Assegno unico 2022, che fine ha fatto il decreto attuativo? Istruzioni INPS in standby

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Assegno unico 2022: il testo del decreto attuativo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ad ormai circa un mese dalla sua approvazione. Un ritardo che blocca la messa a punto della piattaforma per le domande da parte dell'INPS e la pubblicazione delle istruzioni operative.

Assegno unico 2022, che fine ha fatto il decreto attuativo? Istruzioni INPS in standby

Assegno unico 2022, dov’è finito il testo del decreto attuativo? Approvato il 18 novembre 2021 in Consiglio dei Ministri, la versione definitiva non è ancora stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il testo del decreto legislativo sull’istituzione dell’assegno unico 2022 è attualmente al vaglio di Camera e Senato, ma i tempi previsti per la chiusura dei lavori parlamentari rischiano di ritardare l’avvio della fase operativa per la presentazione delle domande.

Un ritardo che rischia di complicare l’avvio della misura, per la quale da gennaio dovrebbe partire l’iter di richiesta al fine di consentire il pagamento dell’assegno universale per i figli a carico a decorrere dal 1° marzo 2022.

Obiettivo dell’assegno unico è semplificare e razionalizzare le misure ad oggi in vigore a sostegno della genitorialità. Una rivoluzione per la quale però servono adeguati tempi tecnici: in primis per la presentazione dell’ISEE, successivamente per l’inoltro delle domande all’INPS.

Ed è proprio sulla procedura per richiedere l’assegno unico 2022 e sull’attesa per le istruzioni operative da parte dell’INPS che la mancata pubblicazione del decreto attuativo fa sentire il suo peso.

Assegno unico 2022, che fine ha fatto il decreto attuativo? Istruzioni INPS in standby

Dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del decreto attuativo, l’INPS avrà 20 giorni di tempo per mettere a disposizione le istruzioni operative per l’invio delle domande di accesso all’assegno unico 2022.

Sono 7 milioni i nuclei familiari interessati dall’assegno unico: 9,6 milioni di figli minori e 1,4 milioni di figli maggiorenni con età inferiore ai 21 anni. In totale quindi, la prestazione economica sarà riconosciuta per circa 11 milioni di figli.

Questo è quanto indicato dalla relazione tecnica sullo schema del decreto, messo a disposizione dopo l’approvazione del testo definitivo in Consiglio dei Ministri lo scorso 18 novembre 2021.

Prima di passare alla fase operativa è necessario attendere il parere del Parlamento sullo schema del decreto legislativo predisposto dal Governo. Alla Camera, l’iter di discussione nelle Commissioni Bilancio e Affari Sociali dovrebbe concludersi entro il 25 dicembre. Le Commissioni Bilancio e Lavoro del Senato avranno invece tempo fino al 31 dicembre.

Calendario alla mano, c’è il rischio concreto che l’inizio del nuovo anno non coincida con la data a partire dalla quale si potrà effettivamente presentare domanda telematica all’INPS o tramite gli istituti di patronato.

Alla discussione relativa al decreto legislativo sull’assegno universale si affiancano i lavori relativi alla Legge di Bilancio 2022 e al Decreto collegato in materia fiscale. Il calendario delle due aule del Parlamento appare quindi particolarmente serrato, e i tempi preannunciati rischiano di non coincidere con quelli effettivi.

Complici anche le festività natalizie, il mancato approdo in Gazzetta Ufficiale del testo del decreto attuativo sull’assegno unico 2022 porta al rischio di ritardi per l’avvio della fase operativa di invio delle richieste di accesso all’assegno unico.

Non solo. Alla procedure per fare domanda dovrà affiancarsi la pubblicazione delle consuete istruzioni operative da parte dell’Istituto, che specificheranno requisiti, condizioni e casi particolari per il riconoscimento dell’assegno unico 2022.

Un passaggio necessario anche per chi dovrà accogliere le domande da parte dei nuclei familiari che, tra le altre cose, richiedono la preventiva presentazione del modello ISEE 2022. Per CAF e Patronati si preannunciano mesi carichi di lavoro.

Assegno unico 2022, domanda INPS in standby senza il decreto in Gazzetta Ufficiale

Monitorare l’iter di discussione dello schema del decreto legislativo approvato dal Governo è fondamentale per capire quando si passerà alla fase operativa per il riconoscimento dell’assegno unico.

Parlare di tempi certi appare per il momento difficile. L’unico aspetto sicuro è che, successivamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, l’INPS avrà un totale di 20 giorni di tempo per mettere a disposizione dei contribuenti e degli Istituti di Patronato delle istruzioni operative per fare domanda.

Lo prevede l’articolo 6 dello schema approvato in Consiglio dei Ministri il 18 novembre 2021 e attualmente all’esame delle Commissioni di Camera e Senato, che stabilisce:

“La domanda è presentata in modalità telematica all’INPS ovvero presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, secondo le modalità indicate dall’INPS sul proprio sito istituzionale entro 20 giorni dalla pubblicazione del presente decreto.”

Teoricamente, l’invio dovrebbe partire dal 1° gennaio, ai fini dell’erogazione a partire dal mese di marzo dello stesso anno e fino al mese di febbraio dell’anno successivo.

Per il 2022, ci sarà un periodo transitorio durante il quale continueranno ad essere erogate le prestazioni economiche ad oggi vigenti, tra cui gli assegni al nucleo familiare, l’assegno ponte e le detrazioni per i figli a carico.

Per le domande presentate dopo il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno unico sarà erogato soltanto dal mese successivo a quello di trasmissione. Il pagamento della prestazione economica spettante avverrà in ogni caso entro il termine di sessanta giorni dalla domanda.

Assegno unico 2022, per la gestione delle domande nuove assunzioni INPS a tempo indeterminato

Il completamento dell’iter di approvazione del decreto legislativo consentirà di dare avvio anche alle nuove assunzioni presso l’INPS previste dallo schema approvato dal Governo.

L’articolo 12 autorizza l’INPS ad assumere 300 nuovi dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, da inquadrare nell’Area C, posizione economica Cl, del Comparto Funzioni Centrali-sezione enti pubblici non economici.

Una nuova squadra di dipendenti, assunti con appositi concorsi o mediante scorrimento delle graduatorie, che dovrà lavorare per la gestione dell’assegno universale per i figli a carico, e che nel primo periodo di avvio della misura dovrà occuparsi della transizione dal “vecchio” al “nuovo” modello di sostegno alla genitorialità.

Un compito che si preannuncia difficile, e per il quale i tempi dilatati rischiano di rendere il lavoro ancora più complicato.

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