Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Reddito di cittadinanza alle imprese che assumono e anticipo delle mensilità ai disoccupati che vogliono avviare una nuova attività. Ecco le novità in arrivo nel 2019 e le agevolazioni contributive per le nuove assunzioni.

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

Reddito di cittadinanza come bonus alle imprese che assumono: la novità è parte delle misure contenute nel decreto approvato dal Governo il 17 gennaio 2019.

Il Decreto Legge Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni chiarisce il ruolo delle imprese nella partita del reddito di cittadinanza e specifica a quanto ammontano le agevolazioni, quali imprese possono accedere e con quali modalità.

Il tema del reddito di cittadinanza è stato al centro del convegno relativo alle novità della Legge di Bilancio 2019 organizzato dall’Associazione Hdemia delle Professioni. Il Dottor David Trotti ha analizzato punto per punto i dettagli sul nuovo bonus per le assunzioni, partendo proprio dalle novità contenute nel decreto approvato dal Governo.

Dopo mesi di accese discussioni, fuori e dentro le aule parlamentari, il sistema che ruota intorno al reddito di cittadinanza è ormai ufficiale: dalle modalità per farne domanda alle sanzioni per chi aggira le regole, passando per il ruolo di centri per l’impiego, agenzie per il lavoro e aziende.

Reddito di cittadinanza e imprese: sgravi contributivi per chi assume

L’obiettivo è che nell’arco di un anno e mezzo lo status di chi ha diritto al reddito di cittadinanza cambi: ai beneficiari verranno presentate 3 offerte lavorative congrue, di cui almeno una dovrà essere accettata. Ed è proprio su questo che si misurerà l’efficacia del sistema: la capacità di inserire o reinserire nel mondo del lavoro chi ne è escluso.

In questo panorama rientrano le aziende che, insieme ai centri per l’impiego e alle agenzie per il lavoro, hanno un ruolo cruciale in questa partita. Chi farà la sua parte, infatti, avrà diritto a degli sgravi contributivi.

Come si legge nel decreto approvato il 17 gennaio 2019, i datori di lavoro che hanno delle posizioni aperte, possono comunicarle al portale dedicato e, in caso di assunzione, usufruire degli incentivi.

Due sono le possibilità per le imprese:

  • Per le assunzioni di un beneficiario di reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla differenza tra 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già goduto dal beneficiario stesso.
  • Per le assunzioni di un beneficiario di reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, attraverso l’attività svolta da enti di formazione accreditati, è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla metà della differenza tra l’importo corrispondente a 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già goduto dal beneficiario stesso. La restante metà dell’ammontare è riconosciuta all’ente accreditato, che ha garantito al lavoratore assunto un percorso formativo o di riqualificazione professionale, sotto forma di sgravio contributivo.

In entrambi i casi, il meccanismo delle agevolazioni si basa sulle regole che seguono:

  • l’importo dello sgravio contributivo non potrà essere inferiore a 5 mensilità, 6 per donne o soggetti svantaggiati;
  • l’importo è incrementato di una mensilità, in caso di assunzione di donne e di soggetti svantaggiati, come definiti ai sensi dell’articolo 2 numero 4 del regolamento UE n. 651/2014;
  • l’importo massimo di beneficio mensile è pari a 780 euro;
  • il datore di lavoro, contestualmente all’assunzione del beneficiario di Reddito di Cittadinanza stipula, presso il Centro Per l’Impiego o il soggetto accreditato, ove necessario un patto di formazione, con il quale garantisce al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione professionale.

Esiste poi anche una terza via nell’articolo 8 del decreto e riguarda direttamente i beneficiari del reddito di cittadinanza che decidono di avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del sostegno economico. Ai più intraprendenti spetta un incentivo di sei mensilità riconosciute in un’unica soluzione, sempre nei limiti dei 780 euro mensili.

Reddito di cittadinanza: le imprese escluse dagli incentivi

Oltre al vincolo del licenziamento per i datori di lavoro, nella bozza di decreto vengono menzionate altre regole da rispettare e caratteristiche a cui devono rispondere le imprese per usufruire degli incentivi.

La prima riguarda il numero di dipendenti: le assunzioni devono incrementare il personale a tempo pieno e indeterminato, non è ammesso che ci siano delle sostituzioni. L’unica eccezione è prevista nel caso in cui un beneficiario di reddito di cittadinanza sia assunto al posto di un lavoratore che ha terminato il suo servizio per pensionamento.

Inoltre nel documento si specifica, sono esclusi dalle agevolazioni i datori di lavoro che, nel triennio precedente alla richiesta, siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori anche se non definitivi che riguardano le violazioni di natura previdenziale o la tutela delle condizioni di lavoro che costituiscono cause ostative al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ai sensi dell’articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Sarebbero queste le regole principali a cui attenersi. Ma sulle agevolazioni per le imprese che assumono i beneficiari di reddito di cittadinanza, così come su tutto il resto, si attende ancora la conferma ufficiale.

Il testo del decreto così come approvato dal Governo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non sarebbe il primo caso in cui la versione definitiva subisce notevoli cambiamenti rispetto a quelle circolare sulla stampa specializzata.

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