Aumento IVA dal 2020, abolizione IRI e ACE: novità nel testo della nota al DEF 2019

Aumento IVA dal 2020, abolizione IRI e ACE per le imprese con l'avvio della flat tax: novità nel testo della nota di aggiornamento del DEF 2019 pubblicata il 4 ottobre 2018.

Aumento IVA dal 2020, abolizione IRI e ACE: novità nel testo della nota al DEF 2019

Aumento IVA dal 2020: la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sarà soltanto parziale dopo il 2019. Per evitare l’incremento dell’imposta sui consumi sarà necessario reperire ulteriori risorse dal taglio alla spesa e potenziamento della lotta all’evasione fiscale.

Dopo giorni di attesa è stato finalmente pubblicato il testo della nota al DEF 2019, trasmesso al Parlamento il 4 ottobre e messo a disposizione online sul portale del MEF.

Non mancano le novità: accanto alla conferma dell’avvio del reddito di cittadinanza, della riforma delle pensioni e della flat tax per le imprese con la Legge di Bilancio 2019, nel testo del DEF è prevista l’abolizione dell’IRI e dell’ACE, due agevolazioni per le imprese le cui risorse saranno dirottate verso il progetto di estensione del regime forfettario al 15% per le partite IVA.

Accanto all’aumento dell’IVA dal 2020 viene confermato il taglio alle agevolazioni fiscali, seppure il testo della nota al DEF non fornisca in merito ulteriori dettagli.

Aumento IVA dal 2020: cosa prevede il testo della nota al DEF 2019

La promessa del Governo di evitare il tanto temuto aumento dell’IVA sarà circostanziata al 2019. Nel testo della nota di aggiornamento al DEF pubblicata il 4 ottobre 2018 è chiaramente stabilito che le clausole di salvaguardia ereditate dal passato saranno sterilizzate totalmente soltanto nel 2019.

Nel biennio successivo l’aumento dell’IVA sarà evitato soltanto in parte e sarà il Programma di Stabilità 2019 a dover disegnare un piano di interventi volto a sostituire le residue clausole IVA che scatteranno nel 2020 e nel 2021 con “interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell’attività di riscossione delle imposte”.

Allo stato attuale, tuttavia, il piano previsto dal Governo è quello di sterilizzare le clausole di salvaguardia IVA completamente nel 2019 e parzialmente nel 2020 e nel 2021.

Si ricorda che le clausole di salvaguardia prevedono il passaggio dell’aliquota IVA ordinaria al 25% entro il 2021 e di quella ridotta dal 10% al 13% entro il 2020. Non è chiaro attualmente in che misura gli incrementi delle due aliquote dell’imposta sui consumi saranno “parzialmente sterilizzate”.

Abolizione IRI e ACE dal 2019: al via la flat tax per le imprese

Non c’è solo l’IVA tra le novità contenute nel testo della nota al DEF 2019. Sul fronte delle entrate, come conseguenza dell’avvio della flat tax per le piccole imprese e della riduzione dell’Ires sugli utili reinvestiti, sarà abolita l’IRI, l’imposta sul reddito imprenditoriale, che doveva entrare in vigore nel 2019 con aliquota al 24%.

La breve storia dell’IRI è stata abbastanza travagliata: introdotta con la Legge di Bilancio 2017 al fine di agevolare la capitalizzazione delle imprese era stata successivamente rinviata dalla Legge di Bilancio 2018 per mere ragioni di cassa, con evidenti danni alle imprese che avevano sostenuto i costi di consulenza per l’adesione al regime di tassazione agevolata sugli utili lasciati in azienda e non prelevati dal professionista.

L’IRI, secondo quanto riportato nel DEF, è ora superata dalla flat tax per le piccole imprese e lavoratori autonomi.

Ad essere oggetto di abolizione sarà anche l’ACE, l’Aiuto alla Crescita Economica.

Sul fronte delle novità fiscali, inoltre, ulteriori aumenti di gettito necessari per trovare copertura alle misure che verranno inserite in Legge di Bilancio 2019 arriveranno da modifiche a regimi agevolativi, detrazioni fiscali e percentuali di acconto d’imposta.

Ai tagli si aggiungono le novità in arrivo per il contrasto all’evasione fiscale: accanto all’avvio della fatturazione elettronica ormai confermata a partire dal 1° gennaio 2019 sarà introdotta la trasmissione elettronica dei corrispettivi.

Ulteriori risorse potranno anche provenire da misure di risoluzione del contenzioso fiscale, parte del più complesso disegno di pace fiscale fortemente voluto dalla Lega.