Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume. Nella bozza di decreto legge a un passo dal'ufficialità, dettagli sugli incentivi alle imprese e all'autoimprenditorialità.

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume a tempo pieno e indeterminato. La bozza di decreto Decreto-Legge Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, elaborata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in discussione al Consiglio dei Ministri in queste ore, chiarisce il ruolo delle imprese nella partita del reddito di cittadinanza e specifica a quanto ammontano le agevolazioni, quali imprese possono accedere e con quali modalità.

Dopo mesi di accese discussioni, fuori e dentro le aule parlamentari, il sistema che ruota intorno al reddito di cittadinanza è a un passo dall’ufficialità: dalle modalità per farne domanda alle sanzioni per chi aggira le regole, passando per il ruolo di centri per l’impiego, agenzie per il lavoro e aziende.

Il suo debutto è atteso ad aprile 2019. Chi risponde ai requisiti richiesti avrà diritto a un assegno mensile che può arrivare a un importo massimo di 780 euro, per i single, che risulta da un’integrazione al reddito più un contributo per l’affitto.

La durata della prestazione è pari a 18 mesi, rinnovabile di ulteriori 18 mesi dopo la verifica dei requisiti e 30 giorni di stand by.

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

L’obiettivo è che nell’arco di un anno e mezzo lo status di chi ha diritto al reddito di cittadinanza cambi: ai beneficiari verranno presentate 3 offerte lavorative congrue, di cui almeno una dovrà essere accettata. Ed è proprio su questo che si misurerà l’efficacia del sistema: la capacità di inserire o reinserire nel mondo del lavoro chi ne è escluso.

In questo panorama rientrano le aziende che, insieme ai centri per l’impiego e all’agenzie per il lavoro, hanno un ruolo cruciale in questa partita. Chi farà la sua parte, infatti, avrà diritto a degli sgravi contributivi.

Come si legge nella bozza del 4 gennaio, i datori di lavoro che hanno delle posizioni aperte, possono comunicarle al portale dedicato e, in caso di assunzione, usufruire degli incentivi. Il primo requisito per accedervi è che il lavoratore beneficiario del reddito di cittadinanza non sia licenziato senza giusta causa o giustificato motivo nei primi 24 mesi dall’assunzione.

Due sono le possibilità per le imprese:

  • Per le assunzioni di un beneficiario di reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla differenza tra 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già goduto dal beneficiario stesso.
  • Per le assunzioni di un beneficiario di reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, attraverso l’attività svolta da un soggetto privato accreditato di cui all’art. 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015, è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla metà della differenza tra l’importo corrispondente a 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già goduto dal beneficiario stesso. La restante metà dell’ammontare è riconosciuta al soggetto privato accreditato, sotto forma di sgravio contributivo.

In entrambi i casi, il meccanismo delle agevolazioni si basa sulle regole che seguono:

  • l’importo dello sgravio contributivo non potrà essere inferiore a 5 mensilità, 6 per donne o soggetti svantaggiati;
  • l’importo è incrementato di una mensilità, in caso di assunzione di donne e di soggetti svantaggiati, come definiti ai sensi dell’articolo 2 numero 4 del regolamento UE n. 651/2014;
  • l’importo massimo di beneficio mensile è pari a 780 euro;
  • il datore di lavoro, contestualmente all’assunzione del beneficiario di Reddito di Cittadinanza stipula, presso il Centro Per l’Impiego o il soggetto accreditato, ove necessario un patto di formazione, con il quale garantisce al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione professionale.

Esiste poi anche una terza via nell’articolo 8 del decreto e riguarda direttamente i beneficiari del reddito di cittadinanza che decidono di avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del sostegno economico. Ai più intraprendenti spetta un incentivo di sei mensilità riconosciute in un’unica soluzione, sempre nei limiti dei 780 euro mensili.

Reddito di cittadinanza: le imprese escluse dagli incentivi

Oltre al vincolo del licenziamento per i datori di lavoro, nella bozza di decreto vengono menzionate altre regole da rispettare e caratteristiche a cui devono rispondere le imprese per usufruire degli incentivi.

La prima riguarda il numero di dipendenti: le assunzioni devono incrementare il personale a tempo pieno e indeterminato, non è ammesso che ci siano delle sostituzioni. L’unica eccezione è prevista nel caso in cui un beneficiario di reddito di cittadinanza sia assunto al posto di un lavoratore che ha terminato il suo servizio per pensionamento.

Inoltre nel documento si specifica, sono esclusi dalle agevolazioni i datori di lavoro che, nel triennio precedente alla richiesta, siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori anche se non definitivi che riguardano le violazioni di natura previdenziale o la tutela delle condizioni di lavoro che costituiscono cause ostative al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ai sensi dell’articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Sarebbero queste le regole principali a cui attenersi. Ma sulle agevolazioni per le imprese che assumono i beneficiari di reddito di cittadinanza, così come su tutto il resto, si attende ancora la conferma ufficiale.

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