Serve la riduzione del cuneo fiscale: il 25% dei lettori boccia flat tax, quota 100, RdC

Rosy D’Elia - Lavoro

La riduzione del cuneo fiscale tra le priorità per il 25% dei lettori di Informazione Fiscale che, nel rispondere al sondaggio sull'impiego delle risorse delle Stato, boccia flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza.

Serve la riduzione del cuneo fiscale: il 25% dei lettori boccia flat tax, quota 100, RdC

La riduzione del cuneo fiscale è una delle priorità per il 25% dei lettori di Informazione Fiscale che, nel rispondere al sondaggio sull’impiego delle risorse delle Stato, boccia flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza. Uno su quattro non investirebbe sulle tre misure inserite nel contratto di governo e propone altri interventi per il sistema economico e fiscale.

Se si considera solo il 2019, i costi per dare vita alle priorità dell’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle raggiungono cifre molto alte. Ammontano a circa 12 miliardi di euro, calcolati tenendo conto delle singole voci:

  • 7,1 miliardi per il reddito di cittadinanza, un investimento utile solo per il 9% dei lettori che hanno partecipato al sondaggio;
  • 3,9 miliardi per quota 100, una bona mossa per il 20% dei lettori;
  • tra i 900 milioni e il miliardo di euro in termini di minori entrate nelle casse dello Stato per effetto del primo passo della flat tax, a cui dovrebbero seguirne altri nei prossimi anni per il 46% dei partecipanti.

Per molti altri cittadini, invece, le risorse dello Stato dovrebbero essere impiegate per altri scopi: abbassare il costo del lavoro è la risposta più ricorrente.

Serve la riduzione del cuneo fiscale: il 25% dei lettori boccia flat tax, quota 100, RdC

Se flat tax, e nello specifico il debutto del nuovo regime forfettario, non ha particolari effetti sul mercato del lavoro, quota 100 e reddito di cittadinanza agiscono sul cuneo fiscale secondo spinte contrarie.

Nella schiera del 20% dei lettori che investirebbe su quota 100, diversi sostengono la tesi secondo la quale potrebbe avere conseguenze positive per l’occupazione. Una visione opposta a quella dell’ex presidente INPS Tito Boeri, che nella relazione annuale dello scorso luglio scriveva:

“Sappiamo che ogni abbassamento dell’età pensionabile comporta anche riduzione dell’occupazione perché il prelievo contributivo aumenta e il lavoro costa di più. Come documentato dall’esperienza degli ultimi anni discussa nel primo capitolo del nostro Rapporto, l’occupazione è molto sensibile a variazioni del cuneo fiscale e contributivo. Avremmo dunque non solo più pensionati, ma anche meno lavoratori, ciascuno dei quali con un fardello ben più pesante sulle proprie spalle”.

Al contrario, il sistema che ruota attorno al reddito di cittadinanza prevede agevolazioni per le aziende che assumono i beneficiari.

La macchina organizzativa che coinvolge Centri per l’Impiego e navigator, con l’obiettivo di ricollocare i cittadini sul mercato del lavoro, non è ancora a pieno regime e non è possibile quantificare gli effetti positivi. In ogni caso gli sgravi contributivi previsti riducono il cuneo fiscale per le aziende coinvolte.

Ma tra i lettori c’è chi non riesce proprio a vedere aspetti positivi sul reddito di cittadinanza:

“norma assistenziale che favorisce l’ozio e il lavoro nero. I giovani vanno stimolati e aiutati con politiche non assistenzialiste, ma di merito. Bisognerebbe investire sulla detassazione del cuneo fiscale dei contratti di lavoro e dare garanzia alle imprese, che le leggi non vengano modificate o azzerate ogni cambio di governo!”

Sono tanti i lettori che demoliscono le misure inserite nel contratto Lega-Movimento 5 stelle e fanno fatica a immaginare effetti positivi sulla questione che gli sta più a cuore: l’occupazione. Chiara P. non ha dubbi su flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza:

“producono solo altro debito che pagheranno le generazioni future. Io investirei tutto sulla riduzione del costo del lavoro per le imprese, ovviamente con il massimo dei controlli affinché l’investimento si veramente motivato verso la creazione di NUOVI posti di lavoro.

Punterei anche ad un riordino di tutte le agevolazioni che esistono al fine di sostenere il reddito delle famiglie”.

Riduzione del cuneo fiscale e altre priorità prima di flat tax, quota 100, RdC

Al di là della riduzione del cuneo fiscale, tema che emerge in maniera forte in più occasioni, per una buona fetta di lettori ci sono anche altri investimenti da anteporre alla flat tax, a quota 100 e al reddito di cittadinanza.

Luana R. sostiene che si debba guardare al di là del debito pubblico:

Far ripartire gli investimenti sul territorio (strade, scuole, ospedali ecc.), sull’ambiente (dissesto idrogeologico), di per sé creerebbe una montagna di posti di lavoro ed una crescita automatica del benessere dei cittadini”.

Una visione simile a quella di Michele V.:

“alleggerimento pressione fiscale per le aziende che assumono ed investimenti in opere di ogni dimensione (abitazioni, strade, ferrovie, dissesti idrogeologici in genere)

Da ultimo e non per ultimo auspicherei un DRASTICO taglio alle spese inutili come riduzioni di dirigenti in tutti i settori della P.A., compresi ovviamente le poltrone inventate per i politici viventi e defunti…è un sogno??? Io sogno, almeno non costa nulla!”

Un’altra esigenza che sottolineano in molti è il contrasto all’evasione fiscale, fenomeno “che penalizza gli onesti sia come contribuenti che come aziende”, secondo Bruno M.

“Prelevare subito Iva dai versamenti sui conti correnti delle attività riferiti ai pagamenti fatture. Come succede con la ritenuta su bonifici per ristrutturazione. Avviare una forma di versamento che distingua il pagamento di una fattura. L’Iva non è nostra ma dello stato. In questo modo lo stato la incassa subito”.

Per la questione, Antonello M., propone una soluzione drastica.

Ma tra i lettori di Informazione Fiscale che spostano l’attenzione da flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza, c’è anche chi come Alessandro F. propone una rivoluzione culturale, non semplicemente dei singoli interventi.

La sua ricetta è: “Sburocratizzare e semplificare, semplificare e sburocratizzare”. E con una punta di pessimismo che coinvolge politica, lavoratori e datori di lavoro conclude citando Luigi Einaudi:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli…..

Oggi forse i milioni…non ci sono più, sono rimasti in migliaia, ma stanno riducendosi, siamo riusciti forse nell’intento di scoraggiarli, siamo stati troppo abili nel molestarli, nell’incepparli. Ma è stata anche colpa loro, così proni, così supini, sempre a capo chino a pensare a lavorare, a produrre. A dare lavoro”.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it