Remissione in bonis: definizione e istruzioni F24

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Remissione in bonis in scadenza il 31 ottobre: ecco la definizione, cos'è e come funziona e le istruzioni per il versamento della sanzione fissa di 250 euro con il modello F24.

Remissione in bonis: definizione e istruzioni F24

Remissione in bonis: c’è tempo fino alla scadenza del 31 ottobre per il versamento della sanzione fissa di 250 euro con il modello F24.

Prima di scendere nelle istruzioni operative, è bene fornire una definizione di remissione in bonis spiegando cos’è e come funziona e quando è possibile avvalersi del particolare istituto introdotto con l’articolo 2, comma 1, del D.L. n.16/2012.

Si tratta di una particolare forma di ravvedimento operoso che consente in caso di mere dimenticanze di inviare comunicazioni e dati all’Agenzia delle Entrate o esercitare opzioni per l’accesso a regimi fiscali agevolativi anche oltre il termine di scadenza. Per fare alcuni esempi, può essere utilizzata per l’invio in ritardo della comunicazione ENEA ecobonus o per la cedolare secca e l’accesso al 5 per mille.

La differenza tra remissione in bonis e ravvedimento operoso consiste nel fatto che la prima non prevede la riduzione della sanzione applicata ma prevede il versamento tramite modello F24 di un importo fisso pari a 250 euro.

In merito alle istruzioni per il versamento con il modello F24 della sanzione fissa di 250 euro per la remissione in bonis, l’Agenzia delle Entrate nello scorso mese di giugno ha disposto l’obbligo di utilizzo del modello F24 Elide, lasciando inalterati i codici tributo da utilizzare.

Alla luce di ciò e in vista dell’imminente scadenza del 31 ottobre 2018, allineata con i termini per l’invio delle dichiarazioni dei redditi, vediamo di seguito tutte le istruzioni per la compilazione del modello F24 Elide al fine di versare la sanzione dovuta.

Di seguito tutte le istruzioni relative alla remissione in bonis.

Remissione in bonis: cos’è, come funziona e scadenza

Come sopra anticipato, è fondamentale fornire una definizione corretta di remissione in bonis per capire cos’è, come funziona e quando è possibile avvalersene entro la scadenza del 31 ottobre.

La remissione in bonis è un’istituto che può essere utilizzato da tutti i contribuenti che hanno omesso di inviare una comunicazione utile all’esercizio di un’opzione o che non hanno effettuato adempimenti necessari per beneficiare di agevolazioni fiscali.

Si tratta quindi della possibilità concessa ai contribuenti di correggere mere dimenticanze nei casi in cui non siano state avviate procedure formali di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate (contestazioni, accessi, ispezioni o verifiche).

Le istruzioni operative sono state fornite con la circolare delle Entrate n, 38/E del 2012.

Remissione in bonis Enea, cedolare secca, 5 per mille e modello EAS

I casi più frequenti in cui ci si avvale della remissione in bonis riguardano diverse tipologie di comunicazioni obbligatorie da effettuare all’Agenzia delle Entrate.

Ad esempio, si può utilizzare la remissione in bonis per l’invio del modello EAS oltre la scadenza, per esercitare l’opzione per la tassazione con cedolare secca dei redditi da locazione o ancora per l’invio della comunicazione ENEA per fruire delle detrazioni fiscali di cui all’Ecobonus.

In tutti i casi sopra elencati, ci si potrà mettere in regola versando entro la scadenza del 31 ottobre di ciascun anno (e comunque entro il termine per l’invio delle dichiarazioni dei redditi) la sanzione fissa di 250 euro, importo che secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate dovrà essere pagato utilizzando il modello F24 e i codici tributo appositamente istituiti.

In sintesi, per accedere alla remissione in bonis è necessario, oltre al versamento della sanzione, inviare la comunicazione omessa ed effettuare l’adempimento richiesto entro il 31 ottobre.

Con la risoluzione n. 42/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 1° giugno 2018 è stato disposto che per la remissione in bonis bisognerà utilizzare esclusivamente il modello F24 Elide.

Remissione in bonis: codici tributo modello F24 Elide e importo sanzione

Come anticipato la sanzione da versare per avvalersi della remissione in bonis è pari ad un importo fisso di 250 euro, sulla quale non si applicano le regole del ravvedimento operoso (cioè la riduzione proporzionale al ritardo).

La sanzione di 250 euro dovrà essere versata utilizzando il modello F24 elementi identificativi (Elide), seguendo le istruzioni di compilazione dell’Agenzia delle Entrate ed utilizzando il codice tributo 8114 e 8115.

Nello specifico, nelle istruzioni per la compilazione del modello F24 Elide, che dallo scorso mese di giugno ha sostituito il modello F24 ordinario, i codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

  • “8114” denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del d.l. n. 16/2012 - REMISSIONE IN BONIS”;
  • “8115” denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del d.l. n. 16/2012 - REMISSIONE IN BONIS 5 per mille”.

Approfondiamo di seguito analizzando le regole per la compilazione del modello F24.

Istruzioni compilazione F24 remissione in bonis

I codici tributo per il versamento delle sanzioni da remissione in bonis dovranno essere utilizzati esclusivamente con modello F24 Elide seguendo le istruzioni di compilazione di seguito riportate:

Nella sezione “CONTRIBUENTE” sono indicati:

  • nei campi “codice fiscale” e “dati anagrafici”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento.

Nella sezione “ERARIO ED ALTRO”, sono indicati:

  • nel campo “tipo”, la lettera “R”;
  • nel campo “elementi identificativi”, nessun valore;
  • nel campo “codice”, il codice tributo;
  • nel campo “anno di riferimento”, l’anno per cui si effettua il versamento (nella forma “AAAA”).

Si ricorda ancora una volta che la scadenza per la remissione in bonis e per il versamento della contestuale sanzione di 250 euro è fissata al 31 ottobre per le comunicazioni e le opzioni aventi da esercitare per il 2018.