Proroga bonus facciate: c’è spazio nella Legge di Bilancio 2022, ma la detrazione scende al 60 per cento

Rosy D’Elia - Imposte

Proroga bonus facciate: c'è spazio nella Legge di Bilancio 2022, ma solo per una detrazione del 60 per cento delle spese effettuate per gli interventi di recupero o restauro della parte esterna degli edifici. A confermarlo il comunicato stampa diffuso dal Governo il 28 ottobre al termine del Consiglio dei Ministri che ha dato il via ai lavori sulla prossima Manovra.

Proroga bonus facciate: c'è spazio nella Legge di Bilancio 2022, ma la detrazione scende al 60 per cento

Arriva la proroga del bonus facciate: l’agevolazione è salva, ma diventa meno vantaggiosa. Nella Legge di Bilancio 2022 c’è spazio solo per una detrazione al 60 per cento delle spese effettuate per il recupero o il restauro della parte esterna degli edifici.

La conferma del beneficio introdotto dalla Manovra di due anni fa e in scadenza il 2021 arriva a sorpresa: secondo le indiscrezioni circolate dopo l’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio, che contiene in forma embrionale lo schema delle misure in arrivo, il bonus facciate si avviava definitivamente al tramonto.

Ma il Governo, per ora, ha deciso di dare un’altra chance all’agevolazione.

Proroga bonus facciate: c’è spazio nella Legge di Bilancio 2022, ma la detrazione scende al 60 per cento

La detrazione sulle spese per il recupero delle facciate esterne degli edifici diventa meno appetibile, ma non scompare.

“Gli incentivi per le facciate sono confermati anche nel 2023 con una percentuale agevolata pari al 60 per cento.

Così si legge nel testo del comunicato stampa diffuso dal Governo al termine del Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021 che segna l’avvio ufficiale dei lavori sulla Legge di Bilancio 2022.

La definizione delle misure in arrivo è solo all’inizio. La proroga del bonus facciate, come di tante altre agevolazioni, infatti trova spazio nel Disegno di Legge messo a punto dal Governo ma potrebbe subire ulteriori modifiche nel corso dell’iter che porterà all’approvazione definitiva della Manovra.

Per ora le novità sono due:

  • scende dal 90 al 60 per cento il valore della detrazione che si applica alle spese sostenute per i lavori effettuati sulle facciate degli edifici;
  • viene confermato l’utilizzo anche dopo la scadenza del 31 dicembre 2021.

Ed è su questo secondo punto che già sorge un primo dubbio da chiarire: la bozza del testo del Disegno di Legge di Bilancio in circolazione parla di una proroga solo per il 2022, mentre il Governo nel comunicato stampa parla della possibilità di utilizzare il bonus facciate anche nel 2023.

Proroga bonus facciate: con le novità della Legge di Bilancio detrazione dal 90 al 60 per cento

In ogni caso, al momento, non cambia l’impostazione generale dell’agevolazione: si riduce solo la portata del beneficio e il periodo in cui è possibile beneficiarne.

Con la proroga contenuta nella Legge di Bilancio 2022, quindi, il bonus facciate resta accessibile per i contribuenti, residenti e non residenti, che eseguono interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, anche strumentali. Sono inclusi i lavori di sola pulitura o tinteggiatura esterna e quelli effettuati su balconi, ornamenti, fregi.

A regolare l’accesso al beneficio è la Legge n. 160 del 2019 all’articolo 1, commi da 219 a 223.

Con le modifiche in arrivo, avranno diritto alla detrazione del 60 per cento, i seguenti soggetti che possiedono a qualsiasi titolo l’edificio su cui vengono effettuati i lavori:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • società semplici;
  • associazioni tra professionisti;
  • contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

Secondo le regole attuali, la detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi ed è possibile optare anche per due modalità di fruizione alternative:

  • lo sconto in fattura;
  • la cessione del credito in favore di:
    • fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi;
    • altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti);
    • istituti di credito e intermediari finanziari.

Anche su queste strade alternative, però, la data del 31 dicembre segna uno spartiacque, non solo per il bonus facciate, ma per tutte le agevolazioni fiscali sulla casa la possibilità di utilizzare il beneficio con queste due modalità diverse dalla detrazione sta per concludersi.

Dal 2022 restano, per ora, valide fino al 2025 solo per il Superbonus. Ma fino all’approvazione definitiva della Legge di Bilancio su tutti i fronti potranno arrivare nuove sorprese, nel bene e nel male.

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