Bonus mobili 2023: il limite di spesa sale a 8.000 euro con la Legge di Bilancio

Francesco Rodorigo - Imposte

La Legge di Bilancio 2023 ha alzato il limite di spesa del bonus mobili. Da gennaio l’importo massimo di spesa ammesso all'agevolazione scende da 10.000 a 8.000 euro e non più a 5.000 come previsto inizialmente. Su questa somma sarà possibile richiedere la detrazione del 50 per cento

Bonus mobili 2023: il limite di spesa sale a 8.000 euro con la Legge di Bilancio

Per il 2023 l’importo della spesa per il bonus mobili scende a 8.000 euro. La Legge di Bilancio 2023 ha alzato la soglia dei 5.000 euro previsti inizialmente per l’anno in corso.

Da gennaio, infatti, si riduce il limite di spesa massimo per chi usufruisce del bonus, che nel 2022 è stato fissato a 10.000 euro.

Per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sarà possibile, quindi, richiedere una detrazione del 50 per cento nel limite di 8.000 euro.

I beneficiari del bonus mobili 2023, pertanto, potranno usufruire di un rimborso massimo del valore di 4.000 euro, il quale sarà ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

Dal 2024, poi, il limite scenderà a 5.000 euro.

Bonus mobili 2023: il limite di spesa sale a 8.000 euro con la Legge di Bilancio 2023

Per il 2023 cambia il valore del limite di spesa previsto per il bonus mobili. Si tratta della soglia massima per la quale è possibile fruire della detrazione fiscale del 50 per cento per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.

Per il 2022 questo limite è stato fissato a 10.000 euro, quindi i beneficiari hanno potuto ricevere un rimborso di massimo 5.000 euro sulle spese effettuate.

Secondo la normativa prevista inizialmente, dal 2023 la soglia sarebbe dovuta scendere a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2023, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2022, però, ha introdotto una importante novità.

Il taglio previsto viene ridotto e il limite di spesa per il bonus mobili passa a 8.000 euro. Chi avvierà lavori a partire dal 1° gennaio, dunque, in caso di acquisto di mobili o grandi elettrodomestici potrà beneficiare di una detrazione di massimo 4.000 euro, fruibile in 10 rate annuali costanti attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come ribadito anche dall’Agenzia delle Entrate, infatti, l’acquisto può avvenire prima del pagamento delle spese per la ristrutturazione dell’immobile, a patto che i lavori siano già avviati.

Il limite scenderà a 5.000 euro a partire dal 2024.

Chi ha avviato i lavori nel 2021 ha avuto tempo fino al 31 dicembre per beneficiare dell’importo massimo previsto per il 2022, cioè 10.000 euro.

Bonus mobili 2023: come usufruire dell’agevolazione

Le istruzioni per la fruizione del bonus mobili sono riepilogate dall’Agenzia delle Entrate nella guida pubblicata lo scorso gennaio.

Di seguito alcuni esempi di mobili ed elettrodomestici per cui è possibile richiedere il bonus:

  • mobili e arredi: ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione;
  • grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Vi rientrano anche apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

In particolare, la detrazione IRPEF del 50 per cento è riconosciuta per la spesa di acquisto di mobili ed elettrodomestici connessa alle seguenti attività:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni non danno diritto al bonus);
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni del condominio.

Per beneficiare del bonus e ottenere il rimborso bisogna specificare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico).

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