Dalla Manovra 2026 una serie di novità sulle buste paga: attese le istruzioni delle Entrate sull'applicazione della flat tax per gli aumenti di stipendio legati a rinnovi contrattuali
Le buste paga di gennaio 2026 dovranno accogliere tutte le novità previste dalla Manovra per alleggerire il peso del Fisco sugli stipendi. Ma le nuove flat tax sono selettive e, oltre la certezza dei limiti reddituali da rispettare, dall’Agenzia delle Entrate si attendono chiarimenti per poterle applicare correttamente.
Lo ha sottolineato anche la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nella circolare n. 1 del 2026, in cui passa a rassegna le misure e propone una lettura restrittiva della detassazione degli aumenti di stipendio che derivano da rinnovi contrattuali.
Novità in busta paga: a quali aumenti di stipendio si applica la flat tax?
La traduzione dalla teoria alla pratica si preannuncia particolarmente delicata per quanto riguarda la flat tax sugli aumenti di stipendio riservata ai dipendenti che non superano la soglia dei 33.000 euro.
La novità, che consiste nella possibilità di applicare una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali del 5 per cento, non riguarda la crescita della busta paga del singolo lavoratore o della singola lavoratrice, ma gli importi aggiuntivi previsti dai rinnovi contrattuali dal 2024 al 2026.
Resta da chiarire con certezza, però, a quali contratti collettivi la Legge di Bilancio fa riferimento. A porre il dubbio lo stesso Ufficio Studi di Camera e Senato che, nel dossier illustrativo delle novità della Manovra 2026, ha sottolineato:
“non si fa distinzione tra contratti nazionali e contratti territoriali o aziendali; si valuti l’opportunità di una definizione esplicita di tale profilo”.
La norma arrivata in Gazzetta Ufficiale non chiarisce nel dettaglio questo aspetto e per i Consulenti del Lavoro il raggio di azione della flat tax si ferma agli aumenti di stipendio previsti dai contratti collettivi nazionali, sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
Regole ordinarie per gli incrementi che arrivano nelle buste paga del 2026 per effetto del rinnovo di contratti territoriali e aziendali.
In linea generale, per la Fondazione Studi il canale di accesso alla flat tax è stretto:
“Stante poi il tenore letterale del dettato normativo (“…incrementi retributivi corrisposti…nell’anno 2026”), non si ritiene possano rientrare nell’applicazione dell’imposta sostitutiva gli incrementi disposti dai contratti collettivi già corrisposti nel biennio precedente, e che continuano ad essere corrisposti anche nel 2026 in virtù di previsioni contrattuali collettive che scaglionano gli aumenti in più anni”.
Flat tax sugli aumenti di stipendio e non solo: attese le istruzioni delle Entrate per le buste paga 2026
Ma l’ultima parola, sottolinea la circolare, spetta all’Agenzia delle Entrate che dovrà fornire le indicazioni operative, necessarie in vista dell’elaborazione delle buste paga con le novità introdotte dalla Manovra 2026.
Da quest’anno debutta anche la nuova IRPEF con la riduzione della seconda aliquota e il taglio delle detrazioni per chi supera la soglia dei 200.000 euro. E nel calcolo degli stipendi del 2026, oltre alla flat tax sugli aumenti, bisognerà considerare anche la detassazione potenziata per premi di produttività e distribuzione degli utili e l’imposta sostitutiva al 15 per cento su straordinari e notturni.
Tutte novità legate anche al rispetto di precise soglie reddituali che il datore di lavoro dovrà avere cura di controllare prima di applicare le detassazioni o, quando non è possibile verificarlo, chiedere al lavoratore o alla lavoratrice di certificarlo.
| Importi interessati | Tipologia di Flat tax ed eventuali limiti di applicazione | Limite di reddito di lavoro dipendente |
|---|---|---|
| Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali | 5 per cento | 33.000 euro |
| Premi di produttività e partecipazione agli utili | 1 per cento fino a 5.000 euro | 80.000 euro |
| Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo | 15 per cento fino a 1.500 euro | 40.000 euro |
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Novità in busta paga: la flat tax non vale per tutti gli aumenti di stipendio