DURC a rischio a causa di un’agevolazione problematica

Salvatore Cuomo - Dichiarazioni e adempimenti

Ad ormai oltre 5 mesi dall'avvio delle procedure di richiesta dell'agevolazione sui contributi INPS per commercianti e artigiani si naviga ancora a vista. Titolari di partita IVA con doppia beffa: agevolazione ancora non operativa e DURC a rischio pur essendo in regola

DURC a rischio a causa di un'agevolazione problematica

La Legge di Bilancio del 2025, nello specifico l’articolo 1, comma 186, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, ha introdotto una interessante agevolazione contributiva a favore delle nuove attività intraprese nel 2025.

La riduzione dei contributi INPS è in particolare indirizzata ai titolari di ditte individuali, soci di Snc, Sas, Srl e familiari coadiuvanti/coadiutori iscritti per la prima volta alle gestioni IVS lo scorso anno.

Peccato che, sul fronte del calcolo dei contributi dovuti, l’INPS non abbia ancora adeguato i propri sistemi, con impatti sul DURC in caso di riduzione fai-da-te dei versamenti.

Partite IVA, riduzione dei contributi INPS ancora fuori dagli F24

La possibilità di richiedere l’autorizzazione del 50 per cento dei contributi dovuti per i nuovi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti nel 2025, applicabile per 36 mesi dalla data di prima iscrizione e richiedibile online tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, è alternativa ed incompatibile con altre riduzioni come quella del 35 per cento per i forfettari, salvo opzioni di allineamento o rientro nel 35 per cento.

Nella primavera scorsa è stata pubblicata la prima circolare operativa INPS n. 83/2025 che annunciava l’attivazione di un servizio online dedicato a questa specifica richiesta.

Il servizio online per fare richiesta è stato effettivamente lanciato solo ad agosto, con il messaggio INPS n. 2449, dopo qualche giorno di difficoltà all’avvio.

Chi si attendeva una veloce lavorazione delle istanze era già rimasto deluso fin dalla prima scadenza utile successiva, quella del 16 novembre ed a tutt’oggi persistente.

A quella data gli F24 predisposti e messi a disposizione dall’INPS, peraltro anche quelli pubblicati successivamente alla istanza presentata, riportavano l’intero importo dovuto.

I ritardi dell’INPS e i problemi con il DURC

Già allora più di qualche contribuente e operatore professionale aveva ricevuto risposte ufficiose con l’invito a procedere autonomamente con il servizio online per la creazione di una nuova codeline, indicando il contributo effettivamente dovuto in base a dei calcoli fatti autonomamente.

Considerando che restano esclusi i contributi maternità e l’aliquota aggiuntiva per l’indennizzo cessazione attività ci si trova di fronte ad un calcolo evidentemente foriero di facili errori.

Peccato inoltre che come poi effettivamente segnalato da più di qualcuno questa procedura non salva da eventuali problemi con il rilascio del DURC, poiché ancorché versato in misura aggiornata e corretta il sistema non riconosce ancora corretto detto versamento in via automatica e pertanto ecco i DURC sospesi con ulteriori strascichi con noti problemi di interlocuzione in via breve con gli uffici per farsi riconoscere il diritto.

Una situazione obiettivamente evitabile se solo i dirigenti dell’ente avessero applicato la stessa solerzia con cui, in meno di 2 settimane dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, hanno adeguato le procedure per la richiesta dell’ISEE con le novità per questo introdotte dalla Legge di Bilancio per il 2026.

Comunque per chi non lo avesse ancora fatto ecco come richiedere la riduzione:

  • Modalità: Domanda telematica sul Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS.
  • Percorso INPS: Imprese e Liberi Professionisti > Esplora Imprese e Liberi Professionisti > Strumenti > Vedi tutti > Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) > Utilizza lo strumento; autenticandosi con la propria identità digitale di tipo SPID almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) 3.0.

L’importanza dei primi anni di contribuzione

Chiudo rammentando sempre l’importanza dei primi anni di contribuzione, cruciali perché stabiliscono le fondamenta del proprio montante contributivo che tramite la rivalutazione annuale generano il capitale che si accresce nel tempo.

Maggiori sono i contributi versi all’inizio del periodo di lavoro, più a lungo il montante beneficerà della rivalutazione influenzando direttamente l’importo finale della pensione, specialmente per chi rientra nel sistema contributivo, i lavoratori iscritti alle gestioni previdenziali dal 1996 in poi, determinando l’importo finale della pensione spettante.

Ricordiamocelo.

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