Dalla proroga dell’Ape Sociale al bonus Maroni, passando per la mancata proroga di Opzione Donna. Dall’INPS arrivano le istruzioni sulle novità in materia di pensioni previste (e non) dalla Legge di Bilancio 2026
Non solo aumento dell’età pensionabile: il capitolo previdenza della Legge di Bilancio 2026 contiene anche altre voci.
Dalla proroga dell’Ape Sociale, alla conferma del bonus Maroni per chi posticipa la pensione, fino all’incremento della maggiorazione sociale.
L’INPS nella circolare n. 19/2026 riepiloga la novità e si sofferma su alcuni dettagli operativi.
Chiarimenti anche in merito alla mancata proroga di Opzione Donna e Quota 103 per il pensionamento anticipato e sull’abrogazione della norma che l’anno scorso prevedeva la possibilità di utilizzare la rendita dei fondi pensione per raggiungere l’importo soglia della pensione nel contributivo.
Pensioni: le istruzioni INPS sulle novità della Legge di Bilancio 2026
Il capitolo dedicato alla previdenza è stato tra quelli più caldi nel cantiere della Legge di Bilancio 2026, con diversi colpi di scena, proposte e dietro-front che hanno fatto discutere.
Non solo aumento dell’età pensionabile e cancellazione di Quota 103: gli interventi previsti dalla mancata hanno coinvolto anche altri ambiti.
A riassumere il quadro della situazione è la circolare INPS n. 19/2026, all’interno della quale l’Istituto riepiloga le altre disposizioni in vigore nell’anno in corso. Si tratta nello specifico:
- della proroga dell’anticipo pensionistico Ape Sociale;
- dell’aumento mensile dell’assegno pensionistico legato alle maggiorazioni sociali;
- della conferma del bonus Maroni, l’incentivo al posticipo del pensionamento.
Non solo misure operative. La circolare INPS fornisce alcuni dettagli anche in merito alle disposizioni che non hanno trovato spazio nel testo della Manovra. Si parla, in particolare, della mancata conferma di Opzione Donna e Quota 103 come canale di pensionamento anticipato e dell’abrogazione della possibilità (introdotta con la Legge di Bilancio 2025) di cumulare l’eventuale rendita del fondo pensione con l’assegno pensionistico maturato al fine di raggiungere l’importo soglia richiesto per l’accesso alla pensione anticipata o alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo.
Vediamo in dettaglio le indicazioni fornite dall’Istituto.
Proroga dell’APE sociale al 31 dicembre 2026
L’Ape Sociale, il trattamento di accompagnamento alla pensione è l’unico scivolo pensionistico prorogato a tutto il 2026.
Si tratta, ricordiamo, del trattamento che l’INPS riconosce in favore di specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici fino alla maturazione dei requisiti minimi per la pensione anticipata o di vecchiaia.
La misura è stata confermata senza intervenire sulle restrizioni introdotte nel 2024 sui requisiti di accesso. Anche quest’anno, quindi, l’età anagrafica minima richiesta resta ferma a 63 anni e 5 mesi.
Lavoratori e lavoratrici, pertanto, potranno accedere all’Ape Sociale maturando i requisiti fino al 31 dicembre 2026. A poterne beneficiare sono:
- dipendenti che svolgono mansioni gravose (al momento della domanda la professione deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno 6 anni negli ultimi 7) indicati all’allegato C della Legge di Bilancio 2017;
- gli invalidi civili al 74 per cento;
- i dipendenti disoccupati che hanno esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente);
- i caregivers che assistono da almeno 6 mesi.
La Manovra 2024, intervenuta sul requisito anagrafico, non ha modificato quello contributivo che anche nel 2026 resta invariato:
- almeno 30 anni per i dipendenti disoccupati, gli invalidi civili e i caregivers;
- almeno 36 anni per gli altri lavoratori che svolgono mansioni gravose.
Per le lavoratrici madri di tutte le categorie, poi, è prevista un’ulteriore riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio (massimo 2 anni).
L’importo di tale trattamento è pari al rateo della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se inferiore a 1.500 euro. Se, invece, l’assegno della pensione ha un importo maggiore si riceverà un assegno di 1.500 euro.
La prestazione è totalmente incumulabile con il reddito da lavoro, sia dipendente sia autonomo. Fanno eccezione solamente i redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.
Chi intende accedere all’anticipo pensionistico potrà fare domanda per il trattamento entro il:
- 31 marzo 2026;
- il 15 luglio 2026;
- il 30 novembre 2026.
L’incremento mensile legato alle maggiorazioni sociali
La Legge di Bilancio 2026, come noto, ha previsto aumento di 20 euro mensili per le pensioni minime.
Si tratta di un potenziamento del cosiddetto incremento al milione, la maggiorazione che già oggi spetta a tutti i pensionati e le pensionate in condizioni di disagio economico.
Nello specifico, la maggiorazione è riconosciuta:
- ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e con reddito basso;
- ai titolari di prestazioni assistenziali quali l’assegno sociale o la pensione sociale;
- agli invalidi civili totali maggiorenni.
L’aumento viene riconosciuto d’ufficio a coloro che sono già titolari della maggiorazione sociale e del relativo incremento.
La Manovra, inoltre, ha incrementato di 260 euro annui il limite reddituale massimo oltre il quale tale beneficio non è riconosciuto. Tutti i valori di riferimento sono stati forniti dall’INPS nella circolare n. 153/2025 con le tabelle relative alla rivalutazione delle pensioni per il 2026.
Gli importi maggiorati saranno erogati a partire dalla mensilità di marzo 2026. Con il primo pagamento arriveranno anche gli arretrati di gennaio e febbraio.
Bonus maroni anche per il 2026
La Manovra conferma al 2026 anche il cosiddetto bonus Maroni, l’incentivo in busta paga per chi decide di posticipare il pensionamento.
In pratica, la misura riconosce un aumento di stipendio ai dipendenti che decidono di restare al lavoro nonostante abbiano maturato i requisiti per la pensione. Così facendo, si ricevono i contributi previdenziali a proprio carico direttamente in busta paga.
Con la mancata conferma di Quota 103 al 2026, il bonus Maroni, precisa l’INPS, spetta ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti iscritti all’AGO o alle forme sostitutive ed esclusive della medesima che:
- hanno maturato i requisiti minimi previsti per l’accesso a Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025;
- maturano i requisiti minimi previsti per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) entro il 31 dicembre 2026.
Le misure che non hanno trovato spazio
Come anticipato, la Legge di Bilancio 2026 ha abrogato una misura introdotta recentemente, ovvero quella che consentiva, su richiesta, la possibilità di computare una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare per raggiungere l’importo soglia richiesto per l’accesso alla pensione anticipata o alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo.
A questa si aggiunge la mancata conferma di Opzione Donna, uno dei principali canali per il pensionamento anticipato attivo negli ultimi anni oltre a Quota 103, anch’essa, come detto, non confermata al 2026.
La misura, ricordiamo, consentiva alle donne in particolari condizioni (caregiver, dipendenti o licenziate da imprese in crisi o invalide al 74 per cento) di uscire dal lavoro con 61 anni d’età e 35 anni di contributi.
Come per Quota 1013, tale canale resta aperto solamente alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026:
- per Quota 103, entro il 31 dicembre 2025;
- per Opzione Donna, entro il 31 dicembre 2024.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensioni: le istruzioni INPS sulle novità della Legge di Bilancio 2026