Interrogazioni a risposta immediata oggi, 13 maggio, per Meloni e Giorgetti: tra i punti caldi gli stipendi e il potere d'acquisto da difendere dall'inflazione. Oltre il salario giusto, l'opposizione chiede risposte
Il drenaggio fiscale, l’aumento invisibile di tassazione legato all’inflazione, è stato compensato con le riforme dell’IRPEF e l’assegno unico negli ultimi anni.
Ma la necessità di difendere il valore degli stipendi e il potere d’acquisto resta attuale ed è al centro delle interrogazioni a risposta immediata alla premier Giorgia Meloni in programma al Senato alle ore 16.30.
Meloni e Giorgetti interrogati su stipendi, fisco e inflazione: non c’è spazio per le novità
L’opposizione chiede direttamente alla presidente del Consiglio risposte sul futuro. Le preoccupazioni riguardano il costo della vita, la produzione che rallenta, i cittadini e le cittadine più giovani che lasciano l’Italia.
Tutte dinamiche in cui il Fisco ha un ruolo da protagonista, anche perché la nuova minaccia inflazionistica rischia di appesantire un carico già importante.
Si torna a parlare degli effetti del fiscal drag, quella dinamica che vede crescere il valore effettivo della tassazione quando l’inflazione sale. Ed è un effetto che l’Italia non può ignorare.
| Che cos’è il fiscal drag? |
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| Risponde l’ISTAT: Si tratta di una forma di “tassazione invisibile”, che si verifica nei sistemi fiscali progressivi non indicizzati in presenza di inflazione. L’aumento dei redditi derivante da un loro aggiustamento nominale può spingere alcuni contribuenti verso scaglioni più elevati. La crescita dell’aliquota media che ne deriva risulta impropria, in quanto non riconducibile a un aumento della capacità contributiva |
Nonostante il taglio del cuneo fiscale e contributivo, secondo gli ultimi dati OCSE, il peso del Fisco sul lavoro resta tra i più alti e gli stipendi non riescono a tenere il passo con il costo della vita: rispetto al 2021, risultano ancora più bassi del 7,8 per cento.
La revisione dell’IRPEF e l’assegno unico hanno compensato gli effetti del drenaggio fiscale legato all’ondata inflazionistica del 2022-2023: lo ha certificato proprio ieri, 12 maggio, l’ISTAT. Ma non tutti i redditi sono stati difesi allo stesso modo: i pensionati e le pensionate, così come le famiglie senza figli sono state comunque penalizzate.
Tra misure e contromisure, resta un fatto che riguarda tutte le fasce di reddito e tutte le categorie: il potere d’acquisto continua a indebolirsi e le opposizioni al Senato chiedono alla premier Meloni di illustrare la strategia che il Governo intende mettere in atto.
Le prime risposte arrivano dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, interpellato nel primo pomeriggio sugli stessi temi alla Camera, nell’altro ramo del Parlamento.
Via XX Settembre guarda più al passato che al futuro: le novità messe in campo per tutelare in particolare lavoratori e lavoratrici dipendenti e redditi medio bassi comportano una spesa di circa 21 miliardi di euro all’anno. Il Governo “resta vigile” sugli interventi da mettere in campo, ma l’ipotesi di adeguare il peso della tassazione all’inflazione non sembra essere neanche in discussione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Meloni e Giorgetti interrogati su stipendi, Fisco e inflazione: poco spazio per le novità