IMU 2025: quali sanzioni in caso di versamento tardivo o omesso? Regole e percentuali di riduzione applicando il ravvedimento operoso
IMU 2025, omesso o tardivo versamento alla prova delle sanzioni.
Chi non ha pagato l’IMU entro la scadenza del 16 dicembre o del 16 giugno per la quota di acconto, può regolarizzare la propria posizione versando, oltre all’imposta, la sanzione del 25 per cento dell’imposta dovuta.
Il ravvedimento operoso consente di scontare l’importo aggiuntivo dovuto. Determinanti i tempi di regolarizzazione.
Sanzione IMU 2025: cosa succede a chi non paga in tempo
La scadenza per il versamento del saldo IMU 2025 era fissata al 16 dicembre, data che segue e si aggiunge a quella dell’acconto del 16 giugno. Chi non ha rispettato il termine ordinario può in ogni caso regolarizzare la propria posizione, ma deve fare i conti con le sanzioni previste per gli omessi o tardivi pagamenti.
A partire dal 1° settembre 2024 è entrato in vigore un nuovo sistema sanzionatorio, introdotto dal decreto legislativo n. 87/2024, che si applica a tutte le violazioni commesse da quella data in poi.
La sanzione base è stata ridotta dal 30 al 25 per cento dell’imposta non versata.
Questa percentuale si applica nei casi in cui il contribuente non provveda a sanare la violazione e venga sottoposto a controllo da parte dell’ente impositore.
Sanzioni IMU, il ravvedimento operoso premia chi fa prima
Le regole in vigore premiano chi regolarizza prima l’omissione IMU.
Per quel che riguarda la scadenza del 16 dicembre, entro il 30 dicembre è possibile applicare il ravvedimento sprint. Per i versamenti effettuati entro i 14 giorni successivi alla scadenza, la sanzione ordinaria, pari al 25 per cento dell’imposta dovuta, è ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo e, in sostanza, ammonterà allo 0,083 per cento giornaliero.
Ad esempio quindi, in caso di saldo IMU pari a 1.000 euro, se il pagamento avviene entro i 14 giorni successivi alla scadenza (30 dicembre), la sanzione dovuta sarà pari a 11,67 euro (al netto degli interessi per versamento tardivo).
Il sistema si caratterizza per un’impostazione premiale e prevede sanzioni più leggere per chi regolarizza in autonomia la propria posizione, prima dell’avvio di un’azione di accertamento.
Come funziona il ravvedimento operoso IMU 2025
Il ravvedimento operoso agevola chi sceglie di regolarizzare spontaneamente l’omesso o tardivo versamento, beneficiando di sanzioni ridotte.
Se ci si accorge in ritardo di non aver versato l’IMU, è possibile regolarizzare l’omissione in autonomia e ottenere una forte riduzione delle penalità.
Con le nuove regole in vigore dal 1° settembre 2024, le percentuali previste sono le seguenti:
- 0,083 per cento per ogni giorno di ritardo, se il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza;
- 1,25 per cento fisso, se il pagamento avviene tra il 15° e il 30° giorno;
- 1,39 per cento, se si paga tra il 31° e il 90° giorno;
- 3,125 per cento, se il versamento avviene dopo 90 giorni ed entro un anno;
- 3,572 per cento, se si regolarizza oltre un anno dopo la scadenza (1/7 della sanzione base);
- 4,17 per cento, se si regolarizza dopo una comunicazione formale da parte del Comune (1/6 della sanzione base).
La logica è chiara: chi prima regolarizza l’omissione, meno paga di sanzione. Una regola prevista di base dallo strumento del ravvedimento operoso e che si applica anche per l’IMU.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: IMU 2025: sanzioni e ravvedimento operoso