E-commerce e prodotti extra UE: distinguere IVA, spese doganali e altri oneri fiscali

Rosy D’Elia - Imposte

E-commerce e prodotti extra UE: dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l'indicazione di massima trasparenza nei confronti del consumatore finale, contenuta in una nota ad hoc del 4 febbraio 2021. È necessario distinguere IVA, spese doganali ed altri oneri fiscali.

E-commerce e prodotti extra UE: distinguere IVA, spese doganali e altri oneri fiscali

E-commerce e prodotti extra UE: necessaria trasparenza e chiarezza nell’indicazione delle spese addebitate al consumatore. Sul punto è intervenuta l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con una nota ad hoc del 4 febbraio 2021 indirizzata agli operatori del commercio elettronico, che con la pandemia ha avuto una crescita senza precedenti anche in Italia.

Secondo i dati pubblicati da Osservatori.net digital innovation del Politecnico di Milano diffusi il 13 ottobre scorso, nel nostro paese l’e-commerce vale 30,6 miliardi di euro.

Nell’anno dell’emergenza coronavirus i servizi hanno avuto un netto calo, ma l’acquisto di prodotti ha registrato una crescita del 31% con l’incremento annuo più ricco di sempre pari a 5,5 miliardi rispetto al 2019.

È proprio da questo “sviluppo esponenziale del commercio elettronico internazionale” che nasce l’esigenza di intervenire per regolamentare al meglio gli scambi, soprattutto con i paesi extra UE, e di chiarire gli elementi chiave del documento di accompagnamento esplicativo dei costi.

E-commerce e prodotti extra UE: niente dazi doganali per le merci in arrivo dal Regno Unito

I chiarimenti riguardano proprio gli scambi commerciali tra Unione Europea e Regno Unito, anche alla luce delle novità introdotte dalla Brexit.

Il punto di partenza riguarda l’articolo 34 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale che definisce e individua i diritti doganali da accertare e riscuotere per le operazioni.

Tra questi, bisogna considerare in particolar modo dazi e Iva all’importazione secondo quanto stabilito dall’articolo 70 del Decreto IVA.

Per quanto riguarda il caso specifico del Regno Unito in questo particolare momento bisogna considerare due fattori:

  • Dal 1° gennaio 2021, a seguito della Brexit, con il Regno Unito si applicano le regole e le formalità di natura fiscale e doganale in vigore con i Paesi Terzi;
  • Il 24 dicembre 2020 è stato stipulato l’accordo tra UK e UE, in vigore dal 1° gennaio 2021, che contiene un Protocollo sulla cooperazione amministrativa e la lotta contro la frode in materia di imposta sul valore aggiunto e sull’assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi e imposte per regolare le relazioni tra i due sistemi economici del dopo Brexit.

L’articolo 5 dell’Accordo prevede, in via provvisoria, il divieto di applicare e riscuotere i dazi doganali sulle importazioni in Italia di prodotti che arrivano dal Regno Unito, salvo disposizione contraria del medesimo accordo.

E-commerce e prodotti extra UE: distinguere IVA, spese doganali e altri oneri fiscali

Anche alla luce delle novità in vigore da questo anno sul piano internazionale, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fa il punto sulle indicazioni da fornire al consumatore nel documento di accompagnamento esplicativo dei costi in caso di acquisti online di prodotti extra UE.

Gli operatori dell’e-commerce sono invitati a una particolare e maggiore attenzione nella definizione chiara delle spese che vengono addebitate al consumatore.

È necessaria una distinzione tra le voci che seguono:

  • dazi doganali;
  • IVA;
  • altri eventuali oneri fiscali.

Secondo quanto riportato da FiscoOggi, rivista online dell’Agenzia delle Entrate, il documento, infine, prevede una specifica raccomandazione:

“In tal senso, gli operatori sono invitati a non utilizzare diciture che possano trarre in inganno i consumatori finali riguardo agli oneri e le spese sostenute in dogana e, in ogni caso, a evidenziare con la maggior trasparenza possibile quali oneri sono riferiti alle imposizioni tributarie accertate e riscosse dalla autorità doganale e quali sono, invece, le spese relative ai servizi per la spedizione prestati dagli intermediari privati”.

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