La rottamazione delle cartelle prevista dalla Legge di Bilancio 2026 non è applicabile in automatico alle tasse locali. Spetta ai singoli Enti scegliere se prevedere o meno la definizione agevolata di IMU, TARI, bollo auto e altri tributi di propria competenza
Rottamazione delle cartelle relative a IMU, TARI, bollo auto e altre tasse locali: il 2026 si apre nell’incertezza.
Se da un lato la Legge di Bilancio 2026 consente a regioni e comuni di stabilire forme di definizione agevolata per i tributi di propria spettanza, dall’altro slega totalmente questa possibilità dalla rottamazione quinquies.
Rispetto alle precedenti edizioni di definizione agevolata, la rottamazione delle tasse locali è lasciata a totale discrezione dei singoli enti, senza dettagli sulle tempistiche per formalizzare la scelta.
Rottamazione cartelle 2026, IMU, TARI, bollo auto e non solo: sulle tasse locali decide l’Ente
Sono i commi da 102 a 110, articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 a definire la cornice della rottamazione delle tasse locali.
A differenza dell’edizione quinquies della definizione agevolata delle cartelle, mancano però certezze sulle tempistiche così come sull’effettivo perimetro di applicazione.
Le norme conferiscono piena autonomia a Comuni, Province e Regioni nel decidere se e come applicare la rottamazione delle proprie entrate, quali ad esempio l’IMU, il bollo auto o la TARI. La definizione agevolata potrà avere ad oggetto anche entrate di natura patrimoniale, come affitti di immobili comunali, rette scolastiche, sanzioni amministrative e multe, mentre ne restano espressamente esclusi l’IRAP così come le addizionali IRPEF.
Si tratta di una sorta di rottamazione perenne, che si slega dalla definizione agevolata delle cartelle che sarà gestita dall’AdER.
Nello specifico, la Manovra 2026 introduce la possibilità per regioni ed enti locali di decidere di introdurre forme di definizione agevolata che prevedano la riduzione o l’esclusione degli interessi o anche delle sanzioni. Il tutto nel rispetto dei principi costituzionali di capacità contributiva, uguaglianza ma soprattutto nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.
La scelta spetterà quindi al singolo ente locale e territoriale e la rottamazione delle cartelle diventa la via per recuperare i crediti di difficile esigibilità, evitando quindi il rischio di perdere le entrate relative alle imposte gestite direttamente.
Rottamazione quinquies per le cartelle relative a IMU, TARI, bollo e multe: scelta senza scadenza
Le regole delineate dalla Legge di Bilancio 2026 differiscono rispetto a quanto previsto per le precedenti rottamazioni.
In tutti i casi l’estensione alle tasse locali è stata sempre subordinata alla scelta del singolo ente, da fare però entro scadenze specifiche. Questa volta invece la “sanatoria statale” è totalmente slegata da quella locale, soprattutto sul fronte dei tempi da rispettare.
L’unico punto di raccordo è contenuto al comma 104 dell’articolo 1, il quale prevede che nel caso in cui la legge statale preveda una definizione agevolata, regioni ed enti locali possono introdurre misure analoghe, per assicurare ai contribuenti il medesimo trattamento.
Insomma, alla rottamazione quinquies di Stato potrà affiancarsi una rottamazione delle tasse locali, ma mancano tempistiche chiare. Non è definita alcuna scadenza per gli enti, che potranno quindi valutare senza fretta le scelte da compiere.
Obbligo digitalizzazione, rottamazione con equilibrio
La Legge di Bilancio 2026 non fissa quindi paletti temporali, ma prevede disposizioni chiare sul fronte operativo.
In primis, l’obbligo di digitalizzazione: le leggi e i regolamenti adottati per la definizione agevolata, oltre a riferirsi a periodi di tempo circoscritti, dovranno consentire l’uso di tecnologie digitali per adempiere, e quindi per i pagamenti.
Quel che sembra trasparire dalle norme è inoltre la necessità di prudenza: la rottamazione delle tasse locali non può prescindere dalla valutazione della situazione economica e finanziaria degli enti stessi, e della capacità di incrementare la riscossione delle proprie entrate.
È pertanto chiaro che bisognerà prestare attenzione alla fattibilità e all’impatto della definizione delle entrate.
Per i cittadini quindi al momento non vi sono certezze sulla possibilità di rottamare i mancati pagamenti delle tasse locali. Sarà fondamentale monitorare gli aggiornamenti pubblicati sui portali istituzionali degli enti creditori.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Rottamazione cartelle 2026 anche per IMU, TARI e bollo? Nessuna certezza