IF WEEK: tra tregua fiscale e contanti, il tema evasione torna al centro

IF WEEK: settimana dal 24 al 29 ottobre all'insegna delle anticipazioni sulle misure della Legge di Bilancio 2023. Dalla tregua fiscale all'aumento dei limiti all'uso dei contanti, al centro dell'attenzione il tema dell'evasione, con opinioni discordanti. Settimana all'insegna anche di nuovi bonus in partenza.

IF WEEK: tra tregua fiscale e contanti, il tema evasione torna al centro

Evasione tema centrale della settimana, dalla tregua fiscale come uno dei “pilastri” del nuovo sistema tributario all’aumento del limite all’uso dei contanti.

Sono ancora una volta le novità in cantiere in vista della presentazione del disegno di Legge di Bilancio 2023 l’aspetto centrale della settimana dal 24 al 29 ottobre 2022.

Numerose le novità fiscali attese, con un occhio di riguardo a quelle che oltre a cambiare i rapporti tra contribuenti e Amministrazione Finanziaria puntano a delineare una nuova strategia per il contrasto all’evasione fiscale.

La tematica è però controversa, sia se si pensa alla nuova pace fiscale in cantiere che al rialzo annunciato del limite per l’uso dei contanti, che dai 1.000 euro previsti dal prossimo 1° gennaio potrebbe salire a 3.000, 5.000 o addirittura 10.000 euro.

Settimana all’insegna anche di nuovi bonus: dal voucher per gli occhiali in avvio dopo due anni di distanza dalla sua introduzione agli incentivi per le auto a ridotte emissioni.

Ecco quindi la rassegna di IF WEEK, appuntamento settimanale con le principali novità sul fronte fiscale e del lavoro.

IF WEEK: tra tregua fiscale e contanti, il tema evasione torna al centro

Sarà la lotta all’evasione fiscale uno dei pilastri del patto che il Governo intende porre in essere sul fronte del sistema tributario. Ad annunciarlo è stata la Premier Giorgia Meloni nel corso del discorso programmatico pronunciato alla Camera e al Senato il 25 e il 26 ottobre 2022.

Una “lotta serrata” contro gli evasori totali, grandi imprese e grandi frodi IVA, e che non sarà soltanto una “caccia al gettito”. A cambiare saranno quindi anche i criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che guarderanno agli importi effettivamente recuperati e non più alle semplici contestazioni.

Il tema del contrasto all’evasione torna quindi al centro delle strategie in materia fiscale, ma fanno discutere le prime misure attese già in Legge di Bilancio 2023.

Tra queste vi è la tregua fiscale, piano che punta ad agevolare i contribuenti che intendono sanare le irregolarità sul fronte dei versamenti. Si va profilando quindi una nuova pace fiscale, che tra gli altri aspetti dovrebbe portare all’avvio del saldo e stralcio all’80 per cento delle cartelle esattoriali.

Queste quantomeno le prime anticipazioni fornite, e che portano al centro dell’attenzione la questione del reiterarsi di misure di condono che finiscono con l’inibire il corretto adempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti.

Sugli effetti negativi delle operazioni di pace fiscale si è ad ultimo espressa la Corte Costituzionale.

La sentenza n. 66 depositata l’11 marzo 2022 ha evidenziato come gli interventi di rottamazione o stralcio delle cartelle siano contrari al valore costituzionale del dovere tributario e “tali da recare pregiudizio al sistema dei diritti civili e sociali tutelati dalla Costituzione”.

La “via maestra” per il recupero delle somme è, secondo la Consulta, la riforma del sistema di riscossione, uno degli interventi previsti nell’ambito della legge delega sulla riforma fiscale e che è stato parzialmente anticipato con la Legge di Bilancio 2022.

La situazione emergenziale, la crisi di Governo e la formazione del nuovo Esecutivo hanno però portato all’archiviazione, almeno per il momento, del progetto di riforma disegnato nel corso della precedente legislatura.

Lotta all’evasione fiscale a rischio con l’aumento del limite all’uso dei contanti?

La nuova pace fiscale in cantiere riproporrà quindi uno schema già visto nel corso degli ultimi anni. Per chi si oppone agli interventi annunciati dal Premier Giorgia Meloni e sostenuti dalla maggioranza di Governo il rischio è di incentivare indirettamente l’evasione, e lo stesso tema è posto all’attenzione per quel che riguarda la limitazione all’uso dei contanti.

Più volte ritoccato nel corso dell’ultimo decennio, dal 1° gennaio 2023 il limite dovrebbe scendere dai 2.000 euro previsti attualmente a 1.000 euro. Una stretta sulla quale però il Governo ha già annunciato correttivi.

Si va verso l’aumento del tetto massimo a 3.000, 5.000 o 10.000 euro: queste le soglie sulle quali si discute e che, in ogni caso, farebbero fare un passo indietro alla strategia di contrasto all’evasione fiscale adottata finora.

Imporre un tetto ai contanti è però utile per contrastare l’evasione?

Le opinioni divergono, ed è bene quindi evidenziare alcuni dati ufficiali per avere un quadro più chiaro della situazione.

Sul punto si è recentemente espressa la Banca d’Italia, che con lo studio Pecunia olet. Cash usage and the underground economy pubblicato a ottobre dello scorso anno e basato sull’analisi dei dati della UIF relativi alle operazioni in contante e alle stime ISTAT ha riscontrato come un aumento delle transazioni cash porti ad un incremento dell’incidenza dell’economia sommersa, cresciuta anche dopo l’aumento del limite da 1.000 a 3.000 euro nel 2016 previsto per sostenere la domanda.

In conclusione, per Bankitalia un aumento di un punto nell’uso di contante si traduce in un aumento dell’economia sommersa compreso tra lo 0,8 e l’1,8 per cento.

Collegamento diretto tra irregolarità e uso dei contanti anche secondo il Ministero dell’Economia, che nello studio sull’analisi dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in Italia, pubblicata il 12 giugno 2019 conferma che l’uso del contante rappresenta un fattore di rischio per il riciclaggio e l’evasione fiscale.

Sul fronte opposto invece si schiera lo studio di Unimpresa, secondo il quale la soglia più alta del limite al contante, pari a 5.000 euro nel 2010, coincide con il livello più basso dell’evasione fiscale mai registrata negli ultimi dieci anni, pari a 83 miliardi di euro. Al contrario, il livello più alto si è toccato nel periodo dal 2012 al 2014, quando la soglia è stata ridotta a 1.000 euro.

Il tema resta quindi divisivo e lascia spazio ad interpretazioni contrastanti, tra chi sostiene che si rischia di fare un passo indietro nel contrasto ad evasione e irregolarità e chi è invece a favore della liberalizzazione dei pagamenti cash, anche al fine di incentivare i consumi.

IF WEEK, poste le basi per due nuovi bonus: dagli occhiali alle auto a ridotte emissioni

Alle novità in cantiere e sulle quali la discussione è destinata ad acuirsi in vista della messa a punto della Legge di Bilancio 2023 si affiancano quelle pronte all’avvio.

In particolare, la settimana che si appresta a concludersi è stata caratterizzata dalla messa a terra di due nuovi incentivi.

Partirà il 2 novembre la fase di prenotazione dell’ecobonus auto, riconosciuto a diverse categorie di contribuenti.

In primis c’è il nuovo bonus per i soggetti con ISEE fino a 30.000 euro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 e ritoccato più volte, che consentirà di accedere ad uno sconto fino al 50 per cento riconosciuto per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni.

Tempi dilatati per l’avvio della misura ma ridotti sul fronte delle scadenze da rispettare: i nuovi incentivi valgono fino al 31 dicembre, e sarà quindi necessario muoversi per tempo per non perdere il diritto all’agevolazione, anche considerando la scarsa dotazione economica. Il tempismo si scontra però con le difficoltà nel reperimento dei componenti elettronici, che rischiano di tardare la consegna dei veicoli agli acquirenti.

Non si può parlare di tempi stretti d’avvio anche per il bonus occhiali, previsto dalla Legge di Bilancio 2020 e che si appresta a partire.

Dopo anni d’attesa è finalmente pronto il decreto attuativo, che porta la firma degli ormai ex Ministri Roberto Speranza per la Salute e Daniele Franco per l’Economia.

Si attende la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, passaggio che non è però l’ultimo necessario per l’avvio della fase operativa: si attende la messa a punto della procedura per consentire la presentazione delle richieste. Potranno fare domanda i cittadini con ISEE fino a 10.000 euro, ai quali saranno concessi 60 giorni di tempo.

Due mesi per le domande a fronte di quasi tre anni per la definizione delle regole e delle procedure operative. Uno squilibrio evidente.

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