Bancomat obbligatorio 2020, dalle sanzioni ai bonus: le novità per commercianti e consumatori

Bancomat obbligatorio 2020, verso l'introduzione di sanzioni e bonus fiscali vincolati ai pagamenti con POS: queste le novità in arrivo, con conseguenze sia per commercianti e professionisti che per i consumatori.

Bancomat obbligatorio 2020, dalle sanzioni ai bonus: le novità per commercianti e consumatori

Bancomat obbligatorio dal 2020, con un mix di sanzioni e bonus che mirano a disincentivare l’uso dei contanti e favorire pagamenti tracciabili.

Il piano del Governo è chiaro: si punta su due leve aventi il comune obiettivo di contrastare l’evasione fiscale.

La prima è volta a completare una normativa già esistente, quella sull’obbligo di POS per professionisti, artigiani e commercianti, rimasta di fatto inattuata proprio per la mancanza di una disciplina sanzionatoria.

La seconda punta, invece, a stuzzicare l’interesse dei contribuenti, con due bonus per chi paga con bancomat e l’obbligatorietà di utilizzare mezzi tracciabili di pagamento per le spese detraibili.

A definire i dettagli sarà la Legge di Bilancio 2020, seguendo le linee guida dettate dalla NaDEF, con un ricco panorama di novità sia per i consumatori che per commercianti e professionisti.

Bancomat obbligatorio 2020, in arrivo le sanzioni per professionisti e commercianti senza POS

Il primo aspetto che il Governo dovrà definire in sede di predisposizione della Legge di Bilancio 2020 riguarda le sanzioni previste per professionisti e commercianti senza POS.

In Italia, si ricorda, il bancomat è obbligatorio a partire dal 2014, per effetto della normativa introdotta dall’articolo 15 del decreto legge del 18/10/2012 n. 179. Un obbligo nato “monco”, in quanto la disposizione di cui sopra rimanda ad un successivo decreto ministeriale per l’adozione di un’apposita disciplina sanzionatoria.

Si è provato più volta a completare il quadro del nuovo obbligo, ma le remore e le criticità sono state molte.

Ad ultimo, con uno schema di regolamento del 2018, il MISE ed il MEF avevano provato a disciplinare il profilo sanzionatorio rimandando a quanto previsto dall’art. 693 del Codice Penale, che prevede l’applicazione di una sanzione pari a 30 euro nel caso di rifiuto di pagamenti con moneta in corso di validità.

Una mossa bocciata dal Consiglio di Stato, in quanto incompatibile con quanto previsto dall’articolo 23 della Costituzione, il quale stabilisce che:

“nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.

Ribadita quindi la necessità che sia una legge a definire il profilo sanzionatorio, potrebbe essere la Legge di Bilancio 2020 a fare l’ultimo passo necessario per rendere il bancomat davvero obbligatorio per commercianti e professionisti.

Ad oggi, tuttavia, non sono emersi dettagli ulteriori su tale aspetto. Al contrario, sono diverse le novità e le indiscrezioni sull’altra misura attesa, quella relativa ai bonus e alle agevolazioni fiscali per chi paga con bancomat in alternativa all’uso del contante.

Bancomat obbligatorio 2020, il gioco del “conflitto di interessi”: bonus per i consumatori

Se l’obbligo, anche unito alla sanzione, potrebbe non bastare a convincere professionisti e commercianti a dotarsi di POS, sarà al consumatore che verrà affidato il ruolo decisivo.

Il piano del Governo gioca sul conflitto di interessi tra le due parti della vendita o della prestazione, introducendo un duplice bonus per chi paga con bancomat al posto del contante.

Tra le ipotesi allo studio, in vista della predisposizione della Legge di Bilancio 2020, c’è quello che è già passato alla cronaca come il bonus Befana, un rimborso Irpef riconosciuto ad inizio anno per alcune spese che ad oggi non sono detraibili.

Si parla, ad esempio, di consentire ai contribuenti di richiedere a rimborso il 19% delle spese sostenute per servizi in ambito domestico, come l’idraulico. L’incentivo sarà introdotto per quei settori in cui il livello di evasione fiscale è da sempre elevatissimo, importando un metodo già introdotto in altri Paesi, come il Portogallo, con risultati importanti in termini di maggior gettito IVA.

Non solo. Accanto al nuovo bonus, è allo studio del Governo il meccanismo di cash-back sulle transazioni elettroniche. Chi paga con bancomat o altri mezzi tracciabili, potrebbe vedersi restituire alla fine del mese o del trimestre una somma che va dal 2% al 4% della spesa sostenuta.

La ciliegina sulla torta sarà poi la lotteria degli scontrini, novità direttamente collegata all’obbligo dei corrispettivi telematici che, dal 1° gennaio 2020, coinvolgerà tutti i soggetti che emettono scontrini o ricevute per la certificazione delle proprie vendite o prestazioni.

Detrazioni fiscali solo con bancomat e riduzione costi POS

Il nuovo strumento agevolativo ed il potenziamento della normativa sull’obbligo di POS dovrà fare i conti con quello che è il problema principale alla base delle remore da parte di commercianti e professionisti: i costi di commissione sulle transazioni con bancomat.

Lo sa bene anche il Governo, che mira a ridurre (se non abolire) l’importo dovuto sui micro-pagamenti. Le soglie sono ancora ipotetiche, ma si parla di importi fino a 5 o 25 euro.

Se il cammino è tutto in salita e richiederà il superamento di più fasi, è più immediata l’attuazione di un’altra delle misure date ormai per certe: a partire dal 2020 si potrà fruire delle detrazioni fiscali soltanto per le spese pagate mediante carte, bancomat o bonifici.

Così come previsto per le spese di ristrutturazione edilizia, i bonus fiscali già previsti a normativa vigente saranno fruibili soltanto se il pagamento della spesa sarà tracciabile, con una nuova spinta anche alla dichiarazione precompilata.

Un progetto ampio e articolato, che potrebbe portare, dal 2020 e negli anni a seguire, allo sviluppo di un’economia senza contanti.

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