Agevolazioni e detrazioni fiscali a rischio, ecco quelle che potrebbero sparire dal 2020

Agevolazioni e detrazioni fiscali a rischio, quali sono quelle che potrebbero rientrare nei tagli alle tax expenditures in Legge di Bilancio 2020? Dagli incentivi per i lavori in casa, fino a quelli per le imprese e alla cedolare secca del 10%, il rischio abolizioni resta alto.

Agevolazioni e detrazioni fiscali a rischio, ecco quelle che potrebbero sparire dal 2020

Agevolazioni e detrazioni fiscali con il rischio concreto di tagli, abolizioni e mancate proroghe nel 2020.

La revisione delle tax expenditures è ad oggi una delle strade percorribili per cercare di evitare l’aumento dell’IVA, con una riforma fiscale dai toni incerti e che potrebbe portare ad un paradossale aumento delle imposte o avere pochi effetti sul fronte della riduzione del peso del Fisco sulle tasche dei contribuenti.

L’impegno più impellente del Governo che si assumerà il compito di traghettare l’Italia verso l’importante impegno della predisposizione ed approvazione della Legge di Bilancio 2020 resta quello di evitare l’aumento dell’IVA. Si stanno facendo strada più ipotesi, da una proroga di qualche mese delle clausole di salvaguardia fino alla possibilità di aumenti selettivi.

In tutti i casi bisognerà reperire le risorse necessarie ed il taglio di agevolazioni e detrazioni fiscali pare essere ad oggi una delle ipotesi più concrete. Arriveranno a naturale scadenza il 31 dicembre 2019 i bonus per i lavori in casa (ristrutturazioni, mobili ed ecobonus), così come la cedolare secca del 10% e molte agevolazioni per le imprese, tra cui super ed iper ammortamento e bonus per le assunzioni al Sud.

Torna in auge, inoltre, l’ipotesi di abolizione dell’esenzione IMU sulla prima casa, con lo spettro di una patrimoniale mascherata che potrebbe subordinare gli esoneri alla verifica situazione economia di ciascun contribuente.

Il destino degli incentivi fiscali sarà strettamente legato alla risoluzione della crisi di Governo, ma ad oggi gli spazi di manovra sono strettissimi.

Agevolazioni e detrazioni fiscali a rischio, ecco quelle che potrebbero sparire dal 2020

Partiamo dall’analisi delle agevolazioni fiscali e delle detrazioni che, a fine 2019, arriveranno a naturale scadenza e per le quali sarà la Legge di Bilancio 2020 a dire l’ultima su una possibile proroga.

In primis vi sono le detrazioni fiscali sui lavori in casa. Sia il bonus ristrutturazioni, che il bonus mobili così come l’ecobonus sono stati finanziati dalla scorsa Manovra fino al 31 dicembre 2019. Ogni anno il rischio di una mancata proroga mette in allarme non solo i contribuenti beneficiari degli incentivi, ma anche le imprese dell’edilizia che grazie agli incentivi sono riuscite a superare seppure in parte una crisi che attanaglia il settore ormai da anni.

Ed è anche perché contribuiscono a favorire gli investimenti dei privati che i bonus edilizi sono stati prorogati di anno in anno, nonostante pesino in misura rilevante sulle entrate dello Stato e sul gettito complessivo Irpef.

La casa rischia di essere la grande sconfitta della revisione delle tax expenditures.

Dovranno essere prorogate al 2020 anche la cedolare secca al 10% sugli immobili a canone concordato, così come la cedolare secca commerciale del 21%, due agevolazioni fiscali volute anche per contrastare il fenomeno dell’evasione e degli affitti in nero.

Tra le agevolazioni che potrebbero essere oggetto di tagli e modifiche nel 2020 vi è poi l’esenzione IMU sulla prima casa. Da tempo l’Europa critica il meccanismo di esonero che non tiene conto della capacità contributiva del possessore dell’immobile. Il rischio di una tassa sui patrimoni immobiliari si invigorisce ora, a causa di una crisi di Governo senza precedenti e dell’impellente necessità di far quadrare i conti.

Agevolazioni fiscali, rischio tagli ed abolizioni anche per le imprese

Non solo per le famiglie ma anche per le imprese è alta l’incognita sulle agevolazioni che saranno mantenute e prorogate con la Legge di Bilancio 2020.

Super e iper ammortamento sono gli incentivi più a rischio e che per il momento sono stati finanziati fino al 31 dicembre 2019. Sarà necessario vedere quali scelte farà il nuovo Governo nel campo della politica industriale e se sarà mantenuto il piano Industria 4.0 pensato per agevolare imprese e professionisti nel passaggio al digitale.

Gravare sugli investimenti delle imprese sarebbe tuttavia una scelta controproducente. Resta tuttavia l’ipotesi che le risorse stanziate ad oggi per le agevolazioni fiscali in campo imprenditoriale siano travasate nel progetto più ampio del taglio del cuneo fiscale.

La riduzione del costo del lavoro potrebbe assorbire anche alcuni dei bonus per le assunzioni, tra cui l’incentivo occupazione Mezzogiorno.

Detrazioni ed agevolazioni fiscali, 19 miliardi dall’abolizione degli incentivi dannosi per l’ambiente

C’è un’altra strada percorribile: quella dell’abolizione di detrazioni ed agevolazioni fiscali dannose per l’ambiente. Era stato il Corriere della Sera a raccontare di un report già predisposto dal Ministro dell’Ambiente del M5S, Sergio Costa, il quale aveva censito un totale di 19 miliardi di euro di bonus ritenuti controproducenti.

Non è inverosimile che il futuro Governo, soprattutto se si concretizzasse l’ipotesi di un’alleanza tra M5S e PD, intervenga proprio sull’insieme di detrazioni e tagli previsti per carburanti ed energie tradizionali.

Il piano “Greta” (dal nome della giovane attivista svedese impegnata nella promozione di un’economia sostenibile) potrebbe portare alla cancellazione delle esenzioni di accisa per i carburanti di navi ed aerei, del rimborso previsto per il gasolio sull’autotrasporto, così come alla cancellazione dell’aliquota IVA ridotta sull’energia ad uso domestico e tagli alle agevolazioni sulle auto aziendali.

Una revisione delle tax expenditures green che, a logica, porterebbe al parallelo potenziamento degli incentivi ecobonus, sia per le auto che per i lavori in casa. Un giusto compromesso, che oltre a portare ad una revisione importante della spesa a carico dell’Erario, delineerebbe la strategia del Governo in campo ambientale.

Si tratta, per il momento, soltanto di ipotesi. Lo scenario diverrà più chiaro nelle prossime settimane e dopo la risoluzione della crisi di Governo. Il primo impegno del neo Esecutivo sarà quello di predisporre la nota di aggiornamento al DEF, appuntamento fissato al 27 settembre 2019.

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