso formativo o di riqualificazione professionale.

Anche su questa categoria di incentivi restano ancora dei dubbi, uno su tutti: le imprese che licenziano il lavoratore dopo aver beneficiato del bonus sono costrette a restituirlo, ma cosa accade se il lavoratore si licenzia?

Per ora resta un vuoto legislativo, che probabilmente si potrà colmare solo con l’operatività.

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